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Lo svezzamento e l’alimentazione nel primo anno di vita

bambino piccolo viene imboccato con il cucchiaino

Lo svezzamento (o divezzamento o alimentazione complementare) è il passaggio da una alimentazione esclusivamente lattea ad una in cui sono presenti anche cibi solidi. Avviene generalmente intorno ai 5 o 6 mesi di vita del bambino ma non esiste un calendario definito, poiché vi è una grande variabilità da bambino a bambino nell’acquisizione delle competenze neuromotorie necessarie per il passaggio dal latte ai cibi solidi.

Quelle che seguono sono indicazioni per uno svezzamento “tradizionale”, in cui l’introduzione degli alimenti nella dieta del bambino segue uno schema, anche se non rigidamente vincolante. Vi è poi una modalità di svezzamento, definita “autosvezzamento” o alimentazione complementare a richiesta, che non segue uno schema preciso poiché è basata sulla naturale e innata capacità di nutrirsi del bambino  che sceglie quindi liberamente cosa, come e quanto mangiare.

Come preparare il bambino alla prima pappa

Quando i genitori riterranno il bimbo pronto, e sentito il parere del pediatra, potranno iniziare offrendo qualche cucchiaino di frutta grattugiata o frullata (mela, pera, banana), cioè un alimento gradevole  con cui il bambino comincerà a prendere dimestichezza con l’uso del cucchiaino e la deglutizione “all’indietro”.

Dopo una decina di giorni circa il bambino dovrebbe essere pronto per assumere la prima pappa vera e propria.

Alimentazione e schema dei pasti a 5/6 mesi (prima pappa)

Scegliete un momento tranquillo della giornata per iniziare. La prima pappa viene solitamente proposta a pranzo, ma nulla vieta che sia invece la sera, se ad esempio la mamma o il papà non possono essere presenti a pranzo e desiderano occuparsi personalmente dello svezzamento del loro bambino (purché il piccolo non sia troppo stanco o assonnato).

Non forzate mai il bambino a mangiare controvoglia; se la quantità di pappa assunta risulta essere troppo scarsa, integrate con piccole quantità di latte.

Come preparare la prima pappa

Per la preparazione della prima pappa  è possibile utilizzare il seguente schema:

  • preparare 180-200 ml  di brodo vegetale;
  • aggiungere mescolando 4-5 cucchiai da cucina rasi di crema di riso o mais-tapioca;
  • aggiungere 1 cucchiaino da caffè di parmigiano ben stagionato e
  • 1 cucchiaino da caffè di olio di oliva extra-vergine d’oliva.

Dopo 3-4  giorni è possibile apportare alcune varianti.

Aggiunta di altre verdure al brodo e alla pappa

Si possono aggiungere nel brodo altre verdure cercando di utilizzare sempre quelle di stagione che sono più ricche di sali minerali e vitamine. Meglio mettere le verdure verdi a foglia larga (come coste, bietole, spinaci) in piccole quantità  (per evitare la formazione di feci troppo molli). Potete conservare le verdure già cotte in frigorifero, in contenitore separato rispetto al brodo. Ricordate che tutte le verdure, anche quelle con sapori forti o amarognoli, possono piacere al bambino, soprattutto se la mamma le ha assunte in gravidanza o durante l’allattamento e quindi il piccolo è già abituato a vari gusti e sapori.

Si può aggiungere inizialmente 1 cucchiaio di passato vegetale aumentando gradualmente la quantità: per i mangioni, si può arrivare anche a 3-4 cucchiai che fanno volume, saziano, ma non appesantiscono.

Aggiunta di altre creme di cereali

E’ possibile aggiungere alla pappa, oltre a crema di riso e mais-tapioca, anche altre creme di cereali: soia, grano (semolino), multicereali, orzo, avena rispettando sempre i gusti e le preferenze del bambino. Dopo il sesto mese può essere introdotta la prima pastina.

Alcune avvertenze: in caso di tendenza alla stipsi, non utilizzare la crema di riso e aumentare la quantità di zucchina e verdure verdi rispetto alla carota e alla patata: viceversa, in caso di tendenza alla diarrea, utilizzare prevalentemente la crema di riso e aumentare la quantità di patata e carota rispetto alle altre verdure.

