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Didattica a distanza: come aiutare i figli a studiare (bene) da casa

In queste settimane di emergenza COVID-19 le scuole di ogni ordine e grado hanno attivato – chi prima, chi dopo – spazi di didattica online (o a distanza). Per molti insegnanti, genitori e studenti si è trattato di una “prima volta” e ci si è dovuti quindi confrontare con un’esperienza nuova.

La didattica online permette di attuare il percorso di formazione a distanza, ossia senza incontrarsi fisicamente all’interno di un’aula (ma solo in un’aula virtuale). Si avvale di numerosi strumenti tecnologici, i quali svolgono un ruolo fondamentale perché il processo di apprendimento risulti efficace (e purtroppo questo aspetto discrimina chi non possiede i dispositivi necessari o chi non ha competenze informatiche tali da poter seguire quanto proposto) e che richiedono ovviamente competenze di utilizzo che non tutti hanno. 

Se si pensa ai bambini – agli alunni della Scuola Primaria in particolare – la didattica a distanza richiede spesso la presenza e l’aiuto delle famiglie, le quali si trovano in questo momento a svolgere il ruolo di intermediari tra le richieste della scuola e il processo di apprendimento dei figli.

Genitori: dentro o fuori l’aula virtuale?

Questo genera per alcuni genitori stati di ansia e frustrazione perché non sempre si sentono all’altezza del compito e capaci di supportare i figli nel modo migliore. Spesso, come si diceva, non solo gli alunni, ma anche le famiglie si trovano davanti ad una sfida nuova e questo richiede pure per i genitori l’attivazione di un processo di apprendimento poiché devono acquisire dimestichezza con strumenti ed operazioni fino ad allora sconosciuti. Inoltre i genitori vivono “in diretta” le prove ed i compiti a cui i bambini sono chiamati a rispondere. Se in tempi normali ciò che succede a scuola è mediato dalle parole degli alunni e degli insegnanti, nella didattica a distanza il genitore è fisicamente vicino al figlio e spesso vive con più intensità tutto ciò che è connesso al mondo della scuola. Da dietro lo schermo, il genitore empatizza con il figlio che sta rispondendo ad un’interrogazione oppure vive in diretta l’esecuzione di un compito assegnato dall’insegnante e che deve essere consegnato entro un certo tempo.

Come aiutare i figli nella didattica a distanza

Tutto ciò per alcune famiglie genera ansia, oltre a molti quesiti: quando devo stare vicino a mio figlio? Lascio che sia autonomo, assumendomi il rischio che sbagli, o gli offro pieno supporto seguendolo passo passo? Queste domande, comuni già in tempi precedenti al Coronavirus, assumono oggi maggior vigore considerando che non è ancora chiaro quando e come riapriranno le scuole e che la didattica a distanza potrebbe proseguire (anche se con modalità diverse rispetto al lockdown), anche nel prossimo anno scolastico.

Ecco, dunque, qualche indicazione utile alle famiglie perché i propri figli possano seguire al meglio la didattica online.

  • Aiutate i bambini ad organizzare lo spazio di lavoro: devono disporre di un tavolo sufficientemente ampio da contenere il materiale richiesto (pc, libro, quaderno, astuccio…) e imparare ad organizzarlo come già fanno sul banco di scuola.
  • Scandite il tempo di lavoro: in sintonia con le richiesta dei docenti, alternate lo studio alle pause così che l’attenzione – che sappiamo non essere costante ma fluttuante –  possa ritrovare la spinta necessaria ad affrontare i compiti richiesti.
  • Trovate la “giusta vicinanza e la giusta distanza”: il vostro contributo è certamente essenziale perché i bambini si possano connettere alla didattica online (soprattutto con gli alunni più piccoli) ma ricordate poi che le prove costruite dagli insegnanti sono destinate ai vostri figli. È bene, quindi, poter offrire loro un supporto quando lo necessitano – e tra i compiti dei bambini c’è quello di imparare a chiedere aiuto in modo autonomo –  ma è altrettanto importante lasciare che seguano la lezione da soli, come se fossero in classe.
  • Non abbiate paura della prestazione dei vostri figli: le prove costruite dagli insegnanti sono alla portata degli studenti cui sono dirette e fungono da stimolo perché il loro apprendimento possa crescere. Per questo, sostituirsi ai bambini per far ottenere loro un risultato migliore è una strategia perdente, che appaga il genitore nel momento contingente, ma penalizza il figlio nel processo di apprendimento globale e nelle sue possibilità di sviluppo futuro.
  • Gestite le vostre preoccupazioni lontano dai bambini: se la situazione attuale vi allarma (ad esempio perché i bambini hanno perso parte della didattica o perché ritenete che la modalità online non abbia colmato appieno le esigenze degli alunni) cercate di non mettere questo “carico” sulle spalle dei bambini. Come saprete, i bambini sanno percepire con molta precisione gli stati d’animo dei genitori (oltre che origliare conversazioni non dirette a loro!) e tendono a sintonizzarsi con i pensieri degli adulti. Se siete preoccupati, confrontatevi con i professionisti della scuola o con persone fidate, ma è importante che questo non incida sul percorso scolastico dei vostri figli.  A questo proposito vi sconsiglio di affidarvi ai gruppi WhatsApp dei genitori, i quali tendono a non essere un buon aiuto ma anzi a fungere da cassa di risonanza di inquietudini e preoccupazioni.

L’aula virtuale serve anche per “incontrare” i compagni

Infine, è importante ricordare che oltre agli aspetti legati ai processi di formazione e apprendimento, la didattica a distanza – così come precisato dal MIUR – ha anche l’importante funzione di mantenere viva la comunità di classe, permettendo agli alunni di continuare i loro scambi relazionali. Vedere i compagni attraverso lo schermo, poter conversare con loro o condividere un percorso di lavoro aiuta certamente i più piccoli a sentirsi, pur nell’isolamento, parte di un gruppo e a percepirsi come soggetti capaci di coltivare rapporti interpersonali. Questo è fondamentale, non solo per la buona riuscita della didattica (che, come dimostrano studi recenti, è tanto più efficace quanto viene costruita da un gruppo), ma anche per il benessere socio-emotivo dei bambini, che la quarantena ha catapultato in una situazione nuova e non sempre ben comprensibile.

La didattica a distanza svolge, quindi, anche la fondamentale funzione di combattere l’isolamento e prevenire la demotivazione e questi sono obiettivi tanto importanti per i bambini quanto l’apprendimento di nuove nozioni.


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Psicologa e Mediatrice scolastica e famigliare.

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