Invaginazione intestinale
Cos’è
Per invaginazione intestinale si intende lo scivolamento e la penetrazione di un tratto di intestino (invaginato) all’interno di un altro tratto di intestino vicino (invaginante); visivamente si può immaginare questa situazione pensando a un dito di un guanto di gomma che si rovescia su sé stesso o a un segmento di telescopio che penetra nel segmento vicino.
Questo evento crea un ostacolo importante fino a poter causare una pericolosa occlusione intestinale, vale a dire un blocco completo del passaggio del contenuto intestinale.
L’invaginazione intestinale è una delle emergenze chirurgiche più frequenti nel primi anni di vita con massima incidenza fra i 4 e gli 8 mesi (circa il 70% dei casi). È più frequente nei maschi rispetto alle femmine.
Il tratto di intestino in cui si verifica più frequentemente (60-80 % dei casi) è quello di passaggio dall’ultimo tratto di intestino tenue (ileo) al colon (invaginazione ileo-cecale); quando ad essere interessati sono due tratti vicini dell’ileo si parla di invaginazione ileo-ileale e se sono coinvolti due tratti del colon di invaginazione colo-colica.
Cause
L’invaginazione intestinale è provocata dall’aumento di intensità della peristalsi intestinale (il susseguirsi di onde di contrazione delle pareti dell’intestino che spingono il contenuto intestinale verso il retto).
La causa più frequente di aumento della peristalsi intestinale sono episodi infettivi dell’apparato gastroenterico (gastroenteriti); queste infezioni possono provocare un aumento di volume dei linfonodi presenti a livello intestinale e creare onde anomale di contrazione che possono portare all’invaginazione.
Più raramente l’invaginazione può verificarsi all’inizio dello svezzamento per aumento della peristalsi causata dalla presenza di cibo più consistente.
Altre possibili cause sono parassitosi intestinali, infezioni respiratorie, condizioni anatomiche particolari (poliposi intestinale, diverticolo di Meckel, duplicazione intestinale) o patologie che provocano alterazioni delle pareti intestinali (porpora di Schoenlein-Henoc, ematoma parietale).
Come si manifesta
Non ci sono sintomi che indicano con certezza la presenza di questa patologia.
Solo in circa il 30% dei casi è possibile riscontrare tracce di sangue nelle feci (feci a gelatina di ribes) circa il 20% dei bambini presenta vomito, inizialmente di tipo alimentare, che diventa biliare se col passare delle ore si verifica un’occlusione intestinale.
Il sintomo più caratteristico dell’invaginazione intestinale è un dolore intenso, dapprima intermittente, che nel giro di qualche ora tende a diventare continuo con pianto inconsolabile durante il quale il bimbo flette le gambe sull’addome; in poco meno della metà dei casi il pianto si alterna con fasi di apatia e torpore, soprattutto nei bambini più piccoli.
Un bambino di età inferiore ad un anno che presenta pianto inconsolabile alternato a torpore deve sempre essere condotto al Pronto Soccorso Pediatrico per una visita urgente nel sospetto di una invaginazione intestinale.
Diagnosi
Visita: durante la visita, soprattutto nella fase di torpore, a volte il pediatra può sentire una massa in corrispondenza delle anse invaginate soprattutto nella parte inferiore dx dell’addome o in alto sotto lo sterno. Un esame obiettivo negativo non è in grado comunque di escludere la presenza di invaginazione.
Rx addome senza mezzo di contrasto: evidenzia una eccessiva distensione delle anse intestinali dovuta all’occlusione associata ad aree con assenza di gas intestinali.
Ecografia addominale: è l’esame più utile. La presenza di un’immagine a “coccarda” in uno dei quadranti addominali è significativa per invaginazione intestinale.
Rx clisma opaco con mezzo di contrasto idrosolubile (bario): permette di visualizzare fino a che punto risale il mezzo di contrasto ed è utilizzato anche a scopo terapeutico, in quanto la spinta esercitata dal mezzo di contrasto che risale può sbloccare l’invaginazione. Se ciò avviene durante l’esame, si “vede” il bario risalire oltre il livello dell’invaginazione fino alle ultime anse intestinali. La risoluzione va comunque confermata da una successiva ecografia in cui risulta scomparsa l’immagine a coccarda precedentemente rilevata.
Terapia
Come precedentemente esposto, il clisma opaco effettuato durante la fase diagnostica, può portare alla risoluzione del quadro e questo avviene in un buon numero di casi.
Il bambino viene comunque ricoverato per qualche giorno e dimesso una volta che ha terminato la profilassi antibiotica precedentemente predisposta e ha ripreso ad alimentarsi con regolarità.
Quando il tentativo di riduzione mediante clisma opaco fallisce, è necessario programmare con urgenza un intervento chirurgico.
Dopo aver effettuato l’anestesia, quando le condizioni del bambino lo permettono, si effettua una nuova ecografia in sala operatoria, in quanto il clisma precedentemente praticato e l’effetto rilassante dell’anestetico sulla muscolatura intestinale, possono nel frattempo aver risolto l’invaginazione.
L’intervento chirurgico, la maggior parte delle volte, consiste in un tentativo manuale di riportare le anse intestinali al loro posto. Quando il tentativo non dà risultati soddisfacenti o sono presenti tratti di intestino seriamente danneggiati, è necessario asportare il tratto danneggiato e ricucire (anastomosi) i tratti sani per ripristinare il normale transito intestinale.