Aggiunta di carne, pesce e uova

Alla prima pappa vanno aggiunti, a rotazione, anche carne, pesce e uova.

Carne

Nei primi 2 anni di vita le proteine animali inducono più rapidamente un aumento della massa corporea quindi se somministrate in eccesso espongono al rischio di obesità da adulti. Per questo motivo oggi tutte le società scientifiche consigliano di introdurle non prima del sesto mese e in quantità controllate: 20-30 grammi (peso a crudo), oppure mezzo omogeneizzato o mezzo liofilizzato (1 sola volta al giorno).

Le carni bianche (pollo, tacchino, coniglio) sono più digeribili di quelle rosse (manzo, agnello, vitello).

La carne può essere preparata in casa facendola cuocere a vapore per pochi minuti e frullandola prima di metterla nella pappa. Ad alcuni bambini danno fastidio i “grumetti” in bocca: in questi casi la carne può essere frullata con la verdura in modo da ammorbidirla.

E’ necessario fare attenzione quando si  sceglie la carne: verificate sempre (sull’etichetta delle confezioni al supermercato o sulle schede informatiche che per legge devono essere esposte nelle macellerie) l’origine dell’animale (meglio carni di animali allevati in Italia o UE); preferite carni che provengono da allevamenti che non utilizzano mangimi OGM (organismi geneticamente modificati) e carni da allevamenti biologici (considerate che il vitello, più facilmente delle altre carni, può contenere tracce di antibiotici, il cui uso è invece rigidamente regolamentato in agricoltura biologica).

Pesce

Alimento molto importante nella nostra dieta per la presenza di acidi grassi insaturi omega3 che migliorano il metabolismo delle cellule nervose, ma anche di proteine nobili, vitamine e sali minerali.
Può essere introdotto già dal sesto/settimo mese un paio di volte alla settimana in alternativa al formaggio e all’uovo: mezzo omogeneizzato o 30 grammi circa di  pesce fresco o surgelato.
Inizialmente è preferibile iniziare con pesci magri con gusto più delicato (platessa, sogliola, cernia, merluzzo, palombo, coda di rospo, trota ecc.) e introdurre successivamente pesci dal sapore più deciso come branzino, orata, spigola etc.
E’ sempre importante prestare molta attenzione alla rimozione delle lische.

Uovo

Si tratta di un alimento a cui alcuni soggetti sono allergici nei primi anni di vita ma che possono poi tollerare negli anni successivi. Secondo alcuni studi introdurre questo alimento fra i 5 e i 7 mesi di vita riduce il rischio di intolleranza. Le prime volte, per prudenza, conviene somministrare con la pappa solo 1\4 di tuorlo (più tollerato dell’albume) ben cotto (almeno 3 minuti).

Svezzamento e rischio allergico

Fino a qualche anno fa si riteneva che alcuni alimenti potenzialmente più allergizzanti (come pomodoro, uovo, pesce, fragole), dovessero essere introdotti non prima dei 9 mesi o dell’anno di vita. Le evidenze allergologiche attuali invece consigliano l’introduzione precoce di tutti gli alimenti, sin dall’inizio dello svezzamento, in quanto tale introduzione favorirebbe la “tolleranza” dell’alimento da parte del sistema immunitario del bambino (solo i bambini con Prick Test positivo per alimenti contenenti allergeni di classe 1 devono introdurre questi alimenti sotto controllo medico)Rimane comunque utile rispettare la regola dell’introduzione graduale di uno o comunque pochi alimenti per volta, in modo da poter verificare se quell’alimento crea problemi al bambino o no. 

