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Come aiutare i bambini a separarsi serenamente dal ciuccio

Il ciuccio ha una importante funzione consolatoria

L‘atto di succhiare dal seno, ma anche dal biberon quando è necessario, è fondamentale per la sopravvivenza del neonato.

Il riflesso della suzione comincia già nei primi mesi dal concepimento: spesso è possibile vedere nelle ecografie il feto con il ditino in bocca.

La suzione, oltre a svolgere un ruolo fondamentale per la nutrizione, ha però anche un effetto consolatorio, ed è questo il motivo per cui spesso i bambini alimentati al seno lo cercano non solo per alimentarsi ma anche per rassicurarsi e calmarsi.

Questa funzione consolatoria, oltre che dal seno, viene svolta anche dal dito portato alla bocca o dall’uso del ciuccio (chiamato proprio per questo motivo “pacifier” nella lingua anglosassone!).

In questo caso quindi il ciuccio (come avviene anche per altri oggetti quali coperta, orsacchiotto di pelouche …) ha il valore di “oggetto transizionale” che simbolicamente svolge la funzione del seno materno.

Come usare correttamente il ciuccio

Fatta la doverosa premessa che il ciuccio non è indispensabile, ma può essere comunque di aiuto per la sua funzione consolatoria, ecco alcuni suggerimenti per un corretto utilizzo del ciuccio:

  • ● nel bambino allattato al seno, non utilizzarlo nelle prime settimane, ma solo quando ormai l’allattamento si è stabilizzato e consolidato (quindi dopo il primo mese di vita);
  • cercare di limitare l’uso, in particolare cercare di usarlo prevalentemente nei momenti di maggiore difficoltà del bambino (per esempio per favorire l’addormentamento);
  • non usare mai sostanze edulcoranti (tipo zucchero o miele, abitudine molto consolidata fino ad alcuni anni fa ed ora fortunatamente molto meno diffusa), che sono fattori di rischio per lo sviluppo di carie dei denti decidui;
  • stare attenti ad una corretta igiene, in particolare non usare la saliva dei genitori per “pulirlo” in quanto è possibile trasmettere germi.

Cosa succede in caso di utilizzo prolungato del ciuccio

Il ciuccio può danneggiare il palato, portando a malocclusioni dentali.

Ovviamente il fattore tempo è molto importante: per più ore al giorno e per più anni lo si usa e maggiori saranno i danni al palato.

In generale, possiamo dire che se si abbandona l’uso entro i due anni non ci sono danni importanti al palato. Successivamente invece è facile che possano comparire delle malocclusioni (comunque risolvibili spontaneamente o con eventuale terapia ortodontica) con il classico “buco” (chiamato morso aperto), che compare tra gli incisivi superiori che sporgono in avanti e quelli inferiori che invece vengono spinti verso indietro.

A quale età è opportuno togliere l’abitudine del ciuccio

Se il bambino si è abituato ad utilizzare il ciuccio, è bene non iniziare a togliere l’abitudine troppo presto, quando ancora è molto forte il bisogno di suzione non nutritiva, perché il bambino potrebbe facilmente sostituire il ciuccio con il pollice (con danni maggiori al palato).  Si può iniziare intorno ai 2 anni di vita, tenuto conto delle abitudini e della sensibilità del bambino. E’ però opportuno non prolungare l’uso del ciuccio oltre il 3-4 anni, per evitare danni permanenti al palato.

Come aiutare il bambino a separarsi serenamente dal ciuccio

Proprio perché il ciuccio svolge una importante funzione consolatoria a volte risulta difficile la separazione e questo momento può essere più o meno traumatico per il bambino e per la famiglia.

Ecco quindi alcuni consigli per aiutare il bambino a separarsi serenamente dal ciuccio.

A piccoli passi e con gradualità

Iniziate gradualmente a diminuire l’uso del ciuccio, già a partire da 8-12 mesi di vita lasciando che il bambino utilizzi il ciuccio per consolarsi quando ne ha bisogno (per esempio quando è stanco, o al momento dell’addormentamento) ma abituandolo con gradualità a restare senza ciuccio quando è occupato in attività piacevoli (come il gioco).

