Informazioni e consigli sulla crescita e la salute del bambino, scritti esclusivamente da medici pediatri e professionisti qualificati.

Quale latte per il bambino prematuro

Il fabbisogno nutrizionale del bambino nato prematuro è diverso da quello del neonato a termine.

Dal momento che nutrizione, crescita e salute sono strettamente correlati tra loro, è importante che l’alimentazione dei bambini prematuri venga impostata in modo personalizzato e seguita con attenzione per garantire un normale sviluppo fisico eneuroevolutivo.

Latte materno: l’alimento di prima scelta per i bambini prematuri

Come nel neonato a termine, il latte materno rappresenta sempre l’alimento di prima scelta sia durante il ricovero in Terapia Intensiva Neonatale sia dopo la dimissione dall’ospedale.

Integrazione con fortificanti e latte artificiale

Durante il ricovero in Terapia Intensiva Neonatale, soprattutto nei neonati con peso alla nascita molto basso, può essere necessario per le prime settimane supplementare il latte materno con specifici fortificanti (sostanze che aumentano il contenuto calorico del latte).

I fortificanti non vengono quasi mai utilizzati dopo la dimissione (sebbene non controindicati) soprattutto per l’elevato costo e la difficoltà nella gestione domiciliare di questi prodotti: il latte materno andrebbe infatti tirato con un tiralatte e una certa quantità di fortificante andrebbe aggiunto a una ben precisa quantità di latte. Questo potrebbe scoraggiare la madre a proseguire l’allattamento.

Qualora si rendesse necessario supplementare il latte materno (es. neonato dimesso piccolo per età gestazionale, che non presenta adeguata velocità di crescita o che presenta patologie quali la broncodisplasia) si può fare ricorso per i primi mesi di vita ad un allattamento misto con un latte in formula per prematuri.

Quale latte artificiale per i bambini prematuri

In caso di impossibilità all’allattamento materno, la scelta dovrebbe ricadere su latte umano donato pastorizzato, disponibile presso le banche del latte umano.

In alternativa, è necessario ricorrere a latti in formula. Solitamente le formule utilizzate nei neonati pretermine sono differenti da quelle utilizzate nei neonati a termine, soprattutto se si tratta di neonati il cui peso alla dimissione è <10° percentile. Si consiglia in questi casi l’utilizzo di latti arricchiti, ossia latti le cui caratteristiche generali sono simili ai latti standard ma sono rinforzati in proteine e calcio-fosforo per ottemperare alle maggiori richieste del pretermine.

Esistono formule lattee specifiche per prematuri utilizzate durante il ricovero, a più elevato contenuto proteico e calorico, e formule lattee post-dimissione, utilizzate dopo la dimissione, con caratteristiche intermedie tra i latti standard e le formule per prematuri.

Queste le principali differenze:

  • latte in formula standard: < 72 calorie/100 ml e < 1.7 g proteine/100 ml
  • latte in formula formula specifico per prematuri durante il ricovero: > 75 calorie/100 ml e > 2.0 g proteine/100 ml
  • latte in formula intermedio post dimissione (PDF); 72 – 75 calorie/100 ml e 1.7 – 2.0 g proteine/100 ml.

Sembra opportuno continuare la somministrazione di questi latti specifici per prematuri fino al raggiungimento della 48-50° settimana post- concezionale e/o sino ad un recupero adeguato di percentile di peso.

Integrazione con ferro e vitamina D

Tra il 25 e l 85% dei neonati pretermine sviluppano anemia sideropenica. Per evitare ciò, è necessaria un’integrazione con ferro per i primi 12 mesi di vita.  Allo stesso modo, va garantito anche un adeguato apporto di vitamina D, a dosaggi maggiori rispetto a quelli utilizzati nel neonato a termine, per ridurre il rischio di osteopenia della prematurità. Questa malattia del metabolismo osseo, causata da un’insufficiente assunzione di calcio, fosforo e vitamina D, è particolarmente frequente nel neonato fortemente prematuro e può provocare una maggiore fragilità delle ossa.

Quando iniziare lo svezzamento con un bambino nato prematuro

Lo svezzamento potrà avvenire negli stessi tempi e modalità previsti per un neonato a termine: non esistono raccomandazioni specifiche per lo svezzamento del nato pretermine.

Per concludere

Le indicazioni alla dimissione possono variare da un Ospedale all’altro e in funzione del quadro clinico del bambino. Ricorda che, in particolare per il pretermine, è necessario seguire le indicazioni ricevute dal punto nascita alla dimissione. Per qualsiasi dubbio sulla crescita del tuo bambino, rivolgiti sempre con fiducia al pediatra: l’alimentazione del tuo bambino è fondamentale per il suo sviluppo fisico e neuroevolutivo.


Articolo scritto in collaborazione con il Dr. Giuseppe Longobardi


Medico Chirurgo specializzando in Pediatria

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