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Il mio latte è sufficiente? Sì se…

giovane donna allatta al seno il bebè

Ogni neomamma che allatta esclusivamente al seno si pone questa domanda. E’ del tutto normale, soprattutto nei primi giorni di vita del bambino e se la mamma è alla prima esperienza di allattamento.

Ecco come riconoscere i segni diretti e indiretti di sufficienza del latte materno (o, al contrario, i falsi indici di carenza).

Il principale indice del fatto che il bambino sta bene e mangia a sufficienza è l’aumento di peso settimanale. 

Per capire se il latte materno è sufficiente, occorre quindi fare la pesata settimanale.

Questa va fatta lo stesso giorno (es. ogni lunedì), prima dello stesso pasto (es. prima del primo pasto della giornata) e il bambino deve essere nudo. Pesate più ravvicinate (ogni 2-3 giorni, o quotidianamente) possono essere consigliate dal pediatra quando si voglia controllare più da vicino l’andamento nei primi giorni di vita, quando è importante che il bambino non perda peso.

Se il bambino cresce almeno 120-150 g a settimana (non ci preoccupa se cresce di più…) possiamo stare tranquilli. Se invece cresce meno di 120-150 g a settimana, occorre sentire il pediatra.

E’ bene sapere che, dopo il primo mese, le pesate settimanali normalmente decrescono nel tempo, e soprattutto si accentua la variabilità da una settimana all’altra. Mediamente, a tre mesi la crescita rimane sopra i 120 grammi a settimana, ma il fatto che il bambino si scarichi e faccia pipì in quantità sempre maggiore fa sì che possano benissimo alternarsi pesate superiori a 200g e pesate inferiori ai 100g. 

Altri indicatori utili per capire se il latte materno è sufficiente sono il fatto che il bambino si scarichi frequentemente (idealmente ad ogni poppata) e faccia pipì più volte al giorno.

Anche la “tranquillità” del bambino, che non appare lamentarsi o piangere durante o dopo la poppata, è abbastanza rassicurante, ma non così sicura, soprattutto nelle prime settimane di vita e nei bambini per indole abbastanza tranquilli o non grandi succhiatori: in questi casi infatti il bambino può anche apparentemente adattarsi ad una scarsa quantità di latte, di fatto però entrando in un circolo vizioso per cui lo scarso apporto di nutrimento riduce ulteriormente la loro reattività già di per sé bassa. Per questo ancora più importante è il controllo della pesata settimanale.

Secondo me non ho latte perché…

Come detto, l’unico vero e certo parametro del fatto che il bambino sta bene e mangia a sufficienza è la crescita del peso, verificata con la pesata settimanale o eventualmente più ravvicinata.

Non sempre indicative di latte materno insufficiente sono:

  • l’impressione di seno flaccido;
  • l’irrequietezza del bambino durante e dopo la poppata;
  • i pianti serali e la tendenza del bambino ad attaccarsi più spesso  o a portarsi le mani alla bocca: i pianti serali sono spesso espressione delle cosiddette coliche del lattante. Il fatto che il bambino cerchi più frequentemente il seno in occasione di questi pianti serali può essere espressione più di una ricerca di consolazione che di vera fame;
  • il fatto che tirando il latte col tiralatte ne esca molto poco.

In questi casi, parlatene col pediatra, prima di fare aggiunte di vostra iniziativa: ricordate che l’integrazione con latte formulato rischia comunque di interferire con la produzione di latte materno poiché il seno viene stimolato di meno e perché il bambino tenderà a preferire una poppata “più facile”.

In ogni caso, l’eventuale integrazione con latte formulato deve essere sempre  valutata dal pediatra, che darà anche indicazioni su quale latte in formula sia adatto e sulle quantità da somministrare.

Pediatra di Famiglia a Bergamo (BG) – Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, Regione Lombardia. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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