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Lesioni da animali marini

bambina con maschera subacquea in testa gioca con un riccio di mare

Per animali marini ci si riferisce qui ad animali tipici dei nostri mari e che vivono in acque poco profonde, in genere le più frequentate dai nostri bambini:

  • riccio di mare;
  • medusa;
  • anemone di mare;
  • vermocane;
  • pesce ragno o tracina;
  • scorfano.

In acque profonde, e/o tropico-equatoriali, vivono molti altri animali, spesso molto pericolosi o addirittura mortali (torpedini, murene e gronghi, squali e verdesche, pesce leone, coni, serpente di mare, polpo australiano, alcuni tipi di medusa). Pertanto, se avete in programma vacanze che prevedano immersioni di questo genere, informatevi prima dei possibili rischi da animali marini.

In ogni caso è importante la prevenzione: insegnate al bambino a non molestare pesci e altri animali marini, a non infilare le mani alla cieca tra i sassi o nella sabbia del fondo marino, a non spingersi mai al largo da solo.

Riccio di mare

Si trova in tutti i mari, a bassa profondità, soprattutto su fondali sassosi o rocciosi ricoperti di alghe. Ha il corpo un po’ schiacciato, ricoperto di aculei aguzzi e fragili che, se toccati, penetrano nella pelle e si rompono. I frammenti che restano nella ferita sono molto difficili da asportare.

Nel punto della puntura la pelle è arrossata e brucia. La ferita si infetta facilmente.

Cosa fare

  • Rimuovete gli aculei con ago sterile e pinzetta; eventuali resti possono essere sciolti con impacchi di aceto.
  • Lavate e disinfettate la ferita.
  • Consultate il medico se la ferita diventa rossa, gonfia o dolente nei giorni successivi.

Medusa

Ha varie forme e dimensioni, consistenza gelatinosa, corpo ad ombrello con tentacoli ricchi di vesciche urticanti (nematocisti). Si sposta anche spontaneamente, ma per lo più segue la corrente. Vive più spesso isolata che in gruppo.

In corrispondenza del contatto con i tentacoli, compaiono sulla pelle chiazze arrossate, rilevate e pruriginose.

Raramente si possono avere sintomi generali, tra cui difficoltà respiratoria, mal di pancia, crampi muscolari, ed eventualmente shock.

Cosa fare

  • Rimuovete i tentacoli eventualmente rimasti con delle pinzette o con una schedina rigida tipo carta di credito (proteggendo bene le vostre mani!).
  • Lavate con acqua di mare calda (a 45°: ‘acqua deve essere calda ma non scottare) o eventualmente aceto, tenendo la parte a bagno per circa 1/2 ora.
  • Applicate un gel di cloruro di alluminio, anche più volte, fino alla scomparsa del prurito. Alternativamente si può applicare una pomata cortisonica 2 volte al giorno.
  • Consultate il medico o rivolgetevi al Pronto Soccorso se compaiono sintomi generali o se le lesioni sono vicino agli occhi.

Cosa non fare

Sono disponibili in commercio spray e gel che formano sulla pelle una pellicola protettiva che forma una sorta di scudo contro il veleno della medusa. Il loro contenuto in siliconici e parabeni, tuttavia, ne sconsiglia l’utilizzo nei bambini, soprattutto in quelli con pelli ipersensibili ed atopiche.

Anemone di mare

Vive soprattutto su fondali rocciosi o sassosi, poco profondi, nel Mediterraneo e in altri mari temperati e tropicali, saldamente ancorato alla roccia. Ha l’aspetto di un grosso fiore, i cui tentacoli, appiccicosi, sono provvisti di vescicole urticanti (come le meduse). Per questo non vanno assolutamente toccati a mani nude.

I sintomi e i provvedimenti sono simili a quelli determinati dalla medusa.

Vermocane

Vive in tutto il Mediterraneo e va diffondendosi rapidamente, di pari passo con l’aumento della temperatura dell’acqua, diventando talora in alcune zone costiere italiane una vera emergenza. Vive e prolifera in tutti i fondali e a tutte le profondità. Sembra un verme appiattito, di vario colore e lunghezza (fino a 30 cm per un esemplare adulto) con ai lati ciuffi di setole rosse che l’animale, se disturbato, “spara” anche a distanza di alcuni centimetri facendoli penetrare sotto pelle e causando vivo dolore (gli aculei contengono infatti una sostanza fortemente irritante).

La parte colpita diventa rossa, gonfia, pruriginosa e dolente, anche per alcuni giorni. Talora ci può essere nausea, ma non vi sono rischi di reazioni generali gravi.

Cosa fare

  • Prima di tutto, asportate le setole con nastro adesivo.
  • Poi applicate localmente ammoniaca e alcool per lenire il dolore.

Pesce ragno o tracina

Pesce di piccole dimensioni, vive su fondali sabbiosi e rocciosi del Mediterraneo, a bassa profondità. Si mimetizza facilmente col fondale e, se irritato, utilizza le pinne dorsali, che contengono gli aculei velenosi. Per la tossicità, l’abitudine a mascherarsi e l’aggressività è un vero pericolo per i bagnanti.

tracina in mare

Nell’area colpita compare un dolore acuto dapprima localizzato, poi via via più esteso, persistente per 12-24 ore. La pelle diviene arrossata e gonfia, e facilmente può infettarsi.
Possono comparire sintomi generali, come mal di testa, vomito, febbre, ed eventualmente shock.

Cosa fare

  • Immergete la parte colpita in acqua molto calda per almeno 1 ora (il veleno viene inattivato dal calore!). Non applicate invece ghiaccio o acqua fredda!
  • Rimuovete eventuali frammenti di aculei.
  • Lavate e disinfettate accuratamente la ferita.
  • Consultate il medico se compaiono sintomi generali o la ferita diventa rossa, gonfia o dolente nei giorni successivi.

Scorfano

E’ di grosse dimensioni (fino a 50 cm), rossastro o marrone con macchie più scure. Ama fondali rocciosi un po’ più profondi (20 metri). Ha una pinna dorsale unica con molti raggi spinosi collegati con la ghiandola velenifera.

I sintomi e i provvedimenti sono simili a quelli relativi al pesce ragno.