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Polmonite cinese: cosa occorre sapere, come difendersi

Epidemia di polmonite “cinese”: di cosa si tratta

Dal primo focolaio in Cina ai primi focolai in altri stati

Il 31 dicembre 2019 in Cina, precisamente nella città di Wuhan (11 milioni di abitanti), sono stati segnalati i primi casi di una forma respiratoria aggressiva, in una percentuale dei casi anche mortale, dovuta ad un tipo di coronavirus mai isolato in precedenza nell’uomo: il coronavirus 2019-nCoV, ora ufficialmente denominato Covid-19.  Da allora, i casi di infezione accertata in Cina si sono moltiplicati e poi diffusi in altri stati, inizialmente con   casi “importati” (cioè pazienti provenienti dalla Cina), poi anche con casi  “autoctoni”, cioè provocati da un contagio locale.

I dati cinesi: epidemia in rallentamento?

I dati trasmessi all’OMS dalle autorità cinesi  sembrano da qualche giorno dimostrare un rallentamento dell’epidemia, ma si tratta di dati da prendere con molta cautela, anche considerando quanto avvenuto tra il 12 e il 13 febbraio 2020, quando si è verificata un improvvisa impennata sia del numero di casi che dei decessi, dovuto all’improvvisa adozione, pare solo nella provincia di Hubei, di criteri diagnostici di infezione da Covid-19 più ampi rispetto che in precedenza e diversi dai criteri stabiliti dall’OMS e nel resto del mondo. In pratica, se fino al 12 febbraio per fare diagnosi di infezione da Coronavirus era necessaria la conferma con il test DNA per il Covid-19 (coerentemente a quanto stabilito dall’OMS), dal 13 febbraio a Wuhan si è deciso di considerare come caso di infezione da Covid-19 un soggetto con i sintomi tipici del Coronavirus e con una radiografia del torace che dimostra l’infezione polmonare. In ogni modo, si è avuta la conferma del fatto che  in realtà i casi di infezione in Cina sono  molto superiori rispetto a quelle riportate nei dati ufficiali.

La situazione in Italia

Chiamare il 112 o o il 1500 per:

  • Sospetto di essere infetti
  • Sospetto o certezza di contatto con persone infette

Numeri verdi regionali:

  • Lombardia: 800894545
  • Veneto: 800462340
  • Emilia Romagna: 800 033 033 
  • Piemonte: 800 333 444
  • Molise: 0874409000 e 0874313000
  • Alto Adige: 800751751 
  • Marche: 800936677
  • Friuli Venezia Giulia: 800500300
  • Valle D’Aosta: 800122121
  • Toscana: 800556060
  • Umbria: 800636363
  • Campania: 800909699

Ospedale Spallanzani

All’Ospedale Spallanzani di Roma sono rimasti solo i due pazienti di nazionalità cinese ricoverati da diversi giorni  in terapia intensiva, in costante miglioramento, mentre è in fase di dimissione il terzo paziente, il ricercatore italiano inizialmente positivo al test per il Covid-19 e poi guarito. Rimane ricoverato pur se ripetutamente negativo al test per il coronavirus il giovane diciassettenne rientrato dalla Cina

Focolai in Lombardia

Dopo il primo e ad ora più importante focolaio di infezione improvvisamente accesosi il 20 febbraio nel Lodigiano,  e da cui sta scaturendo un numero crescente di casi anche in altre zone della Lombardia (Provincia di Bergamo, Sondrio, Pavia, Milano Hinterland e Città, Cremona) in gran parte collegabili al focolaio iniziale della zona “rossa” di Codogno. In totale i casi lombardi sono 172, con 6 decessi.

Le autorità sanitarie lombarde e nazionali hanno  immediatamente assunto provvedimenti drastici, con lo scopo di circoscrivere il più velocemente e rigorosamente possibile il focolaio di infezione e di limitare il rischio di contagi. Su tutto il territorio regionale è stata disposta la chiusura per una settimana delle scuole di ogni ordine e grado e la sospensione di ogni attività sociale, di intrattenimento e commerciale. Nella “zona rossa”,  è stato deciso il divieto per decreto di entrata ed uscita in circa una decina di comuni del basso Lodigiano. Provvedimenti restrittivi su esercizi, attività sociali e pubbliche riguardano le cosiddette “zone gialle”, dove per altro continua la balera circolazione delle persone.

