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Il ciuccio: guida completa alla scelta e all’uso

neonato disteso a pancia in giù con ciuccio in bocca

L’utilizzo del ciuccio nei primi mesi di vita è tutt’ora un aspetto controverso su cui si confrontano diverse posizioni. Alcuni sostenitori dell’allattamento al seno restano fermi nell’idea di non proporlo in alcun modo ai lattanti; altri la ritengono una cattiva abitudine difficile da evitare; alcuni dati degli ultimi anni indicano invece il succhietto come un utile alleato nella prevenzione della morte in culla.

Allora, che fare? Si può dare il ciuccio ai bambini o è meglio di no?

Utilizzato nel modo giusto il ciuccio può essere un utile supporto per le neomamme sia nei  casi in cui allattano in modo esclusivo al seno, sia quando praticano l’allattamento misto o quello artificiale.
Per i neonati succhiare è un riflesso primario di cui hanno bisogno per nutrirsi e idratarsi, ma per moltissimi lattanti è anche un modo per calmarsi e rilassarsi.
Se il lattante sente l’esigenza di succhiare più di quanto non faccia al seno o con il biberon durante i pasti il ciuccio è lo strumento più adatto a soddisfare questo bisogno.

Quale tipo di ciuccio scegliere?

I succhietti sono composti da 2 parti: la tettarella, che viene introdotta in bocca, e lo scudo che si appoggia sulla parte esterna delle labbra del bambino.  

I succhietti che si trovano in commercio  sono realizzati in caucciù o silicone; possono essere prodotti in un blocco unico dello stesso materiale oppure in due parti: la tettarella in caucciù o silicone e uno scudo rigido in plastica.

Le forme disponibili sono tre: anatomica, a ciliegia e a goccia. Il ciuccio anatomico è a forma di goccia schiacciata e ricurva verso l’alto; quello a ciliegia ha l’estremità  rotonda e quello a goccia ha una forma allungata e simmetrica.

In commercio si trovano tre misure: una per i neonati, una per i bambini dai 4 o 6 mesi in su e una per i bambini dai 12 o 16 mesi in su.

Negli ultimi anni il più consigliato è il succhietto anatomico la cui forma sembra adattarsi meglio al palato del bambino, anche se al momento non esistono studi che dimostrino reali vantaggi del suo utilizzo rispetto agli altri.

E’ importante che lo scudo abbia una dimensione che non consenta al bambino di mettersi tutto il ciuccio in bocca.

I succhietti non durano all’infinito. Ogni tanto vanno ispezionati accuratamente e se la gomma sta cambiando colore o sono presenti lacerazioni sulla tettarella vanno sostituiti.

Cose importanti da sapere prima di utilizzare il ciuccio

  • Se si allatta al seno è bene aspettare che l’allattamento sia ben avviato e consolidato prima di offrire il ciuccio. Mediamente sono necessarie 3-4 settimane.
  • Utilizzare il ciuccio al momento dei pisolini diurni o durante sonno notturno riduce il rischio di morte improvvisa del lattante ( SIDS).
  • Non  si deve utilizzare il ciuccio come strumento per sostituire o posticipare un pasto, è bene proporlo solo quando si è sicuri che il bimbo non abbia fame.
  • Non bisogna insistere nei momenti in cui il bambino lo rifiuta e non bisogna intingerlo in sostanze  edulcoranti come miele o succhi di frutta.
  • E’ bene controllare che il ciuccio acquistato sia lavabile in lavastoviglie o che venga sterilizzato in acqua bollente prima che il bambino lo utilizzi. Fino ai 6 mesi è importante che il succhietto venga sterilizzato spesso per evitare infezioni. Dopo i 6 mesi è sufficiente lavarlo bene e sciacquarlo con acqua corrente.
  • E’ consigliabile acquistare più di un ciuccio dello stesso modello per averne uno di ricambio a disposizione nel caso venga perso o cada sul pavimento o per strada proprio nel momento in cui se ne ha più bisogno. 
  • Non usate  la tettarella del biberon come ciuccio: se il bimbo succhia molto forte la tettarella può uscire dall’anello di plastica e, non avendo lo scudo ad impedirne l’aspirazione nel cavo orale, può provocare soffocamento.   
  • Non si deve  mai legare il ciuccio alla sponde della culla né intorno al collo o al polso del bimbo: può essere molto pericoloso (rischio di soffocamento).
  • Bisogna essere preparati ai risvegli notturni. Se il bambino si abitua a dormire succhiando il ciuccio può capitare che si svegli quando di notte lo perde. Fino a quando non sarà abbastanza grande per cercarlo e recuperarlo da solo bisognerà essere disposti a svegliarsi e a recuperarlo per lui.