Possibile schema alimentare a  5-6 mesi

Quindi, riassumendo, con l’introduzione della prima pappa lo schema alimentare del bambino prevede circa 4-5 pasti nella giornata, così suddivisi:

  • 3-4 pasti di latte materno o formulato (fino a 6 mesi tipo 1)
  • 1 pasto (di solito al mezzogiorno, ma senza che ciò costituisca un obbligo) con pappa in brodo vegetale;
  • uno spuntino a metà mattina o nel pomeriggio con frutta (mela, pera o banana grattugiata) senza zucchero.

mamma dà da mangiare al figlio piccolo con il cucchiaino

Alimentazione e schema dei pasti a 7/9 mesi (seconda pappa)

Introduzione della seconda pappa

Dai 6-7 mesi può essere proposta la seconda pappa, la sera per cena; è identica a quella del mezzogiorno, ma con aggiunta dl formaggio: 1 cucchiaio grande di parmigiano o 30 grammi di ricotta, robiola, caprino, formaggini ipolipidici senza polifosfati.

Introduzione della merenda

7 mesi è possibile introdurre un merenda al pomeriggio con:

  • yogurt interno naturale 125 g, da solo o con frutta fresca o
  • frullato di frutta fresca + 1 biscotto.

Attenzione: i bimbi golosi tendono a mangiare molto a merenda: in questo caso meglio abbondare con frutta fresca. I formaggini con la frutta in commercio sono tendenzialmente troppo grassi, meglio evitarli.
I succhi di frutta non possono in nessun caso sostituire la frutta fresca.

Indicazioni per l’alimentazione tra i 7 e i 9 mesi

Carne

Le proteine animali possono essere aumentate di quantità ed è possibile utilizzare un omogeneizzato intero oppure 40 grammi di carne fresca (peso a crudo), 1 sola volta al giorno.

Pesce

Se il bambino lo gradisce si può proporre anche 2-3 volte alla settimana. Pesce fresco o surgelato (pesato dopo averlo fatto scongelare): 40-60 grammi cotto al vapore o con poca acqua, frullato anche con le verdure e aggiunto alla pappa. Sempre da preferire i pesci più magri: nasello, merluzzo, sogliola, trota, platessa, orata. Attenzione alle lische!

Prosciutto cotto (senza polifosfati)

Omogeneizzato oppure fresco e frullato, in quantità massima di 20 grammi, può essere usato 1-2 volte alla settimana in sostituzione della carne.

Legumi

Lenticchie, piselli, fagioli, ceci possono essere utilizzati per il brodo vegetale e quindi nel passato anche 2 volte alla settimana. Se il piccolo li tollera bene possono essere utilizzati una volta la settimana come unica fonte di proteine (al posto quindi di carne, uova, pesce e formaggi).

Farine

E’ possibile abbandonare gradualmente le farine precotte e passare ai farinacei da cuocere (di grano, riso, orzo, farro, avena etc.). E’ possibile utilizzare tutti i cereali tenendo conto del tempo che si ha a disposizione per cucinare e dei gusti del bambino.

Formaggi

Fate attenzione alla quantità:

  • formaggi grassi (es. fontina, taleggio, asiago): 30 grammi sciolti nell’ultima fase di cottura della pappa;
  • formaggi semigrassi (es. mozzarella): 35 grammi sciolti nell’ultima fase di cottura della pappa;
  • formaggi magri (es. ricotta, primo sale): 40-50 grammi, sempre sciolti nell’ultima fase di cottura della pappa.

Se il bambino non gradisce i formaggi potete continuare con i formaggini ipolipidici o con il Parmigiano Reggiano o Grana Padano (almeno 2 cucchiai nella pappa, senza altre proteine animali).

Frutta e verdura

Non è necessario frullare sempre tutte le verdure; nella pappa si possono mettere verdure a pezzettini o schiacciate con la forchetta per stimolare la masticazione.

Ogni tanto si può proporre una pappa di un solo colore utilizzando il passato di una solo vegetale (arancio: carota o zucca; rosso: pomodoro; bianco: patata o cavolfiore; verde: zucchina, spinaci e le altre verdure di questo colore) per stimolare la curiosità e favorire la differenziazione dei gusti.

