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Considerazioni
Generali
Si calcola che nel mondo si spostino ogni giorno
più di un milione e mezzo di persone.
Gli spostamenti che coinvolgono bambini avvengono prevalentemente in occasione
di viaggi effettuati dalle famiglie in paesi stranieri,anche esotici,
allo scopo di conoscere luoghi e costumi diversi dai nostri.
Anche gli spostamenti all'estero per motivi di lavoro possono coinvolgere
i bambini .
Questi viaggi, oltre a costituire un indubbio arricchimento, espongono
al rischio di ammalarsi di malattie assenti o molto rare in Italia.
Per
i lattanti e per i bambini che si accingano a intraprendere viaggi internazionali
per prima cosa è necessario controllare se siano in regola con
le vaccinazioni, obbligatorie e consigliate in Italia, per la loro età.
Nel caso il soggiorno dovesse prolungarsi diversi mesi o per anni è
bene provvedere a praticare le vaccinazioni in scadenza.
In secondo luogo bisogna prendere in considerazione alcune malattie, come
il colera, la febbre gialla, l'epatite A, la malattia meningococcica,
la febbre tifoide, la rabbia, l'encefalite giapponese e l'encefalite da
morso di zecca, per le quali esiste una vaccinazione
e per le quali è presente una legislazione particolare in numerosi
Paesi.
Fra queste la vaccinazione contro la febbre gialla va presa in particolare
considerazione, perché la profilassi attiva contro questa malattia
è obbligatoria in parecchi Paesi.
La prova alla tubercolina prima della partenza viene raccomandata per
i viaggiatori che intendano risiedere nei Paesi in via di sviluppo per
periodi medio-lunghi. Viene comunemente raccomandato di controllare tutti
i soggetti che rientrino dalle zone endemiche.
I viaggiatori in zone tropicali o subtropicali sono inoltre esposti al
rischio di malaria, dengue e altre malattie per le quali non
esistono vaccini: in questi casi è necessario adottare
le misure per la profilassi antimalarica, le precauzioni per le punture
d'insetto e le misure preventive per il consumo di acqua e di cibi.
Considerazione
importante : bisogna assolutamente evitare attegiamenti che
derivino dalla falsa certezza che la vaccinazione contro una malattia
conferisce al vaccinato una sicurezza assoluta; è necessario infatti
sottolineare alla persona che si prepara per un viaggio all'estero in
una regione a rischio, che la vaccinazione non deve eliminare affatto
la necessità di rispettare le comuni norme igieniche per la prevenzione
delle infezioni di qualunque tipo esse siano. E' solo dalla associazione
della vaccinazione con l'applicazione di corrette norme igieniche che
sarà possibile raggiungere lo scopo finale della protezione dell'individuo
e della collettività.
Di
cosa si tratta
E una malattia virale che colpisce il fegato.
Come si manifesta
La
malattia può decorrere in maniera silente senza la comparsa di
alcun sintomo ben preciso, possono essere presenti anche solamente stanchezza,
nausea, malessere generale. Il sintomo classico dellepatite è
littero, colorito giallastro della pelle. Nella maggior parte dei
casi non vi sono complicanze solo raramente vi può essere un decorso
fulminante con conseguente decesso.
Come si trasmette
La trasmissione avviene per via alimentare attraverso cibi contaminati
da materiale fecale infetto soprattutto i frutti di mare crudi, oppure
da persona a persona.
Periodo
di incubazione
E' di 15-50 giorni con una media di 25-30.
Vaccinazione
Antiepatite A
-
Il vaccino è costituito da alcune particelle del virus inattivate.
- Esistono
due tipi di vaccino uno di tipo ridotto per uso pediatrico ed un tipo
adulti che si somministra ai soggetti di età superiore
ai 18 anni.
- In
Italia non è prevista una strategia vaccinale. Le raccomandazioni
sono specifiche per ogni paese europeo ed extraeuropeo.
