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Intertrigine nei bambini: prevenzione e cura

una mamma mette polvere di talco al neonato

Cos’è l’intertrigine

L’intertrigine è una infiammazione della pelle abbastanza frequente nel periodo neonatale e nella prima infanzia che può interessare tutte le grandi pieghe cutanee soprattutto quelle del collo, delle ascelle, dell’inguine, dei glutei e i solchi retroauricolari.
La localizzazione al collo si può presentare fino a quando il bimbo non è in grado di tenere il collo eretto; quella inguinale e perianale sono favorite dall’utilizzo dei pannolini.
Nel bambino più grande l’utilizzo prolungato di scarpe  che non fanno respirare il piede può provocare l’intertigine delle pieghe delle dita e degli spazi interdigitali.
Nei soggetti in sovrappeso oltre alle sedi precedenti possono essere interessate anche le pieghe addominali e il solco sottomammario.

Cause e sintomi dell’intertrigine

L’accostamento delle pieghe non permette l’arieggiamento della zona; l’eccessiva traspirazione e il ristagno provocano un processo di macerazione cutanea che, insieme ai ripetuti sfregamenti dei lembi cutanei, inducono uno stato infiammatorio della pelle.

L’intertrigine si presenta inizialmente con arrossamento del fondo e dei bordi di una piega cutanea. Seguono la desquamazione della pelle e la disepitelizzazione (perdita dello strato più superficiale). Se la zona interessata non viene curata in modo adeguato si arrossa sempre di più e compare un intenso prurito. Successivamente si possono creare ragadi che provocano dolore.

Se queste condizioni persistono si può verificare la crescita di batteri o di funghi con formazione di vescicole e pustole maleodoranti: in questi casi si parla di intertrigine impetiginizzata o dermatite microbica.

Prevenzione dell’intertrigine

La prevenzione dell’intertrigine si attua attraverso corrette misure igieniche.

Nei neonati la pulizia delle pieghe va effettuata più volte al giorno. E’ importante discostare i lembi cutanei, detergere delicatamente e accuratamente la zona, asciugarla tamponando e non sfregando e applicare una polvere assorbente per  mantenere asciutta l’area interessata. A questo scopo è consigliabile utilizzare polveri a base di ossido di zinco o calendula evitando quelle contenenti talco che possono risultare tossiche se inalate.

Per i bambini più grandi, far togliere scarpe e calze appena tornano da scuola, far lavare i piedi con soluzioni disinfettanti, asciugare bene soprattutto tra le dita e far indossare ciabatte aperte o infradito fino a sera.

Terapia dell’intertrigine

Le intertrigini in fase iniziale si curano con una delicata e accurata pulizia delle zone interessate effettuata più volte al giorno con  soluzioni antisettiche (ad esempio clorexidina) e mettendo in atto le misure già descritte per la prevenzione.

In caso di guarigione difficoltosa oppure di presenza di secrezioni maleodoranti, di pustole o di vescicole è necessario consultare il proprio pediatra. Il pediatra potrà decidere di procedere ad una terapia empirica con un farmaco antibatterico o antimicotico oppure di prescrivere un tampone da eseguire sull’essudato presente nelle pieghe interessate per identificare l’agente responsabile della sovrainfezione ed effettuare una terapia mirata.
Le creme cortisoniche, antibiotiche e antimicotiche, non andrebbero applicate dai genitori in mancanza di una vera e propria diagnosi medica, in quanto potrebbero falsare l’esito di eventuali tamponi o fuorviare il medico al momento della visita.