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Cortisone nei bambini: quando e come utilizzarlo e possibili effetti collaterali

Concetto di cortisone nei bambini

Cos’è il cortisone

Il termine cortisone viene utilizzato nel linguaggio comune per indicare uno dei tanti farmaci che appartengono alla categoria dei corticosteroidi (detti anche genericamente, anche se impropriamente, glucocorticoidi o, brevemente, steroidi). Si tratta di farmaci ad azione antinfiammatoria, sintetici (cioè creati artificialmente), ma simili al cortisolo, un ormone che viene prodotto naturalmente dalle nostre ghiandole surrenali.

Tra i corticosteroidi più frequentemente impiegati nel bambino troviamo:

  • prednisone,
  • budesonide,
  • idrocortisone,
  • desametasone,
  • betametasone,
  • metilprednisone.

A cosa serve il cortisone

Il cortisone o – per meglio dire – i farmaci corticosteroidi vengono utilizzati in varie situazioni quando si vuole sfruttare la loro potente azione antinfiammatoria, ma anche, in alcuni casi, per la loro capacità di “calmare” il sistema immunitario quando questo risulta “troppo” attivo, come accade per le malattie autoimmuni.

In alcune condizioni, inoltre, i corticosteroidi sono veri e propri “farmaci salvavita”: ad esempio vengono somministrati per trattare i casi di grave reazione allergica (anafilassi).

Tra gli impieghi più comuni dei corticosteroidi nei bambini ricordiamo:

  • l’asma bronchiale,
  • la laringite ipoglottica (croup),
  • la dermatite atopica,
  • le punture di insetto,
  • la congiuntivite vernal,
  • la rinite allergica,
  • le malattie croniche intestinali come il Morbo di Crohn.

Come si somministra il cortisone

L’impiego dei corticosteroidi è molto vario ed esteso, per cui possono essere somministrati:

  • per via topica o locale, per cui il farmaco agisce esclusivamente o quasi sulle superfici su cui viene applicato). In questo caso, la somministrazione può avvenire:
    • per via inalatoria (aerosol, spray nasale, polvere per inalazione, ecc.),
    • per via cutanea o mucosa (creme, unguenti, ecc.),
    • per via oculare (collirio),
    • per via auricolare (gocce);
  • per via sistemica, in modo che il farmaco raggiunga attraverso il sangue tutti i distretti del corpo. Questo tipo di somministrazione può avvenire:
    • per bocca (sotto forma di compresse, bustine, gocce),
    • per iniezione intramuscolare o endovenosa.

Per quanto tempo deve essere somministrato

I corticosteroidi si utilizzano in genere per brevi periodi (terapia a breve termine) quando si vuole “spegnere” tempestivamente l’infiammazione.

In alcuni casi, tuttavia, si ricorre a terapie più prolungate (anche per mesi), soprattutto con lo scopo di modulare nel tempo la risposta infiammatoria e l’attività del sistema immunitario

Il cortisone nei bambini può avere effetti collaterali?

In caso di terapia locale

Se il farmaco viene utilizzato per via topica normalmente gli effetti collaterali sono lievi e limitati eventualmente alla sede di somministrazione. Vediamoli insieme a seconda della formulazione.

Creme e unguenti

L’applicazione di cortisone su cute e mucose può favorire lo sviluppo di funghi del genere candida, soprattutto nelle zone umide come quella del pannolino o del cavo orale.

Colliri

I colliri cortisonici andrebbero sempre applicati su indicazione del pediatra o dell’oculista, per il rischio, in caso soprattutto di terapia protratta, di ipertensione oculare.

Spray nasali

Gli spray nasali cortisonici vengono ampiamente utilizzati nelle forme allergiche e non danno in genere grossi problemi, salvo possibili sanguinamenti (epistassi). Questo effetto collaterale tende a manifestarsi soprattutto se lo spray non viene indirizzato leggermente verso l’esterno della narice, evitando così la zona del setto nasale, ricca di vasi sanguigni.

Aerosol, spray dosati e polvere per inalazione

I farmaci usati per via inalatoria, molto usati per trattare l’asma, solitamente non danno problemi, ma è bene avere l’accortezza di sciacquare la bocca dopo la somministrazione, in quanto il cortisone può favorire la crescita di funghi al cavo orale.