- In
caso di contatto prolungato (convivenza) con una persona affetta da
epatite A è possibile prevenire la malattia con la vaccinazione
purchè sia effettuata entro pochi giorni dal possibile contagio.
Di
cosa si tratta
E una malattia batterica. Il germe in causa
è il vibrione del colera che produce una tossina responsabile dei
danni a livello intestinale.
Come si manifesta
La
diarrea costituisce il sintomo principale di tale malattia, le feci sono
liquide, ricche di muco ed incolori, i dolori addominali possono essere
assenti. Il colera è una malattia grave in quanto porta lorganismo
ad una perdita importante di liquidi fino alla disidratazione grave ed
allo shock.
Come si trasmette
La trasmissione avviene attraverso acque o cibi contaminati, in particolare
crostacei e molluschi.
Periodo di incubazione
Varia
da alcune ore fino a 5 giorni
Diffusione della malattia.
Il
colera è particolarmente frequente nei paesi del sud-est asiatico,
in India e in Africa. In Italia il colera costituisce uneccezione,
i casi osservati sono di persone che si sono recate in aree dove tale
malattia è più frequente.
Vaccinazione Anticolera
- E
un vaccino inattivato.
- Purtroppo
ha efficacia bassa attorno al 50%
- Per
tale motivo non viene raccomandato ai viaggiatori in aree in cui il
colera è diffuso.
-
La prevenzione pertanto si basa soprattutto
La febbre
tifoide è una patologia tropicale causata da Salmonella typhi
Area
pur essendo il batterio cosmopolita, zone più a rischio sono Africa,
Medio Oriente, Asia e America Latina ed in genere i paesi tropicali e
subtropicali di livello igienico-sanitario scadente.
Contagio
generalmente, avviene per consumo di acqua e alimenti contaminati o portando
alla bocca mani sporche; è possibile anche il contagio interumano
attraverso pratiche sessuali oro-genitali.
Sintomi
la malattia si manifesta gradualmente dopo 1-2 settimane con febbre, cefalea,
inappetenza, addominalgie, alvo alterno. La lingua si presenta patinosa,
arida e arrossata ai bordi e sono possibili in un caso su dieci eritemi
cutanei che persistono per pochi giorni. Sintomi caratteristici, anche
se non sempre presenti, sono quelli relativi al coinvolgimento cerebrale,
ovvero delirio, stato stuporoso e coma. Complicazioni possono insorgere
a livello intestinale con perforazione e peritonite.
Diagnosi
viene compiuta tramite coprocoltura, emocoltura, urinocoltura, ma soprattutto
tramite la reazione di Widal.
Terapia
è basata sull'uso di antibiotici quali ampicillina, cotrimossazolo,
chinolonici.
Vaccinazione
Il vaccino
attualmente disponibile, costituito da un agente vivo attenuato, viene
somministrato per bocca. Esso viene raccomandato per coloro che abbiano
intenzione di consumare cibi e acqua in strutture non turistiche e per
bambini che viaggino in aree endemiche.
Da tener
presente che la meflochina (ma non la clorochina), usata per la prevenzione
e la terapia della malaria, inibisce la crescita nell'intestino del vaccino
vivo attenuato contro il tifo e quindi interferisce con la risposta immunitaria.
Ugualmente la sua crescita è inibita dalla contemporanea somministrazione
di antibiotici o di sulfamidici, per cui la sua somministrazione deve
essere rimandata a 1-2 giorni dopo la sospensione.
E' da ricordare, anche a questo proposito, che la vaccinazione non sostituisce
le raccomandazioni sulle normali norme igieniche da seguire.
| ENCEFALITE
DA MORSO DI ZECCA |
L'encefalite
da morso di zecca è endemica in molti Paesi dell'Europa centrale
e orientale, inclusa la Russia, l'Austria, la Germania, la Repubblica
Ceca e la Slovacchia. La situazione nella Repubblica Ceca è risultata
negli ultimi anni particolarmente allarmante . I mesi nei quali i casi
si sono concentrati sono quelli che vanno da giugno a settembre.
