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Informazioni e consigli sulla crescita e la salute del bambino,
solo da medici pediatri e professionisti qualificati.

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ATTENZIONE: EMERGENZA MEDICA

Questo sintomo richiede attenzione immediata e potrebbe necessitare di intervento medico urgente.

Sangue nelle feci

Di cosa si tratta

Il sangue nelle feci può essere evidente o essere presente in quantità minime, tali da non poterlo identificare ad occhio nudo ma solo mediante un esame delle feci detto ricerca del sangue occulto (cioè nascosto).

Cause

Possono essere diverse. Vediamo le principali:

  • Stipsi: Una ragade (cioè una piccola spaccatura) o una abrasione (una screpolatura) della mucosa dell’ano, o un’emorroide (una dilatazione delle vene della zona anale), solitamente causate da una scarica di feci dure o voluminose anche solo nel tratto iniziale, come spesso si verifica in caso di stipsi: sono causa del sangue nelle feci nel 90% dei casi.
  • Ragadi del seno: se la mamma che allatta presenta una o più ragadi, queste facilmente sanguinano, anche copiosamente, soprattutto durante la poppata; il sangue ingerito viene digerito dai succhi gastrici e poi eliminato con le feci.
  • Infezione della zona perianale da streptococchi: possono provocare piccole perdite di sangue
  • Infezioni intestinali da batteri (Salmonella, Shigella, Escherichia Coli, Campylobacter i più spesso in causa), virus (rotavirus soprattutto), parassiti (Giardia).
  • Malattie infiammatorie croniche (Malatta di Crohn, Rettocolite ulcerosa).
  • Enterocolite (infiammazione dell’intestino, soprattutto del suo ultimo tratto, detto colon) da allergia alle proteine del latte vaccino: esordisce di solito nei primi mesi di vita del bambino
  • Diverticolo del Meckel: si tratta della anomala presenza a livello dell’ileo (parte dell’intestino tenue) di una piccola sacca (tecnicamente detta diverticolo), residuo di una struttura presente nel periodo fetale e che normalmente poi scompare prima della nascita, detta dotto onfalomesenterico; la mucosa che riveste questo diverticolo presenta una zona con le caratteristiche della mucosa dello stomaco, che come tale secerne acido e succhi gastrici, che hanno un effetto corrosivo sulla mucosa intestinale vicina, creando così le condizioni per emorragie anche copiose, solitamente in bambini dell’età sotto i 2 anni.
  • Polipi intestinali: sono rari ma possibili in età infantile, soprattutto nella varietà dei polipi giovanili, che colpiscono bambini in genere in età sotto i 10 anni, soprattutto in età scolare
  • Esofagite da reflusso gastroesofageo: in tal caso il reflusso del contenuto acido dello stomaco irrita la mucosa esofagea, causando piccole perdite di sangue
  • Invaginazione intestinale

Come si manifesta

Il sangue nelle feci può essere:

  • di colore rosso vivo, quando proviene dall’ultimo tratto dell’intestino o dalla zona anale (ragadi o emorroidi anali, infezione streptococcica perianale, enterocolite da allergia alle proteine del latte o da causa infettiva, polipi intestinali, invaginazione intestinale);
  • nerastro, per effetto della digestione da parte dei succhi gastrici, se proviene dalle prime vie gastrointestinali (ragadi del seno, diverticolo del Meckel)
  • occulto, quando è presente in quantità minime e non rilevabili ad occhio nudo (esofagite)

Il sangue può essere isolato oppure misto a muco, come nel caso dell’invaginazione intestinale, ma spesso anche nell’enterocolite da allergia alle proteine del latte vaccino o da causa infettiva.

A seconda poi della causa, alla presenza di sangue nelle feci possono associarsi altri sintomi, come la diarrea (nelle forme infettive), i dolori addominali (invaginazione intestinale, malattie croniche intestinali, ma anche molte altre cause), una perdita o uno scarso aumento di peso (malattie infiammatore intestinali, enterocolite da allergia al latte).

Diagnosi

Prima di tutto è necessario accertarsi che si tratti davvero di sangue, e non di una colorazione rossa delle feci dovuta ad alimenti (pomodori, barbabietole), farmaci (alcuni antibiotici, tra cui l’amoxicillina).

Il sangue occulto può essere individuato solo mediante un esame delle feci detto appunto “sangue occulto”, solitamente eseguito su tre prelievi di feci in giorni differenti.

A seconda poi delle caratteristiche del sangue (rosso vivo o nero in particolare, ma anche presenza o no di muco e di altri sintomi), e della visita, il pediatra potrà orientarsi verso la diagnosi.

Sangue rosso vivo

  • Feci di consistenza normale che presentano tracce di sangue fanno sospettare una intolleranza alle proteine del latte vaccino);
  • Feci dure con tracce di sangue rosso vivo possono testimoniare la presenza di ragadi anali o di emorroidi;
  • Diarrea con tracce di sangue indirizza verso una enterocolite di natura infettiva.
  • Abbondante presenza di sangue misto a muco (feci a “gelatina di ribes”), in un bambino sofferente e con violente crisi dolorose addominali fa pensare ad un’invaginazione intestinale

Sangue nerastro

  • Nel piccolino allattato al seno potrebbe trattarsi di ragadi. In tal caso spesso al cambio del pannolino il sangue digerito si presenta sotto forma di piccole macchioline che somigliano a stami di papavero o semi di sesamo.
  • La presenza di abbondante materiale nero e maleodorante (melena) è tipica del diverticolo del Meckel o comunque di un importante sanguinamento proveniente dal primo tratto del tubo gastroenterico.

Terapia

Dipende ovviamente dalla causa

Quando consultare il pediatra

Immediatamente in caso di:

  • feci formate quasi completamente da sangue rosso vivo definite “ feci a gelatina di ribes”;
  • feci dense e nere formate prevalentemente da sangue digerito (melena);
  • altre manifestazioni emorragiche, a livello urinario, nasale, orale, cutaneo;
  • bambino che sembra stare male.

Senza urgenza:

in tutti gli altri casi.

Pediatra di Famiglia a Santa Maria Capua Vetere (CE) – ASL Caserta – Regione Campania

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.