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Ipersensibilità al glutine non celiaca: cause, sintomi e cure

Cos’è l’ipersensibilità (o intolleranza) al glutine

Si tratta di una condizione ancora non ben definita e in corso di approfondimento, per la prima volta descritta in un adulto nel 1980 e in un bambino nel 2012, ma che sembra farsi sempre più frequente (le stime, molto diverse da ricerca a ricerca, parlano di almeno 5-6% di persone affette, adulti e bambini), in cui il soggetto riferisce sintomi di malessere a seguito dell’assunzione di glutine, ma i test escludono sia l’allergia al grano sia la celiachia.

E’ bene quindi sottolineare che ipersensibilità al glutine, allergia al grano e celiachia sono disturbi diversi che hanno cause, meccanismi d’azione, sintomi e conseguenze differenti.

Le cause dell’ipersensibilità al glutine

Non ne è chiaro il meccanismo responsabile, e alcuni studiosi mettono in dubbio anche il fatto che sia davvero il glutine la causa della sintomatologia, ipotizzando invece il ruolo di carboidrati semplici contenuti non solo nel grano o in alcuni cereali ma anche in altri alimenti (tra questi fagioli, frutta, dolcificanti e verdura, ovvero i cosiddetti FODMAP o carboidrati a catena corta), che provocherebbero meteorismo e dolore intestinale in soggetti predisposti. In ogni caso non sono in gioco né meccanismi di tipo autoimmune (celiachia) né l’anafilassi (allergia al grano) né tanto meno una componente ereditaria, e questi soggetti non presentano lesioni intestinali né deficit di assorbimento di nutrienti (come nella celiachia).

Come si manifesta

I sintomi sono mal di pancia, meteorismo intestinale (presenza di aria in eccesso nell’intestino), mal di testa, stanchezza fisica e mentale.

Come si diagnostica

Non esistono test diagnostici specifici per questa condizione, anche se è necessario ovviamente escludere sia l’allergia al grano sia la celiachia, tramite i relativi test diagnostici. Una volta escluse queste due condizioni, sarà il medico a stabilire l’opportunità di una dieta priva di glutine, che dovrà essere mantenuta definitivamente, anche se è controverso allo stato attuale se sia o meno consentita l’assunzione di piccole quantità di glutine.

Come si cura

La sospensione del glutine nella dieta (da farsi però solo su indicazione medica e dopo aver eseguito i test per escludere una celiachia!) determina la regressione dei sintomi: si interrompe infatti il meccanismo di “accumulo di glutine” nell’organismo che sarebbe responsabile dei sintomi.

Sono quindi da evitare tutti gli alimenti che contengono glutine:

  • tutti i tipi di grano: grano tenero, grano duro, spelta e farro, compresi i cosiddetti grani antichi quali Khorasan (o kamut®) o enkir;
  • orzo e segale;
  • triticale (un incrocio tra segale e grano), crusca, lievito, germe di grano e malto d’orzo;
  • avena, che pur non contenendo glutine, è spesso contaminata dal glutine (è ammesso il consumo di avena solo dietro parere del medico e purché certificata gluten free).

Sono invece permessi gli altri cereali  che non contengono glutine: riso, mais, sorgo, miglio e i cosiddetti “pseudo-cereali” quali grano saraceno, quinoa e amaranto.

I rischi dell’autodiagnosi: il glutine fa davvero male?

Occorre assolutamente evitare l’autodiagnosi: nessun bambino dovrebbe seguire una dieta gluten-free senza una precisa diagnosi di intolleranza al glutine (o allergia al grano o celiachia) da parte del pediatra o di uno specialista.

Il glutine in sé, per un soggetto sano, non è né tossico né dannoso per l’organismo.

Come sottolineato da uno studio pubblicato dal Journal of Pediatrics, seguire una dieta priva di glutine per un bambino sano non è una scelta salutare, al contrario. Innanzitutto, i cibi gluten-free presenti sul mercato contengono spesso una più alta percentuale di grassi e zuccheri, ed espongono quindi al rischio di aumento di peso ed obesità. Inoltre, nei soggetti che seguono una dieta priva di glutine senza un adeguato supporto medico e nutrizionale, sono state riscontrate carenze di importanti elementi come vitamina B e ferro, e, per contro, un accumulo di sostanze tossiche per l’organismo, quali arsenico e mercurio, a causa della ridotta varietà di alimenti assunti.

Se avete il sospetto che il vostro bambino abbia sintomi riconducibili ad una ipersensibilità al glutine, non eliminate il glutine dalla sua alimentazione e rivolgetevi al vostro pediatra per iniziare correttamente il percorso diagnostico.