Verso questo
tipi di encefalite virale esistono vaccini efficaci e di relativamente
basso prezzo (Encepur della Chiron-Behring), da usare solo in soggetti
in età di 12 anni o più. Per i viaggiatori in quelle aree
viene consigliata la vaccinazione sulla base di queste considerazioni:
- la durata
del soggiorno
- la sede
del soggiorno (urbana o rurale);
- l'intenzione
di visitare le aree endemiche, come il sud e la Boemia occidentale.
La
vaccinazione è raccomandata per le persone che debbono
soggiornare per più di tre settimane, nelle aree rurali delle regioni
endemiche, in campeggio. La schedula è di tre dosi: la prima al
tempo zero, la seconda 1-3 mesi dopo e la terza 9-12 mesi dopo la seconda;
ma esiste una schedula per l'immunizzazione rapida, utile per i viaggiatori:
al tempo zero, dopo 7 e dopo 21 giorni. Viene consigliata a distanza una
dose di richiamo.
| ENCEFALITE
GIAPPONESE (Agg. 16/11/2009) |
L'encefalite
giapponese, trasmessa dalla zanzara Culex, è diffusa nell'Asia
sub-orientale, in Cina, in Russia orientale e nel subcontinente indiano.
In questi paesi rappresentaun grave problema di sanità pubblica.
Il periodo di incubazione è
di 5-15 giorni.
La malattia
è abitualmente grave, in particolare nei bambini nei quali esordisce
in genere con sintomi gastroenterici
o con irritabilità e manifestazioni convulsive.
L'indicazione
alla vaccinazione esiste per i soggetti che soggiornano in zone rurali
del sud-est asiatico (India, Indonesia, Indocina) o, meno frequentemente,
in Estremo Oriente (Cina, Giappone, Corea).
Il
vaccino attuale è costituito da virus inattivato e non
è disponibile in Italia. Devono essere somministrate 2-3 dosi a
distanza di 1-2 settimane, più un richiamo ogni 1-4 anni, per via
sottocutanea. Il vaccino è controindicato in soggetti con malattie
acute in atto di tipo febbrile, con malattie renali, cardiache o epatiche
con neoplasie o leucemie. Inoltre non va somministrato a soggetti con
ipereattività allergica ed alle donne in gravidanza.
Ai bambini al di sotto dei 3 anni va somministrata una dose pari alla
metà di quella degli adulti.
L'immunità si raggiunge dopo 2 settimane. L'efficacia è
del 91 %. Non vi sono dati disponibili sull'efficacia e la sicurezza del
vaccino nei bambini di meno di un anno
E' prevista per altro tra qualche mese la commercializzazione anche in
Italia di un vaccino inattivato di recente realizzazione e produzione,
che dovrebbe avere un più alto profilo di tollerabilità
rispetto a quelli precedenti.
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E'
una malattia infettiva acuta causata da un virus della famiglia dei Flavivirus,
il quale viene trasmesso all'uomo dalla puntura di zanzare della specie
Aedes Aegypti.
In particolare, la trasmissione del virus, può avvenire mediante
il cosiddeto "ciclo della giungla" e il "ciclo urbano".
Il ciclo della giungla si verifica tra zanzare (il cui habitat specifico
è la giungla) e alcuni primati. Quando l'uomo viene punto, nella
giungla, da tali zanzare infette, può innescare il ciclo urbano
se, spostandosi in zone urbane, viene punto dalle zanzare di tipo domestico
(Aedes Aegypti).
Diffusione :vaste aree di Africa e America del Sud
Il
periodo di incubazione,
dopo la puntura della zanzara, è di 3-6 giorni.
I sintomi della
febbre gialla sono: brividi, febbre, mal di testa, dolori ossei e muscolari,
stato di prostrazione, nausea e vomito. In seguito appare una leucopenia
ed emorragie. L'ittero, inizialmente modesto, si intensifica gradualmente.
La malattia può evolvere con sintomi di albuminuria e, in casi
gravi, anuria. La mortalità può essere anche superiore al
50% nei pazienti non vaccinati.