Come proporre il ciuccio al bambino

Come detto il ciuccio può essere uno strumento molto utile per calmare la maggior parte dei neonati nei momenti di crisi o per tenere buoni quelli che hanno bisogno di succhiare in continuazione; altri bimbi invece non accettano il ciuccio e lo sputano ripetutamente anche nei momenti di crisi. Bisogna sapere che per i bambini allattati al seno succhiare un ciuccio richiede una tecnica diversa che può essere acquisita con diversi tentativi. Il fatto che nel momento in cui si succhia non fuoriesca latte può creare un certo disappunto sia nei bambini allattati al seno che in quelli che prendono il biberon. Le prime volte che si propone il ciuccio sarebbe bene accarezzare inizialmente con delicatezza i lati della bocca  prima di introdurre il ciuccio nella bocca del bimbo e reggerlo nel momento in cui il bambino comincia a succhiare in modo che non venga subito sputato.

Per i lattanti che non accettano il ciuccio e chiedono  continuamente di essere attaccati al seno per essere consolati un’alternativa possono essere i mignoli della mamme che dovranno essere puliti e con le unghie molto corte.
Alcuni bambini imparano velocemente a succhiare le proprie dita; anche in questi casi sarà importante lavare spesso le manine e tenere le unghie molto corte.

Ci sono anche lattanti che non hanno bisogno di succhiare per essere consolati; in questi casi il ciuccio può essere proposto solo nel momento in cui stanno per addormentarsi.

Quando il ciuccio (o le dita) diventano un problema?

Se una  suzione energica e prolungata del ciuccio o delle dita continua dopo i 2 anni, come conseguenza comporterà una ogivalizzazione del palato (palato a punta) o un disallineamento dei dentini. Queste situazioni hanno la possibilità di autocorreggersi se la suzione del ciuccio o delle dita cessa entro i 4 anni.
Se il morso non si autocorregge prima dell’eruzione degli incisivi permanenti è bene prevedere un controllo e un trattamento ortodontico.

Come aiutare i bambini a separarsi dal ciuccio?

Come prima cosa dopo il primo anno di vita sarebbe bene dare il ciuccio al bambino solo nei momenti di reale difficoltà e prima della nanna.

Quando si decide di provare a togliere il ciuccio è importante non farlo diventare l’obiettivo primario ma farlo in modo graduale evitando arrabbiature e punizioni che non farebbero altro che irritare il bambino e favorire gli atteggiamenti di contrapposizione tipici di questa età.

Conviene invece fare apprezzamenti e lodare il bambino tutte le volte che riesce a non utilizzare il ciuccio o a non succhiarsi le dita.

Se il bimbo utilizza il ciuccio nei momenti in cui si sta annoiando, cercate di proporre attività che lo divertono e che tengono le sue mani occupate.

L’ingresso alla scuola materna, e vedere che gli altri bambini non usano più il ciuccio, lo aiuterà ad adottare un comportamento analogo.

In ogni caso i bambini che insistono nel non voler abbandonare questa abitudine non vanno colpevolizzati: mettere troppa pressione causa più danni che benefici.

Nei casi in cui la suzione del ciuccio o delle dita stia provocando una deformazione del palato importante, il vostro ortodonzista potrà aiutarvi con l’applicazione di dispositivi che impediscano fisicamente il protrarsi di questa abitudine.