Focolai in Veneto

Aumenta anche il numero di pazienti positivi al Covid-19 nel paese di Vo Euganeo (provincia di Padova), di cui uno deceduto. Casi di persone infette a Venezia. In totale i casi confermati sono 33, con un decesso.

Anche qui per ora non è nota la fonte iniziale del focolaio e anche qui provvedimenti immediati: chiusura dell’Ospedale e isolamento dei sanitari, isolamento della cittadina di Vo, oltre al tampone eseguito a tutti i suoi abitanti, chiusura  dell’Ospedale di Schiavonia dove uno dei due pazienti era stato ricoverato per 10 gg. Decisa la chiusura delle scuole, delle università, la sospensione di ogni attività ricreativa, Carnevale di Venezia compreso.

Altri casi in Emilia Romagna e Piemonte

In Emilia Romagna (18) e Piemonte (3) sono stati individuati casi di infezione da Covid-19, in gran parte  collegati ai casi lombardi

Provvedimenti straordinari su scala nazionale

Episodi di inosservanza delle prescrizioni su base volontaria hanno indotto il governo a prendere due principali provvedimenti:

  1. L’imposizione del divieto assoluto di spostamento da parte delle persone residenti nelle aree interessate dai focolai epidemici
  2. L’isolamento obbligatorio di casi sospetti
  3. La sospensione delle gite scolastiche sul territorio nazionale

Non andare al Pronto Soccorso!

Se avete importante difficoltà respiratoria e temete di avere l’infezione da Coronavirus:

  • non andate autonomamente al Pronto Soccorso o all’ambulatorio del medico, ma 
  • chiamate il vostro medico, o il 112 o il numero verde regionale (vedi sopra) o il numero verde del Ministero della Salute 1500

Non recarsi autonomamente all’ambulatorio del medico o del pediatra!

In caso di bisogno, anche per semplici problemi influenzali, contattate il Medico o il Pediatra di Famiglia per telefono, e non recatevi autonomamente al suo ambulatorio!

Autoisolamento

E’ determinante, oltre all’operato delle autorità e degli operatori sanitari, il senso di responsabilità individuale, per cui, nel caso si dubiti di essere entrati in contatto con casi di infezione da Coronavirus (v. i criteri di caso sospetto), si rimanga in casa e si eviti contatti con altre persone per 14 giorni e si avvisi immediatamente per telefono il proprio medico o chiamando al numero 1500

Le misure di sicurezza in aeroporto

In aeroporto sono attivi su tutti i voli internazionali i controlli con thermoscan.  La temperatura corporea viene misurata attraverso un termometro digitale ad infrarossi anche direttamente sull’aeromobile. I soggetti che presentano un aumento della temperatura vengono fermati, isolati, e sottoposti  al test di laboratorio specifico per il 2019-nCoV. Poiché è possibile che, essendo il virus ancora in incubazione, alcuni viaggiatori non presentino ancora sintomi in viaggio e all’arrivo,  i soggetti negativi ma esposti al rischio di contagio perché provenienti dalle zone epidemiche, vengono censiti e monitorati per i 14 giorni successivi al viaggio. Attualmente tutti i voli da e per la Cina sono stati cancellati, ma sono possibili arrivi attraverso scali intermedi.

Cause della polmonite cinese: coronavirus Covid-19

I coronavirus sono una grossa famiglia di virus responsabili di vari quadri clinici, da semplici raffreddori a forme respiratorie severe ed epidemiche, come la SARS (Severe Acute Respiratory Syndrome) e la MERS (Middle East Respiratory Syndrome). Il Covid-19 è geneticamente molto simile al virus della SARS e, come nel caso della SARS (zibetti) e della MERS (dromedari), l’epidemia attuale è partita molto probabilmente dal passaggio del virus, diretto o tramite animali ospiti intermedi, dai pipistrelli all’uomo, probabilmente nel contesto promiscuo dei mercati di animali vivi di Wuhan.

Trasmissione da uomo a uomo

Di certo è stata appurata la capacità del virus di essere trasmesso da uomo a uomo.  Sono invece ancora oggetto di studio diversi aspetti del comportamento del virus. Un passo avanti importante in tal senso è stato l’isolamento del virus, cioè la sua separazione dall’organismo infettato e nella sua coltivazione e moltiplicazione autonoma in laboratorio, che ha consentito anche la mappatura completa del suo DNA.