La prevenzione è basata su:
- lotta
alle punture delle zanzare, mediante insetticidi, repellenti sulla pelle,
zanzariere, abbigliamento adeguato
- Vaccinazione
Quando possibile l'immunizzazione con questo vaccino deve
essere ritardata fino all'età di 9 mesi o più per evitare
il rischio di encefalite vaccinica. Non bisogna comunque vaccinare bambini
in età inferiore ai 4 mesi; per i lattanti fra 4 e 9 mesi la
vaccinazione può essere presa in considerazione se il viaggio
verso le zone endemiche non possa essere rimandato e si pensi non sia
possibile attuare una buona prevenzione delle punture d'insetto.
La vaccinazione ha un'efficacia del 100%.
La
tolleranza al vaccino attuale è eccellente; la sola controindicazione
è rappresentata nel ricevente dalla presenza di anafilassi alle
proteine dell'uovo o di un'immunodeficienza di tipo cellulare, sia congenita
che acquisita (infezione da HIV per esempio).
Il vaccino deve essere somministrato 10 giorni prima della partenza
verso le zone endemiche.
Alcuni Paesi
richiedono ai viaggiatori internazionali, un certificato di vaccinazione
valido.
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La profilassi
preesposizione viene consigliata per tutte le persone che si preparino
a un viaggio in Regioni ad alta endemicità (Iran, Irak, Egitto,
India, America Latina).
Per quanto riguarda i bambini, l'immunizzazione contro la rabbia viene
consigliata per quelli che vivranno per più di un mese nelle aree
nelle quali sia facile incontrare animali rabbiosi (specialmente cani)
e se faranno attività che comportino un rischio maggiore (attività
speleologica).
La serie
di 3 dosi può essere somministrata per via intradermica o per via
intramuscolare a seconda del tipo di vaccino usato.
Poiché la somministrazione di clorochina (e forse di meflochina),
usate per la profilassi antimalarica, può diminuire l'efficacia
della vaccinazione antirabbica intradermica, in questi casi viene consigliata
la via intramuscolare.
Di
cosa si tratta
La malaria
è la più grave e la più comune malattia tropicale.
E' una malattia causata da protozoi del genere Plasmodium. I principali
Plasmodi sono: Pl. falciparum, Pl. vivax, Pl. ovale, Pl. malariae.
Come
si manifesta
Il
rischio di contrarre la malaria è molto variabile in relazione
al Paese a rischio che si visita, all'area (urbana o rurale) in cui si
soggiorna, alle condizioni degli ambienti in cui si vive. La gravità
della malattia è in relazione al Plasmodio responsabile (la mortalità
per malaria è quasi sempre legata al Plasmodium falciparum), alla
resistenza del Plasmodio alla Clorochina o ad altri antimalarici, alla
precocità della diagnosi e del trattamento, oltre che alle condizioni
del paziente.
I
sintomi della malattia sono pertanto
molto variabili. In genere è presente febbre, a volte preceduta
da brividi, mal di testa, dolori muscolari e simil-influenzali; a volte
si aggiunge anemia ed ittero. I sintomi però possono essere molto
lievi e non destare apprensione nel viaggiatore. Gli episodi febbrili
si ripetono a vari intervalli. Le recidive si possono verificare anche
dopo anni dall'infezione primaria. La malaria da falciparum, se non trattata
in tempo, può determinare insufficienza renale, coma e morte.
Come
si trasmette
I protozoi
vengono trasmessi da malato a sano attraverso la
puntura della femmina di zanzare del genere Anofele. A volte la
trasmissione si verifica con la trasfusione di sangue e, occasionalmente,
da madre a feto durante la gravidanza.
Prevenzione
La prevenzione
della malaria è basata in primo luogo sulla prevenzione
meccanica e sulla prevenzione con
farmaci e, in caso di infezione già avvenuta, sulla
diagnosi precoce e sul trattamento precoce.
