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Puntura di acaro dei tarli

Cos’è

La puntura dell’acaro dei tarli, tecnicamente noto come Pyemocites Ventricosus, è un’eruzione cutanea molto pruriginosa, con un aspetto “a cometa”, cioè con una zona cutanea tondeggiante arrossata e un po’ rilevata con una “coda” arrossata e un po’ serpiginosa.  Non si tratta di una condizione pericolosa (come, ad esempio, in caso di puntura di zecca o anche di alcune zanzare responsabili con la loro puntura di trasmettere la malaria o la Dengue o la West Nyle), ma può provocare molto prurito e fastidio.

Cause

A causare la puntura è il Pyemocites Ventricosus, detto anche “acaro dei tarli” perché si nutre delle larve del tarlo e si trova quindi spesso nel legno infestato dai tarli.

Le femmine dell’acaro colonizzano durante l’inverno i cunicoli scavati dai tarli, per poi uscire nel periodo primaverile ed estivo generando femmine estremamente “aggressive”, che pungono anche ripetutamente l’uomo, provocando le lesioni della pelle. 

Teoricamente, può essere colpito chiunque si trovi a venire a contatto con legno o manufatti in legno infestati dai tarli. Ovviamente più esposti sono coloro che professionalmente maneggiano il legno, come boscaioli, falegnami, restauratori. Tuttavia anche chi abita in case contenenti mobili o comunque legno infestati dai tarli, adulto o bambino che sia, può esserne interessato.

Come si manifesta

Le punture di acaro dei tarli si manifestano con una dermatite caratterizzata da lesioni cutanee arrossate e un po’ rilevate, fortemente pruriginose ma solitamente non dolorose, delle dimensioni di circa 1 cm, spesso con una zona centrale più chiara.

La lesione isolata più tipica è detta “a cometa” perché si presenta come una chiazza cutanea rotondeggiante, da cui si diparte una “coda” arrossata, non dolorosa, spesso tortuosa.

Quando l’esposizione agli acari dura a lungo, le lesioni si moltiplicano, il prurito intenso diventa insopportabile e anche la diagnosi diventa più difficile.

Punture da acari dei tarli

Diagnosi

Può essere difficile quando le lesioni sono numerose, spesso complicate da lesioni da grattamento e talora infettate. 

Il periodo primaverile-estivo, l’ambiente “a rischio” (mobilio e in genere legna o manufatti in legno infestati da tarli) sono ovviamente indizi importanti che possono indirizzare verso la diagnosi.

La diagnosi differenziale va posta con altre malattie che possono causare manifestazione cutanee simili.

La vespetta del legno, che a sua volta si nutre dei tarli, provoca anch’essa lesioni cutanee, però dolorose. 

Anche la tipica lesione cutanea “a cometa” deve essere distinta da altre situazioni come:

  • la linfangite, una delle possibili complicazioni di una ferita cutanea oppure di un morso o una puntura di insetto. In tal caso però, la striscia arrossata che parte dalla lesione principale è dolente e tesa;
  • puntura di zecca, che però presenta una lesione tipica “a bersaglio” a cui manca solitamente la “coda”. Inoltre, parlando con i genitori, si verrà a sapere di una puntura di zecca nei giorni precedenti.

Terapia

Le punture dell’acaro del tarlo non provocano complicazioni generali o a distanza.

Creme cortisoniche e antistaminici per bocca aiutano a gestire il prurito e a far regredire o attenuare le lesioni.

La bonifica ambientale, cioè la disinfestazione dai tarli, risolve definitivamente la situazione.

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.