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Informazioni e consigli sulla crescita e la salute del bambino,
solo da medici pediatri e professionisti qualificati.

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Ipertrofia adenoidea (adenoidi)

Cos’è

Le adenoidi (dette tecnicamente “tonsille tubariche”) sono delle strutture poste ai due lati del faringe dietro il naso e sopra le tonsille (dette tecnicamente “tonsille palatine”). Adenoidi e tonsille rappresentano le principali strutture costituite di tessuto immunitario delle prime vie respiratorie.

Insieme alla tonsilla faringea (in alto, sopra le adenoidi) e alle tonsille linguali (alla base della lingua), le adenoidi formano il cosiddetto “anello linfatico del Waldeyer” (dal nome del suo scopritore), una sorta di trincea difensiva posta all’imbocco degli apparati respiratorio e gastrointestinale, la cui funzione è quella di intercettare gli agenti infettivi provenienti dall’esterno ed attivare contro di essi le difese immunitarie dell’organismo.

Nei primi 5-6 anni di vita del bambino l’ipertrofia (ossia l’ingrossamento) di adenoidi e tonsille è un fatto normale, e non richiede alcun trattamento, tanto meno chirurgico, a meno che non si verifichino specifiche situazioni in cui tale ingrossamento finisca per produrre più problemi che benefici

Cause

Infezioni ricorrenti

Questa struttura difensiva è particolarmente importante nel bambino, che, una volta consumati nel corso dei primi mesi di vita gli anticorpi che la mamma gli ha passato nell’ultimo periodo della gravidanza e nei primi mesi di allattamento materno, si trova a fronteggiare da solo i virus e i batteri che le persone che lo circondano inevitabilmente gli trasmettono, appunto per via respiratoria o gastrointestinale.

Ogni microorganismo che entra attraverso il naso e la bocca “impatta” contro il tessuto linfatico dell’anello del Waldeyer, venendo riconosciuto come estraneo e quindi combattuto attraverso la produzione di anticorpi, l’attivazione dei macrofagi (globuli bianchi col compito principale di attaccare e distruggere i microorganismi) e la produzione di linfociti “memoria”; questi ultimi, oltre a partecipare alla difesa contro il germe incursore, mantengono appunto il ricordo dell’infezione, in modo che in futuro, in caso di nuovo contatto con lo stesso germe, la difesa sia molto più pronta ed efficace.

Questo meccanismo si ripete ad ogni contatto con un nuovo microorganismo, in modo che col tempo il sistema immunitario si arricchisce di un “arsenale” sempre più ampio ed efficiente di “proiettili” (gli anticorpi) rivolti contro una varietà sempre maggiore di virus e batteri. È questo il motivo principale per cui nei primi anni di vita il bambino si ammala molto facilmente, soprattutto se frequenta il nido e poi la scuola materna; col tempo però, man mano che le sue difese immunitarie diventano sempre più efficienti, egli si ammala sempre di meno.

Il tessuto linfatico dell’anello del Waldeyer è quindi il campo di una battaglia quotidiana il cui risultato è il moltiplicarsi delle cellule che lo compongono (linfociti e macrofagi soprattutto), e quindi l’ingrossamento (tecnicamente ipertrofia) soprattutto delle tonsille e delle adenoidi, che ne costituiscono la porzione più importante.

Allergia

Un meccanismo molto meno frequente nei primi anni di vita del bambino può essere la persistente infiammazione del naso e delle prime vie respiratorie causata da un’allergia a pollini, animali o acari.

Come si manifesta

I sintomi dell’ipertrofia adenoidea, “normali” entro certi limiti nei primi 5-6 anni di età del bambino, possono essere:

  • ha difficoltà a respirare dal naso;
  • respira perennemente a bocca aperta (con conseguente secchezza delle labbra e della bocca);
  • parla con tono “nasale”;
  • respira rumorosamente;
  • russa nel sonno.

I sintomi tendono a peggiorare in occasione di un raffreddore o un’infezione delle prime vie respiratorie, e in generale nei mesi invernali e di frequenza del nido o della scuola materna, per migliorare nei mesi estivi. Nelle forme allergiche a pollini il peggioramento tende invece ad essere stagionale e in caso di allergia ad animali in occasione del contatto con gli stessi.

