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Diabete mellito: cos’è e come si manifesta nel bambino

Cos’è il diabete mellito

Le cellule del nostro corpo hanno bisogno di energia per svolgere la propria funzione.

L’energia è fornita dal glucosio che, introdotto nell’organismo con gli alimenti e assorbito attraverso l’intestino, viene rilasciato nel sangue per raggiungere le cellule, nelle quali riesce a penetrare grazie all’insulina, un ormone prodotto dalle cellule beta dal pancreas (una ghiandola posta dietro al fegato). L’insulina è pertanto il principale regolatore della glicemia, ovvero della quantità di glucosio presente nel sangue.

Il diabete mellito è una malattia cronica caratterizzata dall’aumento della concentrazione di glucosio nel sangue (definita iperglicemia) dovuta ad una carenza, assoluta o relativa, di insulina: se la quantità di insulina è insufficiente, il glucosio non riesce più a penetrare nella cellula per essere utilizzato come fonte energetica, e si accumula quindi nel sangue.

Vi sono diversi tipi di diabete.

Il più frequente in età pediatrica è il diabete di tipo 1 (rappresenta almeno il 90% dei casi). Nel diabete tipo 1 l’insulina diminuisce o scompare del tutto come conseguenza della distruzione delle cellule beta che la producono.

Vi sono poi

  • il diabete MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young, che rappresenta il 5%-6% dei casi), una forma a carattere ereditario in cui le cellule beta non vengono distrutte ma hanno difficoltà a produrre l’insulina, e
  • il diabete di tipo 2 (rappresenta il 2%-3% dei casi) tipico dell’età adulta ma che può comparire in adolescenti affetti da obesità: questi pazienti producono l’insulina che tuttavia non riesce a regolare il livello glicemico (situazione definita insulinoresistenza).

Cause del diabete di tipo 1

Non si conoscono le cause del diabete di tipo 1. Sono invece noti i meccanismi che portano alla distruzione delle cellule beta e, quindi, alla carenza di insulina.

Il nostro sistema immunitario ci difende dalle infezioni esterne ogni giorno attraverso un “esercito di soldati” che definiamo cellule dell’immunità di cui alcune producono anticorpi. Nel caso del diabete tipo 1, alcuni anticorpi iniziano un processo di “attacco” verso le cellule beta del proprio pancreas, considerandole erroneamente un “nemico” esterno da combattere (si parla in questo caso di autoimmunità). Il processo inizia di solito già molti mesi prima della comparsa dei sintomi. Si diventa diabetici quando il 70-80% delle cellule beta è stato distrutto.

Il processo di autodistruzione non può essere prevenuto né può essere arrestato o rallentato.

I sintomi del diabete: come si manifesta

In seguito alla distruzione autoimmune delle cellule beta, la quantità di insulina prodotta comincia ad essere insufficiente, la glicemia aumenta e compaiono primi sintomi.

Valori eccessivamente alti di glucosio sono tossici per l’organismo che tenta quindi di eliminarli attraverso la diluizione con grosse quantità di acqua che viene richiamata da tutto l’organismo ed eliminata attraverso i reni: questo porta al bisogno di “fare pipì” di continuo, anche di notte, ed alla sensazione di avere sempre sete.

La progressiva disidratazione, insieme all’utilizzo da parte della cellula dei grassi come fonte di energia alternativa al glucosio, determinano una perdita di peso, talvolta con aumento della sensazione di fame. Negli stati più avanzati di disidratazione subentrano astenia e scarsa concentrazione.

Riassumendo, i segni e sintomi specifici dell’esordio del diabete sono:

  • poliuria: urinare grandi quantità;
  • nicturia: urinare di notte anche bagnando il letto;
  • polidipsia: bisogno intenso di bere;
  • polifagia: aumento del senso della fame (raro nei bambini);
  • astenia: stanchezza, mancanza di forza.

Quando l’insulina diventa completamente insufficiente, è possibile che si verifichi uno stato di intossicazione dell’organismo (le cellule, utilizzando i grassi come fonte di energia, riversano nel sangue grandi quantità di chetoni che solo in parte vengono eliminati con l’urina). Tale stato viene definito cheto-acidosi diabetica. Si tratta di una situazione grave, che deve essere gestita con urgenza in ambito ospedaliero.