Modalità di trasmissione

La trasmissione del virus avviene principalmente attraverso le goccioline emesse con la tosse, gli starnuti e durante la normale (anche se stretta) conversazione. Minore la possibilità che il virus possa essere trasmesso anche per via orofecale. Da non dimenticare, data la persistenza anche a lungo del virus sulle superfici, la via indiretta, cioè per contatto col virus depositatosi su oggetti, che poi viene portato alla bocca, al naso e agli occhi con le mani.

Resistenza nell’ambiente

E’ molto probabile che il virus Covid-19, come i virus responsabili di SARS e MERS, possa rimanere vitale nell’ambiente e sulle superfici anche fino a 9 giorni. In ogni caso il virus è facilmente eliminabile dalle superfici mediante comuni disinfettanti a base di candeggina, solventi, etanolo al 75%, acido peracetico e cloroformio.

Portatori sani

E’ molto probabile che il virus possa essere trasmesso anche da soggetti che non presentano sintomi (portatori sani).

Incubazione

Per incubazione si intende il tempo che passa tra il momento in cui la persona contrae il virus e quello in cui comincia a manifestare i primi sintomi della malattia.  E’ un dato molto importante, perché su di esso ci si basa ad esempio per stabilire il periodo di isolamento di una persona che sia venuta a contatto con un malato. Attualmente l’incubazione viene ritenuta  mediamente di  5-7 giorni, con un minimo di 1 giorno e un massimo di 14 giorni. Recenti studi hanno avanzato l’ipotesi che in realtà l’incubazione possa essere anche più lunga, fino a 24 giorni, ma si tratta di dati da verificare.

Contagiosità

La contagiosità appare comunque elevata, superiore a quella di un virus influenzale, e con un indice di trasmissione che supera abbondantemente il valore di 2 (significa che ogni persona affetta contagia più di 2 persone).

Pericolosità del virus

Allo stato attuale,  facendo riferimento al numero di casi accertati, le forme aggressive severe sembrano essere circa il 20%, e la mortalità il 2-3 %.  La pericolosità di un virus si basa però non solo sulla sua capacità di causare morte o forme severe, ma anche sulla sua capacità di infettare le persone, che nel caso di questo coronavirus sembra essere particolarmente alta. In altre parole, un virus con una relativamente bassa aggressività ma che colpisce moltissime persone può causare molti più danni di un virus molto aggressivo ma con scarso potere infettante.

Categorie a rischio e bambini

Ad essere particolarmente a rischio di complicazioni, come del resto anche in caso di altre affezioni respiratorie, sono anziani e soggetti affetti da deficit immunitari e condizioni croniche.

Altro elemento ancora in fase di studio è l’apparente scarsa tendenza del virus ad infettare bambini al di sotto dei 15 anni di età, caratteristica del resto già riscontrata in occasione dell’altra importante epidemia da coronavirus, la SARS del 2002.

Come si manifesta: i sintomi

I sintomi ricordano quelli di una “normale influenza”: febbre, rinite, tosse, difficoltà respiratoria, fino alla polmonite, ad una grave insufficienza respiratoria e renale che, in alcuni casi, possono determinare la morte.

Come si diagnostica

Il sospetto diagnostico si basa sulla comparsa di sintomi respiratori, con febbre e difficoltà respiratoria o diagnosi clinica e/o radiologica di polmonite, in una persona che entro i 14 giorni precedenti:

  • sia stata in Cina  o in una zona in cui si sono verificati casi di infezione da Coronavirus
  • sia stata a contatto stretto con una persona affetta da accertata infezione da Covid-19.

La conferma definitiva e certa si ha con l’identificazione del Covid-19 nel tampone nasale, o faringeo, o su espettorato o su aspirato tracheale (nei soggetti intubati per grave insufficienza respiratoria) o, in seconda battuta, sul test specifico per il 2019-nCoV sul sangue del paziente.


Linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l’identificazione dei casi sospetti, probabili o confermati

Sulla base delle attuali conoscenze epidemiologiche sul virus, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha stabilito delle linee guida cui i medici e le strutture sanitarie nel mondo devono attenersi per individuare i casi di infezione da coronavirus Covid-19.

