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Pitiriasi rosea di Gibert

Cos’è

La pitiriasi rosea di Gibert è una malattia cutanea benigna, che colpisce in prevalenza bambini al di sopra dei 10 anni e giovani adulti prevalentemente in periodo primaverile o in autunno. Il nome deriva dal colorito delle lesioni cutanee e da quello del suo scopritore, un dermatologo francese.

Cause

La causa è ancora poco conosciuta. Si pensa possa essere scatenata da una infezione di natura virale o batterica.

Come si manifesta

Inizialmente è presente una unica lesione di forma ovale o rotondeggiante, chiamata “chiazza madre”. Le dimensioni di questa lesione sono variabili, da 2-3 cm fino a 8-10 cm; il colorito è roseo con una zona centrale più chiara rispetto al bordo, che spesso appare più rosso, finemente desquamato e leggermente rilevato. La chiazza madre in genere dà poco fastidio (lieve prurito) e spesso passa inosservata. A volte la sua comparsa è preceduta da segni di malessere generale (stanchezza, febbricola, dolori muscolari).

Immagine clinica di chiazza madre in un bambino con pitiriasi rosea di Gibert

Dopo alcuni giorni, fino a 2-3 settimane dopo, compaiono tante piccole lesioni ovalari sempre di colorito roseo ma con dimensioni di 5-10 mm poco o per nulla pruriginose. Sono localizzate in particolare su tronco e addome, parallelamente le une alle altre, e si dispongono a volte con un aspetto “ad albero di Natale”. Nei bambini di pelle scura le lesioni sono spesso di colorito differente (violacee o rosso-marroni), si localizzano a livello di collo, inguine, ascelle e, una volta risolte, possono lasciare delle aree di cute ipopigmentata (più chiara).

Queste lesioni possono durare un tempo variabile che va da poche settimane a 3-4 mesi e si risolvono spontaneamente.

Anche se raramente, la pitiriasi rosea può recidivare. Le recidive si presentano entro 18 mesi dal primo episodio e si caratterizzano per l’assenza della chiazza madre. Compaiono, dunque, solo le piccole lesioni ovalari che tuttavia sono minori per numero e dimensione rispetto all’episodio iniziale.

Immagine clinica della pelle di un bambino con pitiriasi rosea di gibert

Pitiriasi rosea
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Diagnosi

La diagnosi è essenzialmente clinica, anche se non sempre semplice, in particolare quando non si riesce a riconoscere la “chiazza madre”.

Nei casi dubbi o in quelli che persistono oltre i 3 mesi, va posta diagnosi differenziale con altre malattie della pelle ed in particolare forme da funghi, eczema nummulare, psoriasi:

  • le forme da funghi (tinea) sono spesso confuse con la pitiriasi rosea, in particolare con la chiazza madre; tuttavia la lesione della tinea ha una forma più tipicamente ad anello, solo raramente si accompagna a eruzioni cutanee così diffuse. La conferma può essere ottenuta con l’esame microscopico che mostra per le forme da funghi la presenza delle ife (filamenti tipici del corpo dei funghi);
  • anche l’eczema nummulare può simulare la chiazza madre della pitiriasi, ma solitamente è molto più pruriginoso ed è ricoperto da croste e squame;
  • le lesioni della psoriasi, invece, si contraddistinguono per la presenza di squame biancastre che aderiscono tenacemente alla cute sottostante.

Anche alcuni farmaci possono provocare una reazione cutanea che simula la pitiriasi rosea; in questi casi con la sospensione del farmaco si assiste alla risoluzione della lesione.

Terapia

È importante riconoscere questa malattia per evitare terapie inutili: non c’è una terapia specifica. La risoluzione delle lesioni è spontanea e avviene al massimo in 2-3 mesi, bisogna solo avere la pazienza di aspettare. A volte il pediatra potrà prescrivere una terapia con antistaminici per via orale, nel caso sia presente prurito.

Non viene considerata una malattia contagiosa e quindi non sono necessarie particolari precauzioni per i contatti.

Pediatra di Famiglia a Santa Maria Capua Vetere (CE) – ASL Caserta – Regione Campania

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