Prevenzione
Meccanica
Ha lo scopo di impedire o ridurre al minimo le punture delle zanzare.
Il viaggiatore dovrà adottare le seguenti misure:
- dormire
in stanze con reti alle finestre o con aria condizionata, oppure usare
zanzariere, specialmente per i bambini, abbastanza ampie da poterle
rimboccare sotto il materasso; sarebbe bene anche impregnarle con insetticidi;
- usare
un insetticida al piretro per eliminare eventuali zanzare;
- chi sta
fuori dopo il tramonto dovrebbe indossare vestiti che non lascino scoperte
parti del corpo (camicie con maniche lunghe, pantaloni lunghi, ecc.);
preferire abbigliamento di colore chiaro, perchè i colori scuri
attraggono le zanzare;
- spalmare
o spruzzare le parti del corpo che rimangono scoperte con insetto-repellenti
(da evitare il contatto con le mucose o con
gli occhi), tenendo presente che il sudore riduce l'effetto di tali
preparati;
- ricordare
infine che le zanzare sono molto attive al buio, all'umido e al caldo.
Prevenzione
con Farmaci
Dev'essere indicata dal medico caso per caso, tenuto conto che:
- in molti
Paesi esiste la resistenza alla Clorochina;
- i farmaci
antimalarici a volte sono controindicati;
- nei bambini
piccoli e nelle donne in gravidanza sono necessarie speciali precauzioni;
- l'associazioni
di antimalarici con altri farmaci può essere sconsigliabile;
- l'autotrattamento
deve essere riservato ai casi in cui il viaggiatore si dirige in località
lontane da strutture sanitarie e deve essere limitato al tempo necessario
a raggiungere un servizio sanitario per il trattamento più adeguato;
- gli antimalarici
possono dare effetti collaterali indesiderati.
Il viaggiatore
deve inoltre sapere che nessun trattamento preventivo con farmaci garantisce
al 100% l'eliminazione del rischio e perciò deve ricordare che,
per ogni episodio febbrile che insorge durante il viaggio o dopo (anche
a distanza di diversi mesi dalla prima esposizione), dovrebbe sottoporsi
ad esame del sangue per la ricerca dei plasmodi.
I farmaci
consigliati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per i Paesi
a rischio sono indicati nelle schede sanitarie per ogni Paese. nel sito
www.port.venice.it dove si possono reperire
con facilità informazioni sulla situazione sanitaria di tutti i
paesi del mondo e le notizie del bollettino epidemiologico dell'OMS.
Purtroppo
ancor oggi, nonostante numerosi tentativi, alcuni dei quali incoraggianti,
non è disposizione un vaccino contro la malaria.
Di
cosa si tratta
E'
una malattia di origine virale. Esistono almeno 4 tipi di virus della
Dengue: tipo 1,2,3,4.
La
Dengue è una malattia in rapida progressione ed ormai si verificano
milioni di casi ogni anno. E' diffusa in centro e sud America; nell'Africa
subsahariana; in India, Indocina e nel sud-est asiatico.
Come
si manifesta
I
sintomi sono: febbre alta, mal di testa frontale, dolori alle articolazioni
e ai muscoli. A volte c'è vomito, nausea ed eruzioni sulla pelle
del torace e delle braccia, delle gambe ed anche del volto. Molti casi
sono così lievi da non essere facilmente riconoscibili, ma al contrario
la Dengue può presentarsi nella forma emorragica che è molto
più grave.
Come
si trasmette
Il
virus viene trasmesso mediante la puntura della femmina della zanzara
della specie Aedes aegypti; ma anche la specie Aedes albopictus (zanzara
tigre) è in grado di fungere da vettore.
Prevenzione
Consiste
nell' evitare le punture di zanzare, applicando repellenti sulla pelle,
indossando vestiario che copra le braccia e le gambe, dormendo in locali
forniti di zanzariere o di aria condizionata.
Non
c'è una cura specifica per la Dengue e non esiste un vaccino.
Le
informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono
in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto
medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio
Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e
revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni.
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