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Come aiutare i bambini a superare la paura dell’estraneo

Ma cosa succede? Fino a pochi giorni fa il vostro bambino aveva un sorriso per tutti e non vedeva l’ora di fare “ciao” alle persone incontrate per strada. Poi all’improvviso pianti disperati alla vista di persone estranee, del pediatra
e qualche volta anche di persone conosciute come nonni, zii e amici di famiglia .

Quanto  descritto è un comportamento definito “paura dell’estraneo” che si manifesta inizialmente intorno ai 6-7 mesi sotto forma di una certa diffidenza verso le persone sconosciute per poi diventare una vera e propria paura dagli 8-9 mesi all’anno di vita e qualche volta più a lungo.

Questo tipo di comportamento è normale ed è presente nei bambini di tutte le razze e di tutte le culture e ha come base l’angoscia da separazione, vale a dire  il timore  del bambino di essere separato dalla mamma o dalla figura principale di accudimento.

Perché si manifesta la paura dell’estraneo

La paura dell’estraneo sta a testimoniare che il bambino  sta crescendo: ha imparato a distinguere sé stesso dal mondo esterno; sa riconoscere i familiari e ha capito che la mamma e il papà continuano ad esistere anche quando non sono a contatto diretto con lui e con il pianto esprime spesso il desiderio di trattenerli vicino a sé.  In questa fase, il bambino è in grado di far capire le proprie intenzioni e di giudicare i comportamenti di chi gli si avvicina, inizia ad esplorare il mondo esterno dal punto di vista motorio.

L’intensità e la durata di queste manifestazioni possono cambiare da bambino a bambino e questo dipende dal carattere di ognuno, dal tipo di attaccamento che ha sviluppato nei confronti dei genitori, dall’abitudine a vedere molte persone diverse nella sua quotidianità e dalla modalità con cui gli estranei si pongono nei confronti del bambino stesso.

Se anche il vostro bambino attraversa  questa fase non abbiate paura delle “figuracce” o di offendere qualcuno.  Il sapere che questo comportamento è del tutto normale e che scomparirà dopo alcuni mesi vi deve tranquillizzare e non creare in voi senso di imbarazzo, come spesso accade.

Quasi sempre  la paura degli estranei scompare spontaneamente dopo alcuni mesi ma come abbiamo visto questo passaggio può essere influenzato in modo importante da fattori ambientali, psicologici ed educativi.

Può capitare che le  manifestazioni di disagio  del bambino siano molto intense e comportino difficoltà di gestione.

Cosa è importante sapere

  • E’ stato dimostrato che i bambini hanno meno paura degli estranei quando si trovano in un ambiente conosciuto e accanto ai genitori.
  • Le persone sorridenti  suscitano meno paura delle persone serie.
  • Il giudizio che il bambino dà sull’estraneo che si avvicina è influenzato dall’espressione dei genitori e spesso il bambino si basa su questo per decidere come comportarsi.  Il bambino è in grado di capire dalla loro espressione facciale se la mamma o il papà  sono felici o contrariati dall’arrivo di uno sconosciuto. Questa capacità di interpretare le emozioni di persone  significative e il fatto di farsene influenzare emotivamente per decidere come comportarsi viene definita  riferimento sociale e rappresenta una tappa importante per lo sviluppo delle relazioni.

Cosa si può fare per aiutare il bambino a gestire e superare la paura dell’estraneo

  • Quando è possibile, sin da quando il bambino è piccolo, favoriamo le passeggiate all’aperto dove sono presenti persone estranee che possono essere osservate dal bambino.
  • Diamo il buon esempio salutando in modo amichevole la persona a cui ci stiamo avvicinando; in questo modo faremo capire al bambino che non ci sono pericoli in vista (sarebbe un bell’aiuto per i pediatri!!)
  • Non costringiamo il bambino ad entrare in contatto fisico stretto con l’estraneo  con abbracci e baci se il bambino  manifesta timore nei suoi confronti.
  • Diamo tempo al bambino per abituarsi alla  presenza degli estranei fra le braccia sicure di mamma o papà. Quando si sentirà pronto ci farà capire con un sorriso, un ciao, un bacino mandato da lontano o con altri gesti di avvicinamento  che la paura è passata.

Siate pazienti e rassicurate il vostro bambino. Presto tutti torneranno a dire “ Complimenti! Come è simpatico il vostro bambino!” Con grande gioia di mamma e papà!

Pediatra Libero Professionista a Cantù (CO). Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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