1) Quando un caso è da considerare sospetto

Paziente con infezione respiratoria acuta severa (febbre, tosse, disturbi gastrointestinali, richiedente accesso in ospedale), senza altra diagnosi che giustifichi pienamente i sintomi e almeno una delle seguenti condizioni

  • viaggio o permanenza in Cina nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
  • viaggio o permanenza in una delle regioni in cui siano stati riportati casi nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
  • essere un operatore sanitario che nei 14 giorni precedenti l’insorgere dei sintomi ha operato in un ambiente in cui sono stati curati casi di infezione da Covid-19;

oppure

Paziente con una qualsiasi malattia respiratoria (anche non grave), con almeno una delle seguenti condizioni:

  • contatto stretto con un caso confermato o probabile di infezione da Covid-19 nei 14 giorni precedenti l’insorgere dei sintomi;
  • avere visitato o lavorato in un mercato di animali vivi in Cina nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi;
  • avere lavorato o frequentato nei 14 giorni precedenti l’insorgenza dei sintomi in una struttura sanitaria in cui sono stati riportati casi di infezione da Covid-19.

Cosa significa contatto stretto?

Si intende per contatto stretto una delle seguenti condizioni, che si verifichi entro 14 giorni prima o dopo la manifestazione dei sintomi:

  • sanitario o addetto impiegato nell’assistenza ad una persona affetta da Covid-19 o personale di laboratorio addetto al trattamento di campioni di Covid-19
  • essere stato a stretto contatto (faccia a faccia entro un metro) con un caso sospetto o confermato di Covid-19
  • vivere nella stessa casa di un caso sospetto o confermato di Covid-19
  • avere viaggiato in aereo nella stessa fila o nelle due file antecedente o successive a quella di un caso sospetto o confermato di Covid-19

 Il caso sospetto viene subito sottoposto al test specifico per 2019-nCoV.

2) Quando un caso è considerato probabile

Quando il caso sospetto è positivo ad un test generico per coronavirus o in cui il test specifico per Covid-19 non è conclusivo.

3) Quando un caso è confermato

Quando il paziente risulta positivo al  test specifico per Covid-19, indipendentemente dalla presenza e gravità dei sintomi.


Si può curare?

Non esiste una terapia specifica per questo virus, mentre è di fondamentale importanza la terapia di supporto, che ha lo scopo sia di lenire i sintomi sia di sostenere le funzioni vitali, soprattuto respiratoria e renale, del paziente, in particolare nel caso di pazienti particolarmente fragili, come bambini piccoli e anziani o soggetti con deficit immunitari.

Come si previene: si può evitare il contagio?

La prevenzione più efficace in caso di epidemie virali rimane la vaccinazione, analogamente a quanto avviene per l’influenza. Tuttavia ci vorrà tempo perché si possa arrivare a realizzare, testare e produrre un vaccino per il Covid-19. Nel frattempo quindi gli sforzi si devono concentrare su misure preventive a livello di sistema sanitario e individuali, che hanno lo scopo soprattutto di impedire o limitare la nascita e l’espansione di focolai autonomi dell’epidemia nei paesi in cui si sono verificati casi “importati” da Wuhan. Le autorità sanitarie mondiali (Organizzazione Mondiale della Sanità in particolare) coordinano e dettano le linee di indirizzo di prevenzione sanitaria dei vari stati.

Misure di protezione individuali

Per tutti

La situazione in costante e evoluzione consiglia di attenersi ad alcune buone abitudini igieniche, utili anche a prevenire il contagio da “normali” virus, come quello influenzale:

  • lavatevi le mani frequentemente, per almeno 1 minuto, o in mancanza d’acqua utilizzare i disinfettanti in gel a base di alcool al 60%;
  • coprite naso e bocca quando tossite o starnutite, meglio con l’avambraccio o il gomito o un fazzoletto usa e getta, che va poi gettato nella spazzatura, meglio se in in contenitore chiuso;
  • evitate di toccarvi con le mani  gli occhi, il naso o la bocca: le mani entrano a contatto con superfici su cui il virus può essersi depositato, e da qui essere trasportato alle vie respiratorie;
  • mantenete una distanza di almeno un metro da persone affette da sintomi respiratori;
  • disinfettate le superfici con disinfettanti a base di candeggina, solventi, etanolo al 75%, acido peracetico e cloroformio;
  • evitate ambienti affollati e chiusi
  • indossate una mascherina in presenza di altre persone se avete disturbi respiratori; negli altri casi indossare la mascherina è inutile se non si adottano anche le altre precauzioni per evitare la trasmissione virale;
  • arieggiate frequentemente gli ambienti chiusi, soprattutto dopo che vi sono transitati soggetti con sintomi respiratori;

