Tubercolosi nei bambini: come si prende, sintomi e cure

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Cos’è la tubercolosi
La tubercolosi è una malattia di origine batterica causata dal Mycobacterium tubercolosis, detto anche Bacillo di Koch dal nome del medico che lo ha scoperto.
Esistono diverse specie appartenenti al genere Mycobacterium Tubercolosis, tutte in grado di provocare la malattia nell’uomo. Di queste, la specie Mycobacterium Bovis colpisce anche i bovini, e di conseguenza anche le persone che hanno a che fare con questi animali.
È una malattia comune?
L’Italia è un paese a bassa incidenza di tubercolosi, con circa 4 casi di nuove diagnosi all’anno su 100000 abitanti, prevalentemente riguardanti cittadini di origine straniera. Tuttavia i flussi migratori rendono comunque attuale l’attenzione alla diagnosi e alla terapia di questa malattia.
Come si trasmette la tubercolosi
L’infezione avviene solitamente per via respiratoria, cioè inalando il batterio rilasciato nell’ambiente da soggetti infetti con la tosse.
Le probabilità di infettarsi dipendono dal grado e dalla durata della vicinanza con il malato, anche se una parte dei soggetti esposti all’infezione non sviluppa la malattia.
Negli altri casi, attraverso le vie respiratorie il batterio raggiunge i polmoni, dove viene riconosciuto dalle difese immunitarie. Si sviluppa così una battaglia che però non riesce a debellare il microrganismo.
Dopo circa 3-8 settimane di incubazione compaiono li primi segni dell’infezione:
- il complesso primario tubercolare, visibile radiologicamente a livello del polmone
- la positività della reazione alla tubercolina iniettata sottopelle.
Dal polmone, poi, il micobatterio può diffondersi attraverso il sangue e raggiungere i vari organi del corpo.
Come si manifesta la tubercolosi
Come detto sopra, parte dei soggetti esposti all’infezione resiste al micobatterio e non sviluppa malattia. Altri, pur essendo infetti, rimangono asintomatici per un tempo più o meno lungo, anche di mesi o anni, Altri ancora, invece, sviluppano da subito i sintomi dell’infezione, a livello polmonare o anche in altri organi.
Sintomi della tubercolosi nei bambini
Nei bambini solitamente la tubercolosi ha un decorso asintomatico o poco sintomatico con:
- lieve febbre
- tosse secca
- lieve difficoltà respiratoria.
Sintomi della tubercolosi negli adolescenti
Negli adolescenti, i sintomi dell’infezione sono più marcati:
- febbricola
- tosse persistente
- sudorazione notturna
- debolezza
- perdita di peso.
Segni e sintomi extrapolmonari
Nel 25% dei bambini infetti compiono anche sintomi di interessamento extrapolmonare: praticamente tutti gli organi possono essere colpiti, anche se la manifestazione più frequente è l’interessamento dei linfonodi superficiali del collo o della zona sopra la clavicola.
Particolarmente pericoloso l’interessamento del pericardio (il tessuto che riveste esternamente il cuore) o del sistema nervoso.
Diagnosi della tubercolosi
Test della tubercolina
La diagnosi viene solitamente posta mediante il test della tubercolina (detto anche test di Mantoux), che consiste nell’iniettare per via intradermica delle proteine purificate del micobatterio tubercolare per poi verificare se nella sede dell’iniezione, da 48 a 72 ore dopo, compare un indurimento (non conta l’arrossamento) del diametro di almeno 10-15 mm.
Il soggetto positivo può rimanere tale anche per anni o per tutta la vita, perfino dopo essere stato sottoposto a terapia antitubercolare.
Circa il 10% dei soggetti con malattia tubercolare può risultare negativo alla tubercolina.
D’altra parte, il test può risultare anche falsamente positivo nei soggetti che sono stati vaccinati contro la tubercolosi.
Radiografia toracica
La radiografia del torace evidenzia l’ingrandimento dei linfonodi dell’ilo polmonare e l’infiammazione polmonare circostante. Nello specifico, consente di evidenziare il cosiddetto complesso primario tubercolare o comunque l’interessamento di parti più o meno estese del polmone.
Test rapidi molecolari
Recentemente sono stati messi a punto test rapidi per l’individuazione di componenti del Mycobacterium Tubercolosis nella saliva di soggetti con sospetta infezione.
Questi test molecolari hanno soppiantato in buon parte il ricorso alla diagnosi microscopica, grazie anche al fatto di riuscire a identificare l’eventuale resistenza del batterio al farmaco antitubercolare solitamente di prima scelta, cioè la rifampicina.
Terapia della tubercolosi
La cura della tubercolosi si basa sull’impiego di antibiotici, somministrati secondo protocolli condivisi internazionalmente.
- Nei soggetti asintomatici di solito si ricorre a 3 mesi di isoniazide e rifapentina, o 4 mesi di rifampicina.
- Nei soggetti con malattia clinicamente manifesta è necessario ricorrere a una combinazione di 3 o 4 farmaci per 2 mesi, seguita da isoniazide e rifampicina per 4 mesi.
Sono purtroppo possibili casi di parziale o addirittura totale resistenza ai farmaci, che richiedono terapie lunghe e complesse, con rischio anche di effetti indesiderati importanti.
Ciò rende particolarmente importante poter contare su un’adeguata strategia vaccinale.