In caso di terapia sistemica breve

Quando i corticosteroidi vengono somministrati per via sistemica anche se di breve durata, da uno a pochi giorni, gli effetti indesiderati sono più probabili, ma comunque di modesta entità e soprattutto rapidamente reversibili con la sospensione della terapia. Ecco un elenco dei più comuni.

  • Cambiamenti dell’umore: il bambino diventa irritabile, con sbalzi umore, fa i capricci, fatica a prendere sonno. Si tratta di solito di un effetto temporaneo, che regredisce quando la somministrazione viene sospesa.
  • Aumento del peso: è dovuto sia ad un aumento dell’appetito che all’aumento dei liquidi corporei indotti dal farmaco. Anche questo effetto, se la terapia dura pochi giorni, regredisce velocemente.
  • Irritazione dello stomaco: è un effetto indesiderato che può verificarsi anche con poche dosi di farmaco, soprattutto se questo viene assunto a stomaco vuoto.

In caso di terapia sistemica prolungata o ad alto dosaggio

Gli effetti collaterali sono invece frequenti e a volte importanti se il cortisone viene somministrato per via sistemica ad alte dosi e/o per lunghi periodi, dalle 2 settimane in su.

  • Oltre ai già descritti cambiamenti di umore, il bambino può manifestare cefalea o senso di stordimento.
  • L’aumento del peso del bambino diventa più importante e duraturo, modificando anche le fattezze del viso, che diventa più rotondo, e del corpo, su cui (soprattutto se l’aumento del peso è notevole) possono comparire a livello dell’addome e delle cosce delle smagliature.
  • Il bambino può andare incontro ad un aumento della pressione arteriosa.
  • Il metabolismo degli zuccheri può alterarsi, portando ad un aumento del glucosio nel sangue (diabete).
  • Si possono avere effetti sulla crescita e osteoporosi (una riduzione della densità e della consistenza dell’osso per effetto della perdita di calcio e dell’alterazione della sua normale struttura).
  • Si può manifestare un leggero aumento dei peli corporei, soprattutto alle braccia, alle gambe e al dorso.
  • Il cortisone, soprattutto se somministrato a lungo e ad alte dosi, può ridurre le difese immunitarie del bambino, favorendo le infezioni, o rendendo alcune infezioni più aggressive (ad es. la varicella). Pertanto se al bambino viene la febbre o la varicella in corso di terapia contattate immediatamente il medico. Per lo stesso motivo in caso di terapia cortisonica sistemica, il bambino non dovrebbe ricevere vaccini viventi (come l’antimorbillo-parotite-rosolia-varicella, ad esempio), in quanto essi potrebbero risultare più aggressivi in un soggetto con difese immunitarie ridotte per effetto del cortisone.
  • Una terapia protratta con corticosteroidi tende a deprimere la produzione di cortisolo da parte dell’organismo. È quindi importante che la sospensione della terapia avvenga gradualmente, seguendo le indicazioni del medico. Inoltre, è preferibile somministrare la dose di farmaco al mattino prima delle 9, in modo da consentire all’organismo di produrre normalmente il cortisolo durante la giornata. Se è necessaria una seconda dose, inoltre, è meglio somministrarla nel tardo pomeriggio, in modo da non disturbare il sonno del bambino.

Domande e risposte

Il cortisone va somministrato prima o dopo i pasti?

Meglio somministrarlo dopo i pasti, preferibilmente dopo colazione e comunque non a stomaco vuoto.

Il cortisone calma la tosse?

Non vi sono evidenze scientifiche a favore del fatto che il cortisone possa attenuare la tosse, soprattutto la tosse intrattabile, a meno che non sia di origine asmatica.

Il cortisone abbassa la febbre?

Avendo un’azione antiinfiammatoria, il cortisone ha anche un effetto antifebbrile, in quanto la febbre è una normale manifestazione dell’infiammazione. Tuttavia, visti i suoi possibili effetti indesiderati, in caso di febbre è meglio ricorrere a farmaci antifebbrili come l’ibuprofene o il paracetamolo.

Il cortisone può essere somministrato contemporaneamente a paracetamolo o ibuprofene?

In linea di massima è possibile, ma è meglio distanziare la somministrazione di qualche ora, tenendo presente che sia il cortisone per bocca che l’ibuprofene tendono ad irritare lo stomaco se somministrati dopo mangiato.

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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