Per i nostri bambini

  1. Prima di tutto date il buon esempio, applicando voi stessi le precauzioni igieniche di cui sopra; indossate la mascherina solo se avete sintomi respiratori o avete in casa neonati o bambini molto piccoli o con malattie croniche
  2. Lavate e disinfettate frequentemente le superfici di casa e i giocattoli con disinfettanti a base di alcool e cloro
  3. Eliminate mascherine usate e fazzoletti usa e getta riponendoli in un contenitore chiuso
  4. Se il bambino è ammalato, tenetelo a casa da scuola, dalle attività sportive o sociali fino a completa guarigione e mantenetevi in contatto telefonico col pediatra sul da farsi
  5. Se voi stessi o i vostri bambini siete stati in una zona in cui ci sono stati casi di infezione da Covid-19 o in contatto stretto con un caso di infezione da Covid-19, informate telefonicamente il pediatra o il numero 1500, evitate contatti con altre persone e non andate né portate il bambino all’ambulatorio del pediatra o al Pronto Soccorso
  6. Insegnate al bambino (e verificate che lo faccia davvero) a:
  • lavarsi le mani frequentemente, per almeno 20 secondi (usate una piccola clessidra o il “conto alla rovescia” di un cellulare), o in mancanza d’acqua utilizzare i disinfettanti in gel a base di alcool almeno al 60%, strofinando bene le mani e le dita fino a che non sembrano essere asciutte;
  • coprire naso e bocca quando si tossisce o si starnutisce, meglio con l’avambraccio o il gomito o un fazzoletto usa e getta;
  • evitare di toccarsi con le mani  gli occhi, il naso o la bocca: le mani entrano a contatto con superfici su cui il virus può essersi depositato, e da qui essere trasportato alle vie respiratorie;
  • mantenere una distanza di almeno un metro da persone affette da sintomi respiratori

Per chi viaggia

Per coloro che si trovano eventualmente a viaggiare in zone a rischio e a transitare in aeroporti internazionali, è consigliabile  vaccinarsi contro l’influenza almeno 2 settimane prima del viaggio e aggiungere alle normali precauzioni:

  • evitare di consumare o toccare carne o uova poco cotte;
  • evitare contatti stretti con animali di fattoria o selvatici, sia vivi che morti; gli animali di compagnia non sono invece  portatori del virus, anche se è opportuno lavarsi le mani dopo il contatto con gli animali domestici
  • segnalare alle autorità sanitarie o al medico se si presentano sintomi respiratori, febbre, difficoltà respiratoria durante o dopo il viaggio.

Per chi torna da aree a rischio

Se siete  tornati  da un’area a rischio nei 14 giorni precedenti, o siete stati a contatto con persone tornate dalla Cina nei 14 giorni precedenti, e accusate sintomi respiratori (in particolare febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratoria):

  • non recatevi autonomamente al Pronto Soccorso o all’ambulatorio del medico o del pediatra di famiglia
  • contattate il medico, riferendo i sintomi e il viaggio;
  • contattate il 112 o il numero verde gratuito 1500 del Ministero della Salute;
  • evitate il contatto con altre persone o se ciò è temporaneamente impossibile indossate una mascherina quando si è a contatto con altre persone;
  • lavate frequentemente le mani con acqua e sapone o disinfettatele frequentemente con un gel disinfettante a base di alcool almeno al 60%;
  • utilizzate fazzoletti usa e getta davanti alla bocca quando si starnutisce o si tossisce, gettandoli poi nella spazzatura, preferibilmente in un contenitore chiuso.

Ultimi aggiornamenti: casi nel resto del mondo

I dati relativi ai casi accertati nel mondo è costante aggiornamento.

Ecco dove reperire dati attendibile e aggiornati in tempo reale:

Per l’Italia:

il Ministero della salute ha creato una pagina web dedicata agli ultimi aggiornamenti sul virus;

il Ministero degli Esteri offre informazioni aggiornate sull’epidemia sulla pagina del sito Viaggiare Sicuri dedicata alla Repubblica Popolare Cinese.