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E’ opportuno vaccinare contro lo pneumococco?

Lo pneumococco (Streptococcus pneumoniae) è un batterio che  può causare bronchiti, polmoniti, otiti, sinusiti, ma anche meningiti e, in particolari condizioni, entrare nel sangue e per questa via provocare la temibile “malattia pneumococcica invasiva”. E’ soprattutto per prevenire le complicazioni più gravi dell’infezione pneumococcica che da molti anni oramai è stata introdotta la vaccinazione antipneumococcica già dai primi mesi di vita. La vaccinazione è facoltativa, ma raccomandata.

Perché è opportuno vaccinare contro lo pneumococco?

Il vaccino ha lo scopo di proteggere i bambini piccoli, sotto i 5 anni di età, particolarmente esposti alle infezioni da pneumococco, e soprattutto i soggetti affetti da patologia cronica o da difetti immunitari e per questo particolarmente a rischio di sviluppare una malattia invasiva da pneumococco o una meningite.  Pur essendo una malattia batterica curabile con antibiotici, tuttavia l’unico modo per ottenere questo obiettivo è la vaccinazione, in quanto:

  • lo pneumococco è un batterio molto diffuso, presente nella gola e nel naso di molte persone senza che manifestino sintomi: impossibile quindi prevedere e tantomeno prevenire la possibilità che un bambino possa contrarlo da altri, adulti o bambini che siano;
  • dello pneumococco esistono molti ceppi in grado di dare malattia invasiva o meningite; il fatto di avere avuto un contatto o anche una malattia, magari meno grave (otite, broncopolmonite, sinusite) causata da un ceppo non conferisce una difesa efficace anche contro altri ceppi, per cui è possibile che il soggetto si riammali anche seriamente
  • la proposta attiva  del vaccino antipneumococco (soprattutto del più recente 13-valente), sin dai primi anni di vita, oltre che ridurre significativamente i casi di malattia invasiva da pneumococco, ha consentito anche di ridurre i casi di otite media acuta e broncopolmonite da pneumococco;
  • negli ultimi anni è aumentata considerevolmente la tendenza dei ceppi patogeni (cioè in grado di causare malattia) dello pneumococco a resistere ai comuni antibiotici teoricamente attivi contro di esso (le cure antibiotiche contro lo pneumococco quindi non sono sempre efficaci).

Il vaccino è pericoloso?

La vaccinazione antipneumococicca è ben tollerata. La maggior parte delle reazioni è di solito temporanea.

Sono possibili reazioni locali (rossore, gonfiore, dolore, tumefazione) nella sede dell’iniezione.
Alcuni bambini possono presentare reazioni sistemiche quali febbre, disturbi intestinali (vomito, diarrea, inappetenza), irritabilità, disturbi del sonno.
Sono estremamente rare reazioni di tipo allergico e disturbi del sistema nervoso (quali ad esempio convulsioni ed ipotonia).

Quindi vaccinare?

Decisamente sì, e sin dai primi mesi di vita, in quanto proprio i primi anni di vita sono a maggior rischio di malattia grave da pneumococco, e i benefici della vaccinazione di massa superano grandemente gli effetti collaterali del vaccino, solitamente molto ben tollerato!

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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