Quando preoccuparsi

Quindi, se notate che il vostro bambino

  • beve molto,
  • fa frequentemente pipì e magari riprende a bagnare il letto di notte,
  • perde peso pur mangiando regolarmente e
  • è sempre stanco pur riposando adeguatamente,

rivolgetevi al più presto al vostro pediatra per una prima valutazione.

Se a questi sintomi si aggiungono

  • alito acetonemico (dal tipico odore di frutta fermentata),
  • grande stanchezza e
  • scarsa reattività

portate subito il bambino in Pronto Soccorso per una valutazione d’urgenza.

Terapia del diabete tipo 1

L’obiettivo della terapia è mantenere un buon controllo glicemico ma anche assicurare al piccolo paziente (ed alla sua famiglia) una buona qualità di vita. I bambini diabetici e le loro famiglie sono seguiti con continuità da un team specializzato presso un centro di diabetologia pediatrica, che aiuta il bambino e la famiglia a gestire la malattia e a conviverci serenamente.

Poiché nel diabete tipo 1 la produzione endogena (da parte dell’organismo) di insulina è assente o molto ridotta, l’unica terapia farmacologica è la somministrazione di insulina esogena (dall’esterno). Tuttavia da sola la terapia insulinica non è sufficiente a raggiungere il buon controllo glico-metabolico: gli altri pilastri della cura del diabete sono un buon autocontrollo, una sana alimentazione e la pratica di attività motoria.

Insulina

L’insulina è una proteina che non è possibile somministrare per bocca ma che deve essere erogata sottocute: ecco la necessità spiacevole dell’iniezione! Non si tratta tuttavia di un’iniezione difficile poiché

  • il tessuto sottocutaneo è molto diffuso (sedi preferite: braccia, addome, cosce, glutei);
  • gli aghi sono molto piccoli;
  • l’iniezione non è dolorosa.

L’insulina, nell’individuo sano, viene prodotta in maniera continua nelle 24 ore, ma viene anche rilasciata dal pancreas, come picco, in seguito all’assunzione dei pasti. Nel bambino diabetico l’insulina deve essere somministrata più volte al giorno (con un dispositivo iniettore a penna di semplice utilizzo) in quantità che possono variare in funzione dell’attività e dell’alimentazione del bambino.

Autocontrollo

L’autocontrollo è un insieme di azioni che permettono al bambino ed alla famiglia di monitorare in autonomia il livello di glicemia (attraverso l’uso di un glucometro), di valutare i risultati e di correggere o regolare la dose di insulina. Può sembrare difficile all’inizio ma ricordate che sarete aiutati in questo compito da un team di specialisti, che vi forniranno tutto l’aiuto per diventare autonomi e per vivere il controllo glicemico con sicurezza e serenità.

Alimentazione

Per sana alimentazione si intende:

  • alimentazione qualitativamente sana , ovvero assunzione di alimenti salutari;
  • alimentazione quantitativamente equilibrata, cioè assunzione di alimenti che contengono nutrienti (proteine, grassi, carboidrati, fibre e vitamine) proporzionati alle esigenze del bambino e con il giusto apporto calorico.

Il medico ed il dietista del centro di diabetologia stabiliranno un regime alimentare in base a età, sesso, peso e attività fisica del bambino e forniranno tutte le informazioni per agevolare i genitori nella gestione del piano alimentare e nella preparazione dei pasti.

Sappiate che l’alimentazione consigliata per un bambino diabetico è semplicemente un’alimentazione sana, che dovrebbe essere adottata da tutta la famiglia.

Esercizio fisico

Per essere fisicamente attivi, è consigliabile praticare almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata/intensa e ridurre la sedentarietà a meno di 2 ore (televisione, computer, videogiochi).

L’attività fisica regolare, sia quella spontanea che si può praticare camminando o giocando liberamente all’aperto, sia quella organizzata in uno specifico sport o in palestra, ha benefici sul benessere psico-fisico (migliora la circolazione del sangue, regolarizza la pressione arteriosa, riduce la massa grassa, aumenta la massa muscolare e migliora il tono dell’umore) ed è un importante fattore di modifica dell’andamento glicemico (un bambino diabetico con una buona distribuzione della massa muscolare ha una migliore gestione delle glicemie rispetto ad un bambino diabetico sedentario).

L’abitudine ad uno stile di vita attivo è consigliata a tutta la famiglia e non va mai abbandonata nel tempo.

Professore Associato di Pediatria, Dipartimento di Scienze Mediche Traslazionali Università di Napoli Federico II. Responsabile del Centro Regionale di Diabete Infantile della Regione Campania.

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