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Come aiutare i bambini a sviluppare un sistema immunitario forte ed efficiente

bambino esulta davanti una ciotola di cereali e un bicchiere di latte

L’immunità è la capacità dell’organismo di resistere e reagire all’attacco di agenti patogeni. I bambini acquisiscono questa “competenza” attraverso tre differenti modalità: l’immunità innata presente alla nascita, l’immunità acquisita con le vaccinazioni e l’immunità acquisita naturalmente nell’interazione con le persone e l’ambiente durante i primi anni di vita.

Immunità innata: che preziosi regali fa la mamma!

I neonati alla nascita hanno un sistema immunitario proprio ancora molto immaturo, che si è abbozzato durante la vita fetale, e un corredo di anticorpi (Immunoglobuline di tipo G) passati dalla mamma attraverso la placenta e il cordone ombelicale. Si tratta di anticorpi che la madre ha prodotto e mantenuto nel corso della vita nei confronti dei virus e dei batteri con cui è venuta in contatto.

Gli anticorpi che la madre ha formato devono avere un livello sufficientemente elevato al momento della gravidanza per poter proteggere il neonato, e questo non sempre accade. Negli ultimi anni viene infatti consigliato alle future mamme di effettuare alcune vaccinazioni nell’ultimo trimestre di gravidanza, per fornire una protezione adeguata al bimbo in arrivo nei confronti di malattie come la pertosse e l’influenza che, se contratte nei primi mesi di vita, potrebbero comportare rischi elevati per la salute del neonato.

Durante il parto naturale, il passaggio del neonato attraverso il canale vaginale gli permette di entrare in contatto con i batteri della mamma lì presenti. Questi batteri colonizzano l’intestino del bambino e aiutano ad attivare il suo sistema immunitario.

Subito dopo la nascita, il latte materno contribuisce a potenziare il sistema immunitario innato in quanto contiene:

  • immunoglobuline di tipo A (IgA, dette anche secretorie) che sono anticorpi specifici prodotti dalla madre contro gli agenti patogeni del suo ambiente. Il neonato riceve così, con il latte della mamma, la protezione di cui ha maggiormente bisogno, contro gli agenti infettivi che con più probabilità potrà incontrare durante le prime settimane di vita, quando ancora non è in grado di disporre di una valida risposta immunitaria. Queste immunoglobuline rivestono l’apparato digerente e il primo tratto delle vie respiratorie, proteggendo il neonato da molti virus e batteri ambientali e dall’inalazione di sostanze che potrebbero in futuro provocare allergie;
  • cellule indispensabili a combattere direttamente le infezioni (come i globuli bianchi, i macrofagi e i linfociti);
  • molecole che, con diversi meccanismi di azione, ostacolano la crescita degli agenti infettivi (come il lisozima , la lattoferrina, l’interferone, gli oligosaccaridi prebiotici e la fibronectina);
  • il fattore bifidus che protegge dalle malattie promuovendo la crescita nell’intestino di un organismo benefico chiamato Lactobacillus bifidus che accelera il transito intestinale e ostacola la moltiplicazione di germi putrefattivi.

Immunità acquisita con le vaccinazioni: la protezione offerta dal Sistema Sanitario

Fra il secondo e il terzo mese di vita i bambini iniziano un percorso vaccinale che li porterà a formare anticorpi contro virus e batteri in grado di dare patologie potenzialmente molto pericolose.

Al momento il calendario italiano per i nati dal 2017 in poi prevede:

  • 10 vaccinazioni obbligatorie: anti-poliomelite, anti-difterite, anti-tetano, anti-epatite B, anti –pertosse, anti- Haemophilus influenzae di tipo B  (questi 6 vaccini sono contenuti all’interno di un unico preparato definito vaccino esavalente), anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite (questi 3 vaccini sono contenuti all’interno di un unico preparato definito vaccino MPR) e anti-varicella;
  • 4 vaccinazioni non obbligatorie ma fortemente raccomandate e offerte gratuitamente: anti-meningococco B, anti-meningococco C, anti-pneumococco, anti-rotavirus e
  • 1 vaccinazione consigliata e offerta gratuitamente ad alcuni bimbi appartenenti a categorie a rischio: antinfluenzale.

