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Epiglottite: cos’è e come prevenirla

Cosa è l’epiglottite

Si tratta di una grave condizione in cui l’epiglottide – cioè la lamina cartilaginea posta all’ingresso del laringe con la funzione (in condizioni normali) di “tappare” le vie respiratorie durante la deglutizione – si gonfia, ostruendo l’accesso dell’aria alle vie respiratorie e quindi ai polmoni. Molto più comune in passato, come conseguenza dell’infezione da Haemophilus Influenzae, dopo l’introduzione della vaccinazione di massa contro tale batterio è divenuta molto meno diffusa ed è causata da altri agenti infettivi o traumatici.

Cosa causa l’epiglottite

Sono più a rischio di sviluppare l’epiglottite i maschi, i bambini con deficit immunitari o non vaccinati.

Possiamo distinguere due tipi di cause

Cause infettive

In passato in Italia e nei paesi evoluti la causa più frequente dell’epiglottite, soprattutto nel bambino sotto i 5 anni di età, era l’infezione da Haemophilus Influenzae tipo B. Ora le cause infettive sono molto poco frequenti nel bambino, mentre nell’adulto possono essere in causa lo Pneumococco, lo Streptococco o lo Stafilococco.

Cause traumatiche

Un’epiglottite può conseguire ad un trauma diretto della gola, alla deglutizione di un corpo estraneo, ad un’ustione per ingestione di liquido molto caldo o di liquidi corrosivi.

Come si manifesta

L’epiglottite può svilupparsi nel giro di poche ore, manifestandosi con

  • febbre,
  • forte mal di gola,
  • stridore intenso nell’inspirare,
  • dolore e difficoltà a deglutire,
  • salivazione abbondante,
  • atteggiamento molto ansioso.

I disturbi sono meno intensi se il bambino sta in posizione eretta o inclinato in avanti.

Come si diagnostica

La diagnosi da parte del Pediatra è abbastanza agevole sulla base dei sintomi accusati dal bambino.

Come si cura

L’epiglottite è una vera emergenza medica, per cui in caso di improvvisa difficoltà a deglutire e respirare recatevi immediatamente al Pronto Soccorso o chiamate il 118. Cercate nel frattempo di tenere il bambino in posizione eretta, e non cercate di esaminare voi stessi la gola del bambino, perché potreste precipitare la situazione.

In ospedale l’obiettivo immediato del medico è mantenere il passaggio dell’aria alle vie aeree inferiori, e questo richiede spesso l’intubazione, cioè l’inserimento in trachea di un tubo endotracheale o, in casi estremi, la tracheotomia (viene cioè praticato un foro nella trachea accedendo dal collo).  Viene anche iniziata immediatamente una terapia antibiotica per via intramuscolare.

Come si previene

Per le forme infettive il principale e importantissimo strumento preventivo è la vaccinazione contro l’Haemophilus Influenzae e contro lo Pneumococco.

Per le forme traumatiche particolare attenzione va posta alla prevenzione degli incidenti domestici, in particolare dell’ingestione di sostanze corrosive o di corpi estranei o di liquidi caldi e dei traumi alla gola (correre con un lecca lecca o un bastoncino in bocca ecc.).

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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