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Perché i bambini vengono (ancora) vaccinati contro la difterite?

La difterite è una malattia molto grave causata dalla tossina prodotta da un battere, il Corynebacterium Difteriae. La malattia è oramai scomparsa in Italia grazie alla vaccinazione antidifterica di massa, ma è ancora diffusa in altri paesi in cui la copertura vaccinale non è adeguata

Perché vaccinare i bambini contro la difterite?

Ma se ormai da tempo in Italia non sono segnalati casi di difterite, perché la vaccinazione contro la difterite è ancora obbligatoria per tutti i nuovi nati?

La risposta è semplice: perché è necessario mantenere una alta copertura vaccinale nella popolazione, soprattutto nei bambini in quanto

  • la difterite è una malattia molto pericolosa, anche mortale;
  • la difterite non è affatto estinta nel mondo, ma è ancora frequente in paesi (come quelli dell’Ex Unione Sovietica) in cui la copertura vaccinale non è adeguata;
  • l’abbassamento della copertura vaccinale oltre una certa soglia renderebbe inefficace la cosiddetta “immunità di gregge”, che protegge la popolazione da contagi “di importazione” da paesi in cui la difterite circola ancora.

Il vaccino è pericoloso?

Il vaccino  viene somministrato nei bambini sotto l’anno in associazione ad altri 5 vaccini (vaccino esavalente), e successivamente in associazione a antipertosse acellulare e antitetanico. E’ ben tollerato sia in bambini che adulti.

Circa la metà dei bambini che ricevono il vaccino non ha nessuna reazione avversa e la maggior parte degli altri bambini ha solo reazioni lievi. Esse comprendono dolore nel punto dove l’iniezione è stata eseguita, febbre, irrequietezza riduzione dell’appetito, stanchezza e vomito. Alcuni bambini possono sviluppare un gonfiore temporaneo del braccio o della gamba dove l’iniezione è stata eseguita.
Questa reazione è più comune dopo la quarta dose di DTPa e può verificarsi subito dopo la vaccinazione e durare fino a un paio di giorni.

In caso di reazioni lievi è sufficiente:

  • dare da bere molti liquidi;
  • non vestire troppo il bambino se è caldo;
  • usare farmaci a base di paracetamolo (non a base di acido acetilsalicilico) o panni freddi , se necessario, per ridurre la febbre o il dolore.

In rari casi (circa l’1%) il bambino ha una reazione moderata. Le reazioni moderate comprendono pianto prolungato, febbre oltre i 40°C, convulsioni, oppure il bambino inizia a zoppicare, impallidisce ed è meno vigile.

In casi estremamente rari (molto meno di 1 ogni 10.000, cioè in circa 0,003%) i bambini possono avere reazioni gravi. Esse comprendono difficoltà respiratorie e shock, severo interessamento cerebrale (convulsioni prolungate, perdita di coscienza).

Si tratta però, è bene ricordarlo, di casi estremamente rari e il bilancio tra i rischi di una ricomparsa in Italia di una malattia grave e molto contagiosa come la difterite e gli effetti collaterali del vaccino è decisamente a favore della vaccinazione.

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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