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Allattamento artificiale: una guida per le mamme

bambino beve il latte dal biberon

Il latte materno è il miglior alimento per il bambino nel primo anno di vita, sia prima sia dopo lo svezzamento. Anche dopo il primo anno è possibile continuare l’allattamento al seno: il latte materno infatti si modifica nel tempo, per assecondare le esigenze nutrizionali del bambino durante la crescita e continua quindi ad apportare importanti nutrienti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda l’allattamento esclusivo al seno nei primi sei mesi di vita e la prosecuzione dell’allattamento al seno dopo lo svezzamento sino a quando la mamma e il bambino lo desiderano.

Ma a volte, quando l’allattamento esclusivo al seno non è possibile, è necessario integrare o sostituire il latte materno.

Ecco cosa occorre sapere.

Quale latte in alternativa a quello materno?

Nel primo anno di vita, il latte che più si avvicina alla composizione del latte materno è il latte in formula (anche chiamato latte artificiale o latte formulato o semplicemente formula).

I latti formulati sono concepiti per integrare il latte materno se non è disponibile o se è insufficiente, o per sostituirlo se la mamma non è in grado di  allattare.

Sono prodotti dalle industrie dietetiche a partire dal latte vaccino o dalla soia.
La loro composizione si avvicina il più possibile a quella del latte materno, che è il latte di riferimento, e tutti i nutrienti essenziali sono presenti in quantità appropriate.
I latti formulati (a differenza del latte materno) non hanno fattori di difesa contro le infezioni, e pertanto i bambini allattati artificialmente risultano meno protetti dalle infezioni.

Il latte vaccino intero (latte intero “di latteria”), sia fresco che a lunga conservazione, non dovrebbe essere somministrato a bambini di età inferiore ai 12 mesi perché non fornisce tutti i nutrienti essenziali nelle giuste quantità, e può causare disturbi nutrizionali (ad esempio è carente di ferro, con il rischio di favorire l’insorgere di un’anemia).

Il latte vaccino scremato (latte scremato o parzialmente scremato “di latteria”) non dovrebbe essere invece somministrato prima dei 24 mesi d’età in quanto il grasso presente nel latte favorisce un corretto sviluppo del bambino nei primi anni di vita.

Il latte formulato: alcune avvertenze

Prima di iniziare ad allattare il bambino con un latte formulato è importante sapere che:

  • se alla nascita una mamma decide di non allattare, è molto difficile che in seguito riesca a farlo: se il bambino non si attacca al seno dai primi giorni, la produzione di latte viene irrimediabilmente compromessa;
  • le aggiunte di latte formulato, se non necessarie, sono da evitare; nelle prime 4-6 settimane, in particolare, la produzione di latte materno non si è ancora ben stabilizzata, e cala irrimediabilmente se si riduce il tempo in cui il seno viene stimolato;
  • nei primi 6 mesi di vita, la composizione in proteine, grassi, zuccheri, vitamine e sali minerali del latte in formula soddisfa le esigenze nutrizionali e di crescita del lattante, per cui non è necessaria alcuna integrazione (ad esclusione della vitamina D e del fluoro, come per i bambini allattati al seno);
  • per il lattante nei primi 6 mesi sono indicati i latti “adattati”, identificati in commercio con il numero 1 (latte 1); per il bambino già svezzato dopo i 6 mesi sono indicati i latti “di proseguimento”, identificati in commercio con il numero 2;
  • in commercio si trovano diversi tipi di latte formulato, sia di tipo 1 sia di tipo 2 (HA, idrolisato, di soia ecc.): solo il pediatra che ha in cura il bambino può stabilire qual è il latte più idoneo;
  • i latti formulati sono disponibili in polvere o liquidi, già pronti per l’uso. Possono essere usati indifferentemente; i latti liquidi sono in genere più costosi;
  • il latte deve essere sempre preparato secondo le indicazioni: concentrare il latte aggiungendo altra polvere, o diluirlo aggiungendo più acqua di quella indicata può essere dannoso per la salute del bambino. Analoghe indicazioni valgono per il latte liquido già pronto all’uso, che non deve essere diluito.

Come preparare il latte formulato

E’ molto importante preparare il biberon con cura e attenzione. Lavatevi sempre le mani prima di iniziare la preparazione. Utilizzate biberon e tettarelle sterilizzate fino ai 5 mesi di vita del bambino o solo accuratamente lavati se il bambino ha più di 5 mesi.

Se utilizzate latte formulato in polvere, il latte deve essere ricostituito con acqua prima del consumo, seguendo le indicazioni contenute nella confezione, prima di riscaldarlo.

Se utilizzate latte formulato liquido, il latte è già pronto per l’uso: deve semplicemente essere riscaldato.

Come conservare il latte formulato

Anche per la conservazione del latte, occorre seguire alcune importanti regole.

Latte formulato in polvere (da ricostituire)

  • E’ preferibile preparare il latte di volta in volta, al momento del pasto. Qualora non venga consumato subito, può eventualmente essere conservato in frigorifero e comunque va utilizzato nelle 24 ore successive;
  • se il bambino non completa il pasto, non è consigliabile conservare il latte avanzato per il pasto successivo perché possono non essere più presenti le condizioni igieniche ottimali;
  • anche durante i viaggi è bene preparare il latte solo al momento di offrirlo al bambino (è sconsigliato prepararlo anticipatamente).
  • dopo l’apertura della scatola, la polvere deve essere conservata a temperatura ambiente, nella confezione originale ben chiusa, il luogo fresco e asciutto e deve essere consumata entro 10-15 giorni. Dopo due settimane dall’apertura l’eventuale polvere non utilizzata deve essere gettata.

