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Criptorchidismo nei bambini: cos’è, come si manifesta, come si cura

neonato con pannolino con un dito in bocca e con l'altra mano si tocca il piede

Cos’è il criptorchidismo

Il criptorchismo è la mancata presenza nello scroto (il “sacco” posto sotto il pene che contiene i testicoli) di uno, o più raramente di ambedue, i testicoli (il termine deriva dal greco e significa “testicolo nascosto”).

La discesa dei testicoli dall’addome allo scroto

Durante gli ultimi due mesi di gravidanza, normalmente i testicoli “scendono” dalla loro sede originaria, la cavità addominale (ciascuno attraverso il canale inguinale del proprio lato) raggiungendo lo scroto. Durante la discesa, ciascun testicolo “trascina” con sé il funicolo spermatico, cioè una sorta di “cordone” in cui passano nervi, vasi sanguigni e anche un muscoletto (il muscolo cremastere), necessari per il corretto funzionamento dei testicoli.

Pertanto alla nascita, in occasione della prima visita pediatrica in ospedale, nella maggior parte dei casi i testicoli sono ambedue presenti e palpabili nello scroto. Ciò non avviene nel 2-3% dei nuovi nati. Ancora più frequentemente non avviene nei nati pretermine, proprio perché il processo di discesa dei testicoli nello scroto non “ha fatto in tempo” a completarsi. Nella maggior parte dei casi, sia nei bambini nati a termine sia nei bambini nati pretermine, il testicolo o i testicoli “mancanti” raggiungono lo scroto spontaneamente nel giro di qualche settimana, rimanendovi per tutta la vita. Se ciò non avviene entro i 3 mesi di vita, si rende necessario il trattamento, al fine di prevenire complicazioni a carico dei testicoli stessi.

Testicoli retrattili o “in ascensore”

E’ possibile anche che un testicolo normalmente disceso alla nascita non sia palpabile in scroto nel bambino più grandicello. Solo di rado si tratta di un “vero” criptorchidismo, cioè di una risalita (sia pure parziale) persistente. Quasi sempre si tratta invece di un testicolo detto “retrattile” o “in ascensore”  per un’accentuazione del riflesso cremasterico: la contrazione involontaria del muscolo cremastere contenuto nel funicolo spermatico provoca la risalita intermittente del testicolo stesso dallo scroto.

Cause del criptorichidismo

All’origine del criptorchidismo sta un “errore” nel complesso meccanismo che “guida” il testicolo dall’addome alla sua sede definitiva. Tale meccanismo è governato dagli ormoni prodotti dalla placenta e dallo stesso testicolo e può o bloccarsi, arrestando il testicolo in un punto qualsiasi del suo percorso, o essere deviato portando il testicolo in sedi anomale.

Non è nota però la causa specifica che determina tale errore.  Si conoscono però alcuni fattori che aumentano il rischio che un neonato abbia il criptorchidismo:

  • basso peso alla nascita;
  • prematurità;
  • familiari di primo grado che hanno avuto criptorchidismo o altri problemi nello sviluppo genitale;
  • assunzione di alcool in gravidanza da parte della madre;
  • fumo materno, attivo o passivo, durante la gravidanza;
  • esposizione dei genitori ad alcuni pesticidi.

Come si manifesta

E’ il pediatra in occasione delle visite di controllo dei primi mesi a verificare se i testicoli sono correttamente in sede o se invece non sono ancora posizionati in modo corretto. Anche i genitori possono accorgersi della mancata presenza nello scroto di uno o entrambi i testicoli e, nel caso, devono segnalarlo tempestivamente al proprio pediatra.

Il testicolo o i testicoli non discesi possono trovarsi in qualsiasi punto del tragitto di discesa: nell’addome, nel canale inguinale o in una posizione appena al di sopra dello scroto. Più rara è la localizzazione al di fuori di tale percorso (si parla in tal caso di ectopia testicolare).

E’ anche possibile che uno o, più raramente, ambedue i testicoli in realtà manchino del tutto, o siano sostituiti da tessuto atrofico e non funzionante. Si parla in questo caso di anorchia.

Diagnosi

Il sospetto diagnostico ovviamente viene posto già alla nascita per l’assenza del testicolo nella sua sede naturale, ma la diagnosi definitiva di criptorchidismo viene fatta solo dopo aver atteso 2-3 mesi dalla nascita, l’intervallo di tempo in cui uno o ambedue i testicoli non palpabili in scroto possono spontanemente discendervi.

Passato questo tempo, il testicolo può essere individuato alla visita pediatrica palpandolo in sede prescrotale o inguinale, o più raramente in sede anomala (ectopica). Negli altri casi è necessario appurarne la presenza e la localizzazione mediante un’ecografia  addominale oppure, nei casi dubbi, direttamente in laparoscopia, cioè accedendo chirurgicamente all’addome (spesso contestualmente provvedendo a riportare il testicolo stesso nella sede corretta).

Complicazioni

Per svilupparsi e funzionare correttamente, i testicoli devono stare in un ambiente leggermente più freddo del resto del corpo, e per questo vanno a posizionarsi nel sacco scrotale. Se ciò non avviene, col tempo si possono avere complicazioni:

  • cancro del testicolo: si sviluppa solitamente da cellule sessuali, per cause non note. Tuttavia il criptorchidismo aumenta il rischio di sviluppo di cancro del testicolo, soprattutto se il testicolo non disceso rimane in addome e se ambedue i testicoli sono interessati;
  • infertilità: il criptorchidismo aumenta anche il rischio di riduzione della fertilità, in misura tanto maggiore quanto maggiore il tempo trascorso prima del trattamento;
  • torsione del testicolo: consiste nella torsione su sé stesso del funicolo spermatico, che contiene vasi sanguigni, nervi, tubuli seminiferi collegati al testicolo. La torsione provoca, oltre a dolore testicolare, l’interruzione delll’apporto di sangue al testicolo, che può causarne la perdita definitiva. Il rischio di torsione testicolare è 10 volte maggiore in caso di criptorchidismo;
  • sofferenza testicolare traumatica: il testicolo non disceso contenuto nel canale inguinale può subire la compressione contro il pube, entrando in sofferenza;
  • ernia inguinale: il criptorchidismo si associa solitamente a permanenza del canale inguinale, che invece normalmente dopo la discesa del testicolo in scroto si chiude. Per questo, in caso di criptorchidismo è maggiore il rischio di ernia inguinale, cioè della penetrazione nel canale inguinale di un’ansa intestinale.

Terapia

Intervento chirurgico

Il trattamento è essenzialmente chirurgico, ed è raccomandato in età compresa tra i 6 e i 12 mesi, in quanto un intervento tardivo aumenta il rischio di sviluppare infertilità e cancro testicolare. Consiste solitamente in un intervento di orchipessia, in regime di day-hospital: il testicolo viene posizionato nello scroto e lì ancorato. Meno frequentemente si rende necessario un intervento più complesso, quando ad esempio al criptorchidismo si associa un’ernia inguinale, ma, anche in questo caso, senza particolari problemi. Le complicazioni dell’intervento sono estremamente rare e non comportano rischi significativi di infertilità nel tempo che invece, come detto, dipendono dal tempo per il quale il testicolo resta nella sua posizione anomala.

Trattamento ormonale

La letteratura scientifica invece attribuisce scarsa efficacia al trattamento ormonale (con gonadotropine), che avrebbe lo scopo di indurre il testicolo a “riprendere” il cammino interrotto. Inoltre il trattamento ormonale ritarda l’intervento chirurgico, aumentando così il rischio di complicazioni.