Immunità acquisita naturalmente: ora tocca a te!

Questo tipo di immunità si sviluppa quando i bambini entrano in contatto con agenti infettivi nei cui confronti non possiedono anticorpi e cominciano a produrli autonomamente nel proprio sistema immunitario.

Gli anticorpi naturali passivi ricevuti durante la gravidanza dalla mamma spariscono gradualmente entro 6-8 mesi dalla nascita; il bambino diviene allora suscettibile ad infezioni causate da una serie di microrganismi presenti nel suo ambiente, verso i quali prima era protetto. Questo avviene proprio quando il bambino inizia a gattonare e ad esplorare l’ambiente domestico e, di conseguenza, le occasioni di contagio diventano più numerose. Per i bambini che iniziano a frequentare un nido, si aggiungono i contatti con gli agenti infettivi ospitati da ambienti e persone estranee al nucleo familiare.

Ogni volta che un bambino ha un contatto con un agente patogeno nuovo può presentare i sintomi della malattia trasmessa da quel microrganismo.

Si tratta di una tappa della crescita necessaria che tutti i bambini devono affrontare per permettere al loro sistema immunitario di maturare. Il potenziamento del sistema immunitario autonomo dei bambini avviene soprattutto nei primi 3 anni di vita e raggiunge la piena maturazione intorno ai 5 anni.

E’ un passaggio inevitabile ma anche molto stressante per la mamma e il papà, per l’impegno emotivo, fisico e sociale che comporta gestire i frequenti episodi di malattia di un bambino piccolo.

E’ importante che i genitori trovino un equilibrio tra i bisogni di crescita del sistema immunitario del loro bambino (evitando di mettere in atto, per paura, misure di iperprotezione) e la necessità di non esporre un organismo in crescita come quello di un bimbo ad eccessivi stress da infezioni ripetute troppo frequentemente (prestando la giusta attenzione all’igiene degli ambienti e mettendo in atto buone pratiche di salute).

Serve quindi un comportamento consapevole.

Alcuni semplici atteggiamenti quotidiani sono utili per mantenere un buon stato di salute e per ridurre il rischio di infezioni.

  • Proporre  ai bambini una alimentazione varia, sana ed equilibrata con contenuti adeguati  di oligosaccaridi prebiotici, zinco, ferro, vitamina C, vitamina D2, vitamina A,  sostanze che in vario modo migliorano l’efficacia del sistema immunitario.
  • Favorire l’attività fisica quotidiana, ad ogni età.
  • Favorire orari di sonno adeguati e regolari.
  • Favorire la vita all’aria aperta.
  • Non esporre il bambino a fumo passivo.
  • Far fare un periodo adeguato di convalescenza dopo una malattia.
  • Mantenere una corretta igiene del naso e delle prime vie respiratorie.
  • Lavare le mani spesso e in modo corretto e insegnare ai bambini a farlo non appena possibile.

Oltre a queste misure, è importante dedicare la giusta attenzione all’igiene domestica perché gli ambienti in cui viviamo, per contribuire ad un buono stato di salute, devono essere puliti e salubri.

In particolare, è utile:

  • arieggiare spesso i locali, soprattutto quelli in cui soggiornano i bambini, per evitare che si concentrino nell’aria virus, batteri e sostanze inquinanti;
  • umidificare in modo corretto gli ambienti domestici, mantenendo un’umidità ambientale intorno al 60%;
  • adottare misure igieniche adeguate nella preparazione del biberon, delle pappe e del cibo in genere, dedicando una particolare cura alla pulizia della cucina;
  • curare in particolare l’igiene se il bambino è allergico, evitando il contatto con l’allergene responsabile della reazione allergica;
  • adottare adeguate misure igieniche se in casa sono presenti animali;
  • fare particolare attenzione all’igiene degli oggetti e degli ambienti domestici nella fase dell’esplorazione, a partire dai 6 mesi fino a 2 anni, in cui i bambini portano tutto alla bocca;
  • mantenere una buona igiene personale e degli indumenti indossati dai bambini.