E’ noto che nella nostra alimentazione frutta e verdura svolgono un ruolo fondamentale non solo per il contenuto in fibre che favoriscono il transito intestinale, ma anche per l’apporto di vitamine, per i carotenoidi e i fenoli che svolgono una importante funzione antiossidante. Di seguito alcuni consigli per sfruttare al meglio queste proprietà:

  • comprare sempre frutta e verdura di stagione in quantità tale da essere consumata rapidamente;
  • conservarla in frigo, possibilmente in confezioni chiuse per evitare un eccesso di dispersione dell’acqua contenuta;
  • preferire frutta e verdura fresca o surgelata in quanto i prodotti in scatola o sotto vetro perdono gran parte delle loro proprietà antiossidanti;
  • le cotture al vapore o a microonde mantengono meglio le proprietà antiossidanti delle verdure rispetto alle altre cotture (bollitura, cottura al forno);
  • nella produzione industriale dei succhi di frutta c’è una perdita quasi totale dei fenoli: i succhi di frutta (anche quelli senza zuccheri aggiunti) non devono mai essere considerati un sostituto della frutta fresca.

Gli assaggi del cibo “dei grandi”

Dall’ottavo mese i bambini possono comunque cominciare ad assaggiare il cibo “dei grandi”

E’ necessario a questo punto essere molto attenti alla qualità del cibo cucinato ed essere sempre presenti quando il bambino assume alimenti a pezzetti. Preparatevi a saper effettuare una manovra di disostruzione delle vie aeree (oltre al cibo, i bambini a questa età mettono in bocca di tutto!).

Gli eventuali assaggi del cibo dei genitori o dei nonni non devono essere tali da costituire un secondo pasto: non si devono proporre cibi ad alto contenuto di grassi! Le verdure lesse di ogni tipo sono un ottimo allenamento al gusto adulto.

E’ questo anche il momento per imparare a dedicare tempo di qualità al pasto: una pappa può essere ingurgitata in pochi minuti, distratti da televisione o tablet, o può rappresentare  un momento di piacevole interazione con chi nutre il bambino e uno stimolante momento di crescita.

Possibile schema alimentare  a 7/9 mesi

Quindi, tra i 7 e i 9 mesi il bambino dovrebbe assumere circa 4-5 pasti nella giornata, così suddivisi:

  • 2 pasti di latte materno o di proseguimento (numero 2 )
  • 2 pasti con pappa in brodo vegetale (pranzo e cena);
  • 1 spuntino, a metà mattina o nel pomeriggio: mela o pera o banana grattugiate/schiacciate senza zucchero.

bambino sul seggiolone con cucchiaino in bocca

Alimentazione e schema dei pasti a 10/12 mesi

Tra i 10 e i 12 mesi l’alimentazione del bambino tende gradualmente ad avvicinarsi a quella degli adulti, sia per varietà degli alimenti, sia per organizzazione dei pasti nella giornata.

Schema dei pasti alla fine del primo anno

Alla fine del primo anno, normalmente la dieta del bambino prevede 5 pasti nella giornata:

– colazione al mattino e merenda nel pomeriggio con

  • latte materno (ove disponibile) oppure latte adattato di proseguimento o latte vaccino intero a partire dal 12 mese (circa 250 ml a pasto);
  • oppure in alternativa: yogurt (1 vasetto di yogurt intero + frutta e/o biscotto); ricotta (80 g + miele o biscotto); oppure frullato di frutta;

– uno spuntino a metà mattina preferibilmente con frutta di stagione;

– pranzo e cena con

  • 200 grammi di brodo/passato di verdure;
  • 30 g di cereali (pastina, pane, semolino, creme multicereali, fiocchi);
  • carne (omogeneizzato 40 g, carne fresca 40 g) o formaggio (30-40 g) o prosciutto (20-30 g) o pesce (50 g) o un tuorlo d’uovo;
  • 1-2 cucchiaini di olio di oliva extra-vergine;
  • 2 cucchiaini rasi di Parmigiano Reggiano

oppure, in alternativa

  • si può frazionare un pasto in: primo piatto di pastina o riso asciutti con olio e parmigiano (e pomodoro) e  secondo piatto di carne, pesce, prosciutto cotto o uovo  con verdure schiacciate o sotto forma di purea come contorno.