Talora però l’ingrossamento delle adenoidi arriva al punto di essere essa stessa una causa di problemi, che porta il pediatra e/o lo specialista otorinolaringoiatra a fare il bilancio tra i vantaggi della loro presenza, di cui si è detto, e i problemi che l’ipertrofia determina.

  • La ricorrenza di sinusiti o comunque di infezioni respiratorie protratte e lente a risolversi, richiedenti spesso terapie antibiotiche
  • Le apnee notturne: il respiro del bambino cioè, viene a tal punto disturbato, in genere nel sonno, che sembra fermarsi per alcuni secondi, e provocare il risveglio del bambino. Questa situazione (detta OSAS, dall’inglese Obstructive Sleep Apnea Syndrome, in Italiano Sindrome dell’Apnea Ostruttiva nel Sonno), molto più importante del semplice russamento notturno, richiede un accertamento specifico (il polisonnogramma) o comunque una valutazione da parte di uno specialista otorinolaringoiatra, in grado di svolgere una rinoscopia posteriore con apparecchio endoscopico a fibre ottiche, un esame molto semplice e innocuo che consente di apprezzare in modo diretto e preciso il grado di ostruzione causato dalle adenoidi ma anche spesso dalle tonsille.
  • Le otiti ricorrenti o l’ipoacusia persistente: si intendono come otiti ricorrenti almeno 6 otiti medie entro l’anno; per ipoacusia, invece, si intende il calo dell’udito. Di solito questo accompagna anche un banale raffreddore, in quanto il catarro tende a ristagnare nell’orecchio, dietro il timpano, rendendone meno efficace la riproduzione dei suoni. Talora, o per il ricorrere degli episodi di otite, o perché la tuba uditiva, canale che mette in comunicazione il naso con l’orecchio, non svolge la sua normale funzione di riequilibrio della pressione dietro il timpano, questa ipoacusia permane a lungo, per mesi. Talora, all’origine di questa situazione c’è l’ostruzione dello sbocco della tuba uditiva nel naso ad opera delle adenoidi ingrossate. Anche qui c’è bisogno di una valutazione accurata e ripetuta dell’udito (esame audioimpedenzometrico) e della valutazione di uno specialista otorinolaringoiatra.

Diagnosi

La diagnosi è abbastanza facile in base ai sintomi accusati dal bambino, e assume particolare importanza se l’età del bambino supera i 6 anni e/o in presenza di apnee notturne, infezioni respiratorie molto protratte o otiti ricorrenti o persistente calo dell’udito. In questo caso il pediatra consiglierà una valutazione otorinolaringoiatrica, che consentirà di valutare l’entità dell’ostruzione prodotta mediante un esame non invasivo come l’endoscopia a fibre ottiche, e quindi l’opportunità o meno di procedere ad un’adenoidectomia (asportazione delle adenoidi).

In caso di apnee inoltre il pediatra potrà prescrivere un polisonnogramma, cioè un esame in grado di individuare e misurare l’entità delle interruzioni del respiro durante il sonno.

Terapia

Come detto, fino a 5-6 anni, in assenza di apnee, ricorrenti e persistenti infezioni batteriche delle prime vie respiratorie, calo dell’udito e/o otiti ricorrenti, l’atteggiamento corretto è l’attesa, curando particolarmente la pulizia nasale ed intervenendo di volta in volta, secondo le indicazioni del pediatra, sulle infezioni virali o batteriche delle prime vie respiratorie.

Possono giovare, sempre su indicazione del pediatra curante o dello specialista otorinolaringoiatra, eventuali cicli di cure termali e/o di spray nasali cortisonici, allo scopo di tenere sotto controllo l’ipertrofia adenoidea. In caso di allergia respiratoria è importante affrontarla e tenerla sotto controllo.

In caso invece di complicazioni, e sulla base della valutazione dell’otorinolaringoiatra e del polisonnogramma, deve essere preso in considerazione l’intervento di adenoidectomia, in alcuni casi associato anche alla tonsillectomia qualora anche la situazione tonsillare sia considerata critica e influente sulla situazione del paziente . In caso di calo dell’udito e/o otiti ricorrenti invece l’intervento di adenoidectomia può talora essere associato all’applicazione di drenaggi transtimpanici.

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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