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Tiroide: come funziona, a cosa serve

Cos’è la tiroide

La tiroide è una ghiandola endocrina che produce alcune sostanze, chiamate ormoni tiroidei e calcitonina, che vengono rilasciate all’interno dell’organismo. E’ situata nella parte anteriore del collo e presenta una tipica forma a farfalla, con due lobi laterali e una parte centrale, definita istmo.                                                        

La ghiandola dal punto di vista funzionale presenta due unità:

  • una prima unità svolge la principale funzione, quella cioè della produzione degli ormoni tiroidei chiamati triiodotironina (ft3) e tiroxina (ft4);
  • una seconda unità è deputata alla produzione della calcitonina, un ormone coinvolto nel metabolismo calcio-fosforo.

L’attività della ghiandola comincia già durante la vita fetale, a partire dalla diciottesima settimana di gestazione. Fino a quel momento il feto dipende dagli ormoni tiroidei di origine materna.

A cosa servono gli ormoni tiroidei e la calcitonina

Ormoni tiroidei

Gli ormoni tiroidei hanno nel complesso un effetto anabolizzante, agiscono cioè sui vari organi

  • stimolando i processi metabolici,
  • aumentando il metabolismo basale (cioè la quantità di energia utilizzata dall’organismo per mantenere le funzioni fisiologiche vitali come la respirazione, la circolazione sanguigna, il mantenimento della temperatura corporea)e
  • favorendo la crescita e lo sviluppo dell’organismo.

Gli ormoni tiroidei sono prodotti a partire dallo iodio e da una proteina chiamata tireoglobulina, vengono poi immessi in circolo per raggiungere gli organi bersaglio e

  • sono indispensabili per il normale sviluppo del cervello del feto e del lattante. Sono infatti coinvolti nel normale sviluppo delle sinapsi cerebrali oltre che nella sintesi di alcuni neurotrasmettitori, regolando le funzioni della memoria, del linguaggio e dell’attenzione;
  • sono necessari per lo sviluppo dello scheletro fetale e indispensabili per il normale accrescimento corporeo del bambino. Gli ormoni tiroidei sono infatti coinvolti nella comparsa dei centri di ossificazione ossea e nel normale sviluppo dei segmenti scheletrici; potenziano inoltre l’attività dell’ormone della crescita;
  • hanno azione termogenetica (aumentano cioè la produzione di calore del corpo);
  • regolano il metabolismo degli zuccheri, aumentandone l’ingresso nelle cellule e l’utilizzo;
  • intervengono nel metabolismo dei grassi, influenzando la concentrazione di colesterolo e dei trigliceridi ematici;
  • hanno effetti sul sistema cardiovascolare determinando aumento della frequenza cardiaca e dell’attività contrattile del cuore.

Calcitonina

La calcitonina invece svolge la sua azione regolando i livelli plasmatici di calcio e fosforo con la sua azione:

  • sull’osso, riducendone il riassorbimento e quindi la liberazione di calcio e fosforo
  • sul rene, aumentando l’escrezione di calcio e di fosforo urinari

L’effetto nel complesso sarà quindi quello di favorire il deposito del calcio nelle ossa e di ridurre i livelli di calcio e di fosforo nel sangue.

L’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide

La produzione degli ormoni tiroidei non dipende solo dall’attività della tiroide stessa, ma anche di altre due ghiandole che si trovano nel cervello, chiamate ipotalamo e ipofisi, che stimolano e controllano il rilascio degli ormoni tiroidei.   

L’ipotalamo, attraverso la produzione del TRH (ormone rilasciante la tireotropina) stimola l’ipofisi a produrre un altro ormone, il TSH (ormone stimolante la tiroide), che agisce direttamente sulla tiroide.

In presenza di bassi livelli di ormoni tiroidei il TSH aumenta, per stimolare la produzione ormonale; in presenza di alti livelli di ormoni tiroidei, al contrario, il TSH diminuisce. il dosaggio del TSH è quindi molto utile perché ci dà informazioni indirette sulla funzione della tiroide.

Questo complesso meccanismo di controllo è fondamentale per il corretto funzionamento della ghiandola.

Ipotiroidismo e ipertirodismo

Un’alterata produzione degli ormoni tiroidei sia in difetto (ipotiroidismo) che in eccesso (ipertiroidismo) causa perciò numerosi effetti clinici sia nel bambino che nell’adulto.


Articolo scritto in collaborazione con la D.ssa Marianna Casertano


Pediatra di Famiglia a Santa Maria Capua Vetere (CE) – ASL Caserta – Regione Campania

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