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Allattamento artificiale: una guida per le mamme

bambino beve il latte dal biberon

Il latte materno è il latte migliore per un bambino nel primo anno di vita. Ma a volte, quando l’allattamento esclusivo al seno non è possibile, è necessario integrare o sostituire il latte materno.

Quale latte in alternativa a quello materno?

I latti formulati, in polvere o liquidi, sono concepiti per integrare il latte materno se non è disponibile o se è insufficiente, o per sostituirlo se la mamma non è in grado di  allattare. Sono prodotti dalle industrie dietetiche a partire dal latte vaccino o dalla soia, che poi vengono modificati.
La loro composizione si avvicina il più possibile a quella del latte materno, che è il latte di riferimento, e tutti i nutrienti essenziali sono presenti in quantità appropriate.
I latti formulati non hanno fattori di difesa contro le infezioni, e pertanto i bambini allattati artificialmente risultano meno protetti.

Il latte vaccino intero (latte intero “di latteria”), sia fresco che a lunga conservazione, non dovrebbe essere somministrato a bambini di età inferiore ai 12 mesi perché non fornisce tutti i nutrienti essenziali nelle giuste quantità, e può causare disturbi nutrizionali (ad esempio è carente di ferro, con il rischio di favorire l’insorgere di un’anemia).

Il latte vaccino scremato (latte scremato o parzialmente scremato “di latteria”) non dovrebbe essere invece somministrato prima dei 24 mesi d’età in quanto il grasso presente nel latte favorisce un corretto sviluppo del bambino nei primi anni di vita.

Il latte formulato: alcune avvertenze

Prima di iniziare con un latte formulato bisogna sapere che:

  • se alla nascita una mamma decide di non allattare, è molto difficile che in seguito riesca a farlo: se il bambino non si attacca al seno dai primi giorni, la produzione di latte viene irrimediabilmente compromessa;
  • le aggiunte di latte formulato, se non necessarie, sono da evitare; nelle prime 4-6 settimane, in particolare, la produzione di latte materno non si è ancora ben stabilizzata, e cala irrimediabilmente se si riduce il tempo in cui il seno viene stimolato;
  • la composizione in proteine, grassi, zuccheri, vitamine e sali minerali del latte soddisfa le esigenze nutrizionali e di crescita del lattante, per cui non è necessaria alcuna integrazione (ad esclusione della vitamina D e del fluoro);
  • in commercio si trovano diversi tipi di latte formulato, differenti per composizione (latte adattato, HA, idrolisato, di soia, latte di proseguimento, ecc.): solo il pediatra che ha in cura il bambino può stabilire qual è il latte più idoneo. Ad esempio nei primi 4-5 mesi sono indicati i latti “adattati”, in seguito i latti di “proseguimento” per le diverse esigenze nutrizionali del lattante;
  • il latte deve essere sempre preparato secondo le indicazioni: concentrare il latte aggiungendo altra polvere, o diluirlo aggiungendo più acqua di quella indicata può essere dannoso per la salute del bambino;
  • i latti formulati sono disponibili in polvere o liquidi, già pronti per l’uso. Possono essere usati indifferentemente; i latti liquidi sono in genere più costosi.

Come preparare il latte formulato

E’ molto importante preparare il biberon con cura e attenzione. Lavatevi sempre le mani prima di iniziare la preparazione e utilizzate biberon e tettarelle sterilizzato o solo accuratamente lavati se il bambino ha più di 5 mesi.

Ecco alcuni consigli per preparare il latte in polvere:

  • versare la giusta quantità di acqua tiepida oligominerale naturale;
  • aggiungere la quantità prescritta di polvere: i misurini devono essere pieni ma rasi, la polvere non va compressa, l’eccedenza va allontanata con il manico di un altro misurino o con la lama di un coltello (di solito ogni 30 gr. di acqua  va aggiunto un misurino di polvere);
  • tappare il biberon, agitarlo per 10-15 secondi affinché tutta la polvere sia sciolta e non ci siano grumi;
  • scaldare il biberon a bagnomaria, o nello scalda-biberon, o nel forno a microonde;
  • controllare la temperatura del latte lasciando cadere qualche goccia sul dorso della mano per accertarsi che sia alla giusta temperatura, né troppo caldo né troppo freddo (d’estate molti bambini preferiscono il latte appena tiepido o freddo, d’inverno la maggior parte preferisce un latte caldo).

Per quanto riguarda il riscaldamento del latte con il forno a microonde, occorre sapere che si ottiene una temperatura due volte più elevata nella parte superiore del biberon, rispetto alla base.
Pertanto si consiglia di mettere nel forno la bottiglia diritta, senza tappo per permettere al calore di uscire,
e di estrarla dal forno a temperatura raggiunta, chiuderla e capovolgerla una decina di volte prima di somministrarla al bambino.

Controllate che il latte fuoriesca della tettarella correttamente, goccia dopo goccia: se fuoriesce a getto, il buco della tettarella è troppo grosso e il bambino potrà ingozzarsi; se fuoriesce troppo lentamente, il buco della tettarella è troppo piccolo o è ostruito, e il bambino potrà trovare difficoltà.