Con la crescita, si può mano a mano cercare di ridurre progressivamente il tempo di utilizzo.

Quando arriverà il momento di togliere definitivamente il ciuccio, sarà più facile per il bambino separarsene.

Non solo ciuccio per consolarsi

Utilizzate altri oggetti con funzione consolatoria (pelouche, copertina, pezzo di stoffa morbida) in modo che il ciuccio non sia per il bambino l’unico oggetto transizionale cui ricorrere nei momenti di necessità.

Coerenza e serenità

Quando avete deciso di togliere il ciuccio al bambino in modo definitivo, è importante che siate coerenti e che siate preparati a qualche momento di sconforto da parte del vostro bambino. Siate sereni: l’abbandono del ciuccio è una importante tappa della crescita, che aiuta il vostro bambino a “diventare grande”.

Non cedete alla tentazione di restituire il ciuccio una volta che lo avrà abbandonato, solo perché il bambino magari lo chiede disperatamente: dovreste ricominciare tutto da capo e il bambino si rinforzerà nella convinzione che, piangendo, otterrà la restituzione del ciuccio!

Evitate i momenti difficili

Evitate di programmare la separazione in un momento difficile per la famiglia (per esempio preoccupazioni o problemi di salute dei genitori, trasloco…) o per il bambino stesso (per esempio nascita di un fratellino o di una sorellina, ingresso all’asilo), rimandando nel caso ad un periodo più tranquillo. Non si può chiedere al bambino di rinunciare ad una consolazione come il ciuccio proprio nel momento in cui ha maggior bisogno di essere rassicurato.

Preparate il bambino al cambiamento

Preparate il bambino al cambiamento, spiegandogli in parole semplici quello che accadrà: comprendere che separarsi dal ciuccio lo farà sentire più grande, che il ciuccio è per i bambini più piccoli e che a lui non serve più, aiuterà il vostro bambino a sentirsi partecipe di questo cambiamento e lo renderà (forse) un po’ più collaborativo.

Siate pazienti

Nei momenti di sconforto, quando il bambino reclama il ciuccio, potete provare a portare la sua attenzione su altro: un gioco piacevole, la lettura di un libretto, un momento di coccole.

Non abbiate un atteggiamento punitivo o mortificante nei confronti del bambino: se riuscirete ad essere empatici e positivi, il bambino si sentirà rassicurato e meno smarrito per la mancanza del ciuccio e sarà più facile per lui imparare a farne a meno.

Siate fantasiosi

La mamma e il papà conoscono il proprio bambino meglio di chiunque altro. Sono quindi i genitori che potranno scegliere come rendere più sereno l’abbandono del ciuccio.

Si possono usare piccoli premi al raggiungimento dei vari traguardi (per esempio un suo minore utilizzo o alla separazione definitiva) e gratificare il bambino quando riesce a non usare il ciuccio.

Oppure si può ricorrere a piccole storie come quella della fatina dei ciucci (o di un personaggio dei cartoni animati che il bambino ama) che li prende per donarli ai bambini più piccoli. Ci sono molti libri illustrati per bambini che possono aiutarvi a raccontare con fantasia al vostro bambino perché si deve separare dal ciuccio.

E’ anche possibile coinvolgere il bambino rendendolo consapevole del percorso di separazione, preparando insieme un cartellone (a forma di montagna, o di gioco dell’oca o di altro) in cui sarà disegnato l’obiettivo (la cima della montagna, la casella “traguardo”): il bambino potrà ogni giorno in cui resta senza ciuccio spostare di una casella una bandierina per avvicinarsi al suo traguardo.

Qualunque strada scegliate per aiutare il vostro bambino a separarsi dal ciuccio, cercate di rendere questo momento (per quanto impegnativo) sereno e costruttivo.

Pediatra di Famiglia a Santa Maria Capua Vetere (CE) – ASL Caserta – Regione Campania

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