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Perché è importante la pulizia del nasino

neonato disteso in un letto osserva l'aspiratore nasale a pompetta tenuto in mano dal genitore

Il naso è l’organo di senso dell’olfatto, ma anche la via principale di entrata dell’aria nelle vie respiratorie. Svolge un’importante funzione perché riscalda e purifica l’aria che inspiriamo, depurandola (come fosse un filtro) da tutte le particelle nocive (inquinanti, allergeni, virus e batteri) e rendendola quindi idonea a proseguire il suo viaggio verso i polmoni.

Come è fatto il naso

Il naso è composto da una parte esterna detta piramide nasale (è la parte visibile) e da una parte interna formata da due cavità nasali che nella parte superiore ospitano le cellule olfattive e nella parte inferiore presentano due aperture verso l’esterno, le narici. Quando respiriamo l’aria viene inalata attraverso le narici e, dopo aver attraversato le cavità nasali, raggiunge le aperture posteriori del naso dette coane e da qui la gola, la laringe, la trachea, i bronchi e infine i polmoni.

La parte respiratoria delle cavità nasali è formata da numerose ossa e da una struttura osteo-cartilaginea, il setto nasale, che separa le due cavità. Le strutture ossee e cartilaginee sono rivestite da una mucosa in cui sono presenti cellule che producono muco e ciglia che, mediante movimenti ritmici alla frequenza media di 500 battiti al minuto, provocano il continuo scorrimento verso la parte posteriore delle cavità nasali del sottile strato mucoso sovrastante.

Tale flusso permette l’eliminazione, attraverso la deglutizione, di tutte le particelle che vengono intrappolate nel muco nasale. La parte interna del naso è dotata inoltre di una fitta rete di vasi sanguigni arteriosi (capillari). Questo elevato apporto di sangue in questa zona è di grande importanza perché permette il riscaldamento dell’aria inspirata durante la respirazione.

Le cavità nasali sono messe in  comunicazione con l’orecchio medio da due piccoli condotti dette Tube di Eustachio che nei bambini sono corte e rettilinee (e quindi permettono l’ingresso di muco nella cavità del timpano con una certa facilità).

I seni paranasali (frontali, etmoidali, sfenoidali e mascellari) sono cavità che normalmente contengono aria e che si trovano nelle ossa del viso poste attorno agli occhi, al naso e alle guance e comunicano con le fosse nasali tramite minuscoli forellini detti osti.

Quando il naso funziona bene…

In condizioni fisiologiche, l’aria inalata attraverso le narici viene rallentata dai turbinati inferiore, medio e superiore presenti all’interno delle cavità nasali dando così il tempo alla fitta rete di capillari presenti di riscaldarla e al sottile strato di muco di filtrare l’aria intrappolando le particelle nocive (ad esempio le polveri sottili) e successivamente, tramite l’azione delle ciglia mobili, di trasportarle verso le coane e di permetterne l’eliminazione con la deglutizione.

Questa fondamentale azione da parte del naso garantisce il benessere di tutte le strutture respiratorie e l’aria che arriverà alla gola, alla laringe, alla trachea, ai  bronchi e ai polmoni sarà calda e pulita.

Quando il naso si ammala…

Quando il naso “si ammala”, ad esempio per un raffreddore comune (o rinite), la mucosa del naso si infiamma provocando una ipersecrezione di muco e ostruzione nasale. Il muco prodotto in eccesso tende quindi a ristagnare e ad accumularsi favorendo la crescita di batteri al proprio interno (testimoniata dal cambiamento delle caratteristiche del muco che, in seguito a contaminazione batterica, da trasparente e fluido diviene denso e di colorito giallognolo o verdognolo).

Poiché il naso, come abbiamo visto, comunica con gli altri tratti del sistema respiratorio e con le orecchie, lo stato infiammatorio può estendersi alle mucose

  • dei seni paranasali provocando rinosinusite con dolore facciale e riduzione dell’olfatto (definita ipoanosmia);
  • dell’orecchio medio, provocando inizialmente una ostruzione della Tuba di Eustachio e, successivamente, un’otite con otalgia e febbre (otite media acuta) o senza febbre e dolore (otite media effusiva) con temporanea riduzione dell’udito (ipoacusia di trasmissione).

Quando questo accade diventa molto spesso necessario ricorrere a terapie antibiotiche per ottenere una risoluzione della patologia in atto.

L’ostruzione del naso costringe inoltre i bambini a respirare con la bocca facendo arrivare nelle vie respiratorie aria fredda e non filtrata che può favorire l’insorgenza di faringiti, laringiti, tracheiti e bronchiti.

Nei lattanti, l’allattamento al seno o con biberon e il riposo diventano più difficoltosi quando è presente ostruzione nasale. 

Perché (e come) tenere il nasino pulito

Quanto precedentemente esposto fa comprendere  l’importanza che ha mantenere, nei bambini di qualsiasi età, il naso ben pulito e libero da secrezioni per consentire al naso di svolgere al meglio la sua funzione di “purificatore d’aria” e per prevenire l’accumulo di muco infetto e quindi lo sviluppo di complicazioni batteriche.

E’ necessario aggiungere che nei primi mesi di vita il neonato presenta una forma di respirazione  diversa da quella de bambino più grande e dell’adulto definita respirazione nasale obbligata (mentre il bimbo viene allattato, l’epiglottide si solleva e divide in due canali l’istmo delle fauci) che consente al neonato di respirare e deglutire allo stesso tempo. Questa proprietà consente ad un neonato di nutrirsi e respirare insieme, anche se le sue capacità neuromuscolari non hanno ancora completato lo sviluppo. Nei primi mesi il lattante non è quasi in grado respirare con la bocca e per questo è molto importante che il nasino venga tenuto costantemente libero. 

Come fare?

La pulizia del nasino prevede due fasi: il lavaggio nasale (con soluzione fisiologica) e la rimozione del muco dopo il lavaggio, che, nei bambini piccoli deve essere fatta dai genitori con un aspiratore nasale e, nei bambini più grandicelli, può essere fatta direttamente dal bambino soffiando il naso.

Come insegnare ai bambini a soffiare il naso (con una pallina da ping pong)

La maggior parte dei bambini non sono in grado di soffiare il naso da soli fino all’età di 2 anni. Dopo è possibile pian piano insegnare loro a farlo tutte le volte che sentono il nasino chiuso.

Una buona tecnica, che ho sperimentato con successo con i miei figli, è quella di riempire d’acqua una bacinella, porre al centro una pallina da ping pong e iniziare una gara: guadagna un punto chi riesce a far arrivare la pallina sulla sponda opposta soffiando solo con il naso. Se si soffia con la bocca si perde un punto. Vince chi arriva prima a 5 o 10 punti, a seconda del tempo che avete a disposizione. Non fatevi prendere troppo dalla competizione e ricordatevi di far vincere anche il bambino per invogliarlo a ripetere il gioco. Non c’è niente più divertente del battere mamma e papà.