Come conservare il latte formulato

Anche per la conservazione del latte, occorre seguire alcune regole:

  • è preferibile preparare il latte di volta in volta. Qualora non venga consumato subito, può eventualmente essere conservato in frigorifero, comunque va utilizzato nelle 24 ore successive;
  • se il bambino non completa il pasto, non è consigliabile conservare il latte avanzato per il pasto successivo perché possono non essere più presenti le condizioni igieniche ottimali;
  • durante i viaggi è bene preparare il latte solo al momento di offrirlo al bambino (è sconsigliato prepararlo anticipatamente);
  • la bottiglia del latte liquido, una volta aperta, deve essere conservata in frigorifero e il latte deve essere utilizzato entro 48 ore;
  • il latte in polvere invece, dopo l’apertura della scatola, deve essere consumato entro 10-15 giorni.

mano di donna tiene un biberon pieno di latte

Frequenza e quantità dei pasti

La quantità di latte necessaria per un bambino è variabile, quindi il numero e la quantità delle poppate non devono essere rigidamente prestabilite, ma si deve cercare di soddisfare le singole richieste.
I componenti del latte formulato però, a differenza di quelli del latte materno, restano costanti nell’arco della poppata e quindi il lattante può non essere in grado di autoregolarsi come nell’allattamento al seno, con il rischio di essere alimentato in eccesso.
Per questo motivo è necessario, nei primi mesi, verificare che l’incremento del peso sia regolare (all’incirca 150 – 200 gr ogni settimana nei primi 3 mesi, 100-150 gr ogni settimana nei 4 mesi successivi).

La tabella sottoriportata fornisce solo le dosi medie indicative, e non le quantità che un bambino deve necessariamente assumere, essendo possibili notevoli differenze anche tra lattanti della stessa età e/o dello stesso peso:

  • 15 giorni: 80-90 gr x 6 pasti
  • 20 giorni: 90-100 gr x 6 pasti
  • 25 giorni: 100-110 gr x 6 pasti
  • 1 mese: 110-120 gr x 6 pasti
  • 45 giorni: 120-130 gr x 6 pasti
  • 2 mesi: 140-150 gr x 5 pasti
  • 2 mesi e mezzo: 150-160 gr x 5 pasti
  • 3 mesi: 160-180 gr x 5 pasti
  • 4-5 mesi: 200-230 gr x 4 pasti

Definite con il vostro pediatra le dosi adatte al vostro bambino.

Alcuni consigli per il pasto

Il pasto dovrebbe essere un momento piacevole in cui il bambino riceve cibo e “coccole”. E” importante mettersi comodi, e assicurarsi che anche il piccolo sia in una posizione confortevole.
La poppata dovrebbe durare circa 20 minuti.
Dopo il pasto di solito i lattanti emettono qualche “ruttino”, ossia l’aria che si trova nello stomaco. Il ruttino non è obbligatorio, e anche in sua assenza il latte viene comunque digerito e non si avverte dolore. Il suo unico vantaggio è quello di ridurre i rigurgiti (quindi va favorito nei lattanti che rigurgitano parecchio).

Ecco alcuni consigli:

  • sostenere con un cuscino il braccio su cui poggia il bambino;
  • porre il bambino in posizione semiseduta, sostenuto nell’incavo del braccio;
  • offrire al bambino il biberon tenendolo inclinato in modo che tettarella e collo della bottiglia siano sempre pieni di latte (ciò impedisce che il bambino succhi troppa aria);
  • aspettare il momento in cui il bambino fa spontaneamente una pausa, porre il bambino in posizione verticale, con il capo appoggiato sulla vostra spalla, e battere qualche delicato colpetto sulla sua schiena per favorire il “ruttino” (ripetete questa operazione 2 volte a pasto, per circa 1 minuto, soprattutto se il bambino rigurgita parecchio);
  • gettare il latte avanzato, lavare subito dopo ogni poppata biberon e tettarella, e sterilizzarli.

L’igiene del biberon: lavaggio e sterilizzazione

E’ bene ricordare che il lattante non è in grado di difendersi completamente dai germi e che il latte è un alimento nel quale i microbi si sviluppano con facilità:  tutto quanto occorre all’allattamento artificiale deve perciò essere accuratamente lavato e sterilizzato. Se il bambino ha più di 5 mesi è sufficiente un lavaggio accurato.

Per lavare biberon e tettarelle occorre:

  • sciacquare con acqua corrente fredda;
  • lavare con acqua tiepida e detersivo, rivoltare le tettarelle, aiutarsi con un apposito spazzolino (scovolino) per rimuovere gli avanzi di latte;
  • risciacquare nuovamente con abbondante acqua corrente;
  • disinfettare gli spazzolini con ipoclorito di sodio dopo averli utilizzati, e lasciarli asciugare.

Per sterilizzare:

  • a caldo: fare bollire biberon e tettarella per almeno 20 minuti in una pentola piena d’acqua o negli appositi contenitori. Al termine, utilizzare una pinza igienica ed evitare di toccare gli oggetti con le mani;
  • a freddo: immergere biberon e tettarella per almeno 1 ora e mezza nell’apposita vaschetta contenente liquido sterilizzante. La soluzione deve essere rinnovata ogni 24 ore.

Gli oggetti sterilizzati vanno estratti con mani accuratamente lavate o con pinze igieniche, non vanno sciacquati ma solo scolati.

Pediatra di Famiglia a Cantù (CO) - Agenzia di Tutela della Salute dell'Insubria, Regione Lombardia. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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