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Il colore degli occhi dei neonati e dei bambini

“Di che colore saranno gli occhi mio figlio?” “Rimarranno di questo bel colore o cambierà?” “Mi sembrano di colore diverso: è normale?” Molto spesso, in occasione delle prime visite, a noi pediatri vengono poste queste domande.

In questo articolo cercheremo quindi di parlare di come si forma il colore degli occhi, fino a quando può cambiare e della possibilità che i due occhi abbiano un colore differente (eterocromia).

Per iniziare: com’è fatto l’occhio

Guardando un occhio distinguiamo subito la sclera (la parte bianca, protetta dalla membrana congiuntivale), la pupilla (il foro nero al centro che permette il passaggio della luce) e l’iride (la parte colorata che circonda la pupilla, protetta dalla cornea).

L’iride è una membrana sottile che contiene cellule pigmentate (chiamate melanosomi), vasi sanguigni e due strati di muscolatura liscia che, contraendosi e rilasciandosi, determinano la variazione del diametro della pupilla.

L’iride quindi, oltre a determinare il colore degli occhi, agisce come diaframma muscolare che regola la penetrazione della luce che, attraverso la pupilla, raggiunge la retina.

Da cosa dipende il colore degli occhi

Così come il colore della pelle e dei capelli può essere più o meno scuro, anche il colore degli occhi può essere molto variabile: verde, azzurro, grigio, nocciola, marrone (più o meno intenso).

Il colore è determinato dalla quantità di melanina presente nelle cellule pigmentate dell’iride (melanosomi). In pratica, quanta più melanina è presente, tanto più l’occhio è scuro. Se la melanina è completamente assente avremo il fenomeno dell’albinismo. Tra i due estremi – marrone molto scuro e albinismo – avremo tutte le altre tonalità di colore.

Il colore degli occhi è largamente dovuto alla genetica che determina sia la struttura, sia la distribuzione e la quantità di melanina dei melanosomi.

Un po’ di genetica

Fino a qualche tempo fa si pensava che il colore degli occhi fosse dovuto ad un singolo gene, ma studi recenti di genomica hanno dimostrato invece che sono numerosi i geni coinvolti ed in particolare due (chiamati OCA2 e HERC2, entrambi presenti sul cromosoma 15), ognuno dei quali presenta due alleli (una delle forme alternative in cui può presentarsi un gene, ovvero l’unità portatrice dei caratteri ereditari, come ad esempio il colore degli occhi). Dalla combinazione degli alleli si determina il colore degli occhi.

Se i due alleli di un cromosoma sono differenti (eterozigosi: 1 allele=colore marrone + 1 allele=colore azzurro), solo uno si manifesterà (quello dominante, che corrisponde al colore marrone), mentre l’altro (chiamato recessivo) non si manifesterà. Il tratto recessivo (il colore azzurro) si può manifestare solo se i due alleli recessivi sono entrambi presenti (condizione di omozigosi).

Per semplificare: il colore marrone è dominante, rispetto all’azzurro e al verde. Quindi, il colore azzurro (o il verde) si manifesterà solo se ambedue gli alleli sono azzurri (o verdi).

Il fatto che il marrone sia il colore dominante spiega perché la maggior parte della popolazione mondiale (tra il 60 – 80%) abbia occhi di questo colore, mentre sono meno frequenti gli altri colori recessivi (azzurri circa 10 %, verdi circa 2%). Ancora più rari i colori nocciola ed ambra.

“Di che colore saranno gli occhi di mio figlio?”

Come abbiamo visto, la genetica che è alla base del colore degli occhi è abbastanza complicata (ed ancora non del tutto chiarita) per cui non è facile fare previsioni sul colore degli occhi di un bambino. Per esempio, da una coppia con entrambi i genitori dagli occhi azzurri potrebbe anche nascere un bambino con gli occhi marroni.

In generale:

  • due genitori con occhi azzurri hanno una buona probabilità (ma non la certezza) di avere un figlio con occhi azzurri;
  • due genitori con occhi marroni hanno elevata probabilità di avere un figlio con occhi marroni; se però uno dei nonni ha gli occhi azzurri, la probabilità di avere un figlio con occhi azzurri cresce un po’;
  • se un genitore ha gli occhi marroni e l’altro azzurri, le probabilità di avere un figlio con occhi scuri o azzurri sono quasi simili.

Il colore degli occhi dei neonati

Frequentemente i neonati (che fino al momento della nascita hanno vissuto in un ambiente buio) hanno un colore degli occhi indefinito, grigio-azzurro, poiché la melanina non è ancora ampiamente distribuita. Il colore degli occhi alla nascita spesso cambia, quando i melanociti iniziano a produrre più melanina in risposta agli stimoli luminosi.

Possiamo quindi dire che se un neonato ha gli occhi marroni alla nascita, sicuramente avrà gli occhi marroni anche crescendo, mentre un neonato con gli occhi chiari potrebbe mantenerli oppure, più probabilmente, cambiare colore successivamente.

Quando cambiano colore gli occhi del neonato?

E’ esperienza comune che, man mano che gli occhi sono esposti alla luce nel corso delle settimane, si verifica un cambiamento del colore che può avvenire in genere nei primi sei mesi di vita (e comunque nei primi 12 mesi).

Qualunque cambiamento di colore che si verifichi invece dopo i primi 6-12 mesi di vita deve essere posto all’attenzione del pediatra, perché potrebbe essere il segnale di alcune malattie.

Se il bambino ha gli occhi di colore diverso (eterocromia)

Normalmente i due occhi hanno un colore uguale o comunque molto simile.

Si parla di eterocromia quando il colore è differente tra i due occhi (eterocromia completa) o all’interno dello stesso occhio (eterocromia parziale).

L’eterocromia è dovuta alla differente concentrazione e distribuzione della melanina tra i due occhi e non va confusa con le normali sfumature di colore nella stessa iride.

L’eterocromia completa è abbastanza frequente nel regno animale, meno frequente invece in quello umano (circa 1% della popolazione).

Molto spesso l’eterocromia completa è congenita e non è associata ad altre patologie. Solo raramente può essere associata ad alcune malattie rare. Per tale motivo in tutti i casi di eterocromia congenita è necessaria una attenta valutazione pediatrica ed oculistica.

Più frequenti sono altre forme di eterocromia congenita in cui, nell’ambito dello stesso occhio, si hanno tonalità diverse, che possono manifestarsi come un anello che circonda l’iride (eterocromia centrale) o con due diversi colori (eterocromia parziale).

A volte l’eterocromia parziale può essere acquisita (cioè si manifesta successivamente) a causa di traumi, infiammazioni (iridite, uveite) o alcune patologie più rare.                 

Quando consultare il medico

E’ importante consultare il medico in caso di:

  • eterocromia completa alla nascita (occhi di colore diverso);
  • eterocromia parziale (colori differenti all’interno dello stesso occhio);
  • in ogni caso di cambiamento di colore dopo i primi mesi di vita, in particolare se unilaterale (in un solo occhio).

Per questi casi molto spesso non è necessario nessun trattamento (in caso di infezione o trauma il trattamento è diretto alla causa specifica). Sarà nel caso il pediatra a valutare se siano necessari approfondimenti diagnostici.

In caso di notevole disagio estetico, possono essere prese in considerazioni lenti a contatto colorate.


Articolo scritto in collaborazione con la d.ssa Angela Maria Caprio


Pediatra di Famiglia a Santa Maria Capua Vetere (CE) – ASL Caserta – Regione Campania

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