Latte formulato liquido (già pronto all’uso)

  • La confezione del latte liquido, una volta aperta, deve essere conservata in frigorifero e il latte deve essere utilizzato entro 48 ore. Dopo 48 ore dall’apertura, il latte liquido non utilizzato, anche se conservato in frigorifero, deve essere buttato.

mano di donna tiene un biberon pieno di latte

Frequenza e quantità dei pasti

La quantità di latte necessaria per un bambino è variabile, quindi il numero e la quantità delle poppate non devono essere rigidamente prestabilite, ma si deve cercare di soddisfare le singole richieste.
I componenti del latte formulato però, a differenza di quelli del latte materno, restano costanti nell’arco della poppata e quindi il lattante può non essere in grado di autoregolarsi come nell’allattamento al seno, con il rischio di essere alimentato in eccesso.
Per questo motivo è necessario, nei primi mesi, verificare che l’incremento del peso sia regolare (all’incirca 150 – 200 gr ogni settimana nei primi 3 mesi, 100-150 gr ogni settimana nei 4 mesi successivi).

La tabella sottoriportata fornisce solo le dosi medie indicative, e non le quantità che un bambino deve necessariamente assumere, essendo possibili notevoli differenze anche tra lattanti della stessa età e/o dello stesso peso:

  • 15 giorni: 80-90 gr x 6 pasti
  • 20 giorni: 90-100 gr x 6 pasti
  • 25 giorni: 100-110 gr x 6 pasti
  • 1 mese: 110-120 gr x 6 pasti
  • 45 giorni: 120-130 gr x 6 pasti
  • 2 mesi: 140-150 gr x 5 pasti
  • 2 mesi e mezzo: 150-160 gr x 5 pasti
  • 3 mesi: 160-180 gr x 5 pasti
  • 4-5 mesi: 200-230 gr x 4 pasti

Definite con il vostro pediatra le dosi adatte al vostro bambino.

Alcuni consigli per il pasto

Il pasto dovrebbe essere un momento piacevole in cui il bambino riceve cibo e “coccole”. E” importante mettersi comodi, e assicurarsi che anche il piccolo sia in una posizione confortevole.
La poppata dovrebbe durare circa 20 minuti.
Dopo il pasto di solito i lattanti emettono qualche “ruttino”, ossia l’aria che si trova nello stomaco. Il ruttino non è obbligatorio, e anche in sua assenza il latte viene comunque digerito e non si avverte dolore. Il suo unico vantaggio è quello di ridurre i rigurgiti (quindi va favorito nei lattanti che rigurgitano parecchio).

Ecco alcuni consigli:

  • sostenere con un cuscino il braccio su cui poggia il bambino;
  • porre il bambino in posizione semiseduta, sostenuto nell’incavo del braccio;
  • offrire al bambino il biberon tenendolo inclinato in modo che tettarella e collo della bottiglia siano sempre pieni di latte (ciò impedisce che il bambino succhi troppa aria);
  • aspettare il momento in cui il bambino fa spontaneamente una pausa, porre il bambino in posizione verticale, con il capo appoggiato sulla vostra spalla, e battere qualche delicato colpetto sulla sua schiena per favorire il “ruttino” (ripetete questa operazione 2 volte a pasto, per circa 1 minuto, soprattutto se il bambino rigurgita parecchio);
  • gettare il latte avanzato, lavare subito dopo ogni poppata biberon e tettarella, e sterilizzarli.

L’igiene del biberon: lavaggio e sterilizzazione

E’ bene ricordare che il lattante non è in grado di difendersi completamente dai germi e che il latte è un alimento nel quale i microbi si sviluppano con facilità:  tutto quanto occorre all’allattamento artificiale deve perciò essere accuratamente lavato e sterilizzato. Se il bambino ha più di 5 mesi è sufficiente un lavaggio accurato.

Per lavare biberon e tettarelle occorre:

  • sciacquare con acqua corrente fredda;
  • lavare con acqua tiepida e detersivo, rivoltare le tettarelle, aiutarsi con un apposito spazzolino (scovolino) per rimuovere gli avanzi di latte;
  • risciacquare nuovamente con abbondante acqua corrente;
  • disinfettare gli spazzolini con ipoclorito di sodio dopo averli utilizzati, e lasciarli asciugare.

Per sterilizzare:

  • a caldo: fare bollire biberon e tettarella per almeno 20 minuti in una pentola piena d’acqua o negli appositi contenitori. Al termine, utilizzare una pinza igienica ed evitare di toccare gli oggetti con le mani;
  • a freddo: immergere biberon e tettarella per almeno 1 ora e mezza nell’apposita vaschetta contenente liquido sterilizzante. La soluzione deve essere rinnovata ogni 24 ore.

Gli oggetti sterilizzati vanno estratti con mani accuratamente lavate o con pinze igieniche, non vanno sciacquati ma solo scolati.

Pediatra di Famiglia a Cantù (CO) - Agenzia di Tutela della Salute dell'Insubria, Regione Lombardia. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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