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Serve ancora il vaccino antipolio?

La poliomielite è una grave malattia infettiva a carico del sistema nervoso centrale che può provocare paralisi, nei casi gravi anche totale (anche dei muscoli respiratori e quindi con necessità di assistenza respiratoria). La poliomielite, grazie alla vaccinazione di massa praticata a partire da fine anni 50, è scomparsa nei paesi occidentali ed è in deciso calo anche nei paesi a basso  standard igienico e sanitario. Resta tuttavia presente ed è quindi sempre possibile la sua trasmissione.

Non esistono cure. L’unica arma contro la poliomelite è la vaccinazione che in Italia è obbligatoria per tutti i nuovi nati sin dai primi mesi di vita.

Ma perché vaccinare contro una malattia che non esiste (quasi) più?

Se smettessimo di vaccinare contro la polio, basterebbe un contatto con una persona infetta, proveniente da paesi nei quali l’infezione è ancora presente, per causare un’epidemia fra soggetti non vaccinati.

Ecco perché la vaccinazione resta obbligatoria.

Attualmente in Italia viene praticata la vaccinazione con virus ucciso tipo IPV Salk. Da tempo è stata abbandonato, almeno nei paesi occidentali, il vaccino Sabin, costituito da virus vivente e attenuato (cioè privo dell’aggressività del  virus “selvaggio”), in quanto, molto raramente (e comunque molto meno frequentemente che nella polio naturale) il vaccino provocava a sua volta conseguenze neurologiche.

La vaccinazione viene mantenuta sin dai primi mesi di vita del bambino  perché:

  • è importante mantenere una copertura vaccinale elevata nella popolazione, in modo che l’immunità di gregge che ne deriva protegga i singoli, e soprattutto i bambini dal rischio di contatti col virus eventualmente “importati” da soggetti provenienti da paesi dove il virus ancora circola;
  • si rimane protetti anche in caso di viaggio all’estero in paesi non “polio free” (cioè in cui il virus polio, altamente contagioso, circola ancora)

Il vaccino è pericoloso?

Il vaccino Salk IPV, l’unico attualmente praticato in Italia, nella maggior parte dei soggetti vaccinati non provoca alcun problema; in alcuni casi si può avere dolore in sede di iniezione.

Non sono noti episodi di grave intolleranza alla vaccinazione.

Quindi, per riassumere, è proprio grazie al vaccino che la poliomelite è stata quasi eradicata a livello mondiale ed è sempre grazie al vaccino che la popolazione – ed i bambini in particolare, più esposti al rischio di contrarre la malattia – restano protetti da questa gravissima malattia.

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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