​​

Amico Pediatra è un sito di informazioni complete, accurate ed autorevoli sui temi della salute del bambino. I contenuti sono scritti da medici pediatri e professionisti qualificati in ambito medico.

E’ importante nell’era digitale far scrivere i bambini a mano (e in corsivo)?

lettere dell'alfabeto scritte in maiuscolo e minuscolo corsivo

La scuola è iniziata da pochi giorni e il dibattito sull’uso del tablet o PC a scuola sta “per fortuna” occupando la cronaca quotidiana, mettendo in evidenza quanto un uso esagerato o incontrollato di questo tipo di tecnologia possa produrre risvolti negativi nei bambini e negli adolescenti.

Questo articolo vuole far comprendere, attraverso alcuni studi di ricercatori di neuroscienze e di alcuni pedagogisti, per quali ragioni l’abbandono della scrittura a mano, a favore di una tastiera del PC o di un tablet, non aiuti un apprendimento adeguato per lo sviluppo cognitivo dei bambini, anzi lo limiti.

Non si vuole demonizzare niente e nessuno: tutti noi utilizziamo quotidianamente questi strumenti e i nostri bambini, che vengono definiti nativi digitali, hanno già in tenera età una padronanza anche maggiore della nostra nell’utilizzo degli stessi. La tecnologia digitale offre indubbiamente opportunità di crescita e formazione. Questo non toglie che sia opportuno riflettere e capire cosa comporti perdere la capacità di scrivere a mano.

E’ importante nell’era digitale far scrivere a mano i bambini, soprattuto in corsivo?

La risposta è SI! Un sì così deciso nasce dalla conoscenza di diversi studi di neuroscienze internazionali e da alcuni studi italiani di pedagogisti i quali stanno dimostrando che impugnare una penna e tracciare delle lettere su di un foglio, soprattutto in corsivo, genera nei bambini molteplici risvolti positivi sia a livello cognitivo che, in generale, sulla loro crescita come individui.

Già la grande pedagogista ed educatrice Maria Montessori aveva nei suoi studi evidenziato quanto l’utilizzo delle mani permetta al bambino di sviluppare la propria autonomia, la propria intelligenza, il proprio carattere e la propria personalità:

“La mano dipende dunque per il suo sviluppo dalla psiche, e non solo dalla psiche dell’io individuale ma anche dalla vita psichica di differenti epoche. Lo sviluppo dell’abilità della mano è legato nell’uomo allo sviluppo dell’intelligenza e, se consideriamo la storia, allo sviluppo della civiltà.

Lo studio dello sviluppo psichico del bambino è intimamente connesso con lo studio dello sviluppo del movimento della mano.”  Maria Montessori

Partendo da questa grande verità della d.ssa Montessori, arriviamo ai giorni nostri con alcuni studi di neuroscienze che mettono in luce quanto le nostre mani siano parte integrante dello sviluppo del nostro cervello.

La scrittura a mano stimola lo sviluppo del linguaggio e la memoria di lavoro a breve termine

Secondo la psicologa Virginia Berninger dell’Università di Washington usiamo le mani per accedere ai pensieri”; è indubbio che ciò che compiono le mani scrivendo è molto diverso da ciò che avviene digitando le stesse lettere sulla tastiera.

La d.ssa Berninger ha condotto uno studio della durata di cinque anni (2004-2009) su 128 bambini durante la fase di apprendimento della scrittura sottoponendoli a diversi test, sia cognitivi che di apprendimento: lo scopo era verificare le attività motorie, le abilità di scrittura, di memoria e di comunicazione. Durante lo studio si è verificato una maggiore attività a livello cerebrale, nelle aree connesse al linguaggio ed alla memoria di lavoro a breve termine, collegata all’apprendimento e pratica delle abilità di scrittura. La capacità di una persona di immagazzinare più informazioni a breve termine è fondamentale per i processi complessi di lettura e scrittura.

Secondo Berninger, le mani sono “uno degli organi del sistema linguistico”.

La scrittura a mano stimola l’attività delle aree cerebrali preposte alle abilità di lettura e scrittura complesse

Un ulteriore studio (2008-2010) è stato condotto dalla d.ssa Karin James, neuroscienziata cognitiva dell’Università dell’Indiana a Bloomington. La d.ssa James ha utilizzato per i suoi studi la risonanza magnetica, per verificare quanto la scrittura a mano influenzi l’attività celebrale nei bambini.

La ricercatrice ha mostrato ai bambini, che non avevano ancora imparato a leggere e scrivere, una lettera o una forma e a loro ha chiesto di riprodurla in uno dei seguenti modi:

  • tracciare l’immagine su una pagina in cui era riprodotta con un contorno tratteggiato;
  • disegnarla su un foglio bianco;
  • oppure digitarla su un computer.

Poi, mentre erano sottoposti a risonanza magnetica, veniva loro riproposta l’immagine.

I ricercatori hanno scoperto che il tipo di processo di duplicazione iniziale contava molto. I bambini che avevano disegnato una lettera a mano libera mostravano una maggiore attività nelle aree del cervello che si attivano negli adulti quando leggono e scrivono: nella circonvoluzione inferiore sinistra, una zona preposta al linguaggio, e nella corteccia cingolata anteriore sinistra, un’area legata all’attività decisionale e all’attenzione.

Al contrario, i bambini che avevano digitato sulla tastiera del computer o tracciato la lettera o la forma tratteggiata non mostravano alcun effetto del genere e l’attivazione delle medesime aree del cervello era molto più debole.

La scrittura a mano stimola la capacità di espressione del pensiero e favorisce la correttezza sintattica e lessicale

In Italia il Prof. Benedetto Vertecchi, uno dei maggiori pedagogisti e linguisti italiani, Professore Emerito e Direttore del Laboratorio di Pedagogia Sperimentale all’Università Roma Tre, ha condotto nel 2014-2015 una ricerca dal titolo ‘Nulla dies sine linea’ (che tradotto letteralmente significa “nessun giorno senza una linea”), per mettere in evidenza cosa comporterebbe l’abbandono dell’uso del corsivo nei bambini.

Lo studio è stato condotto su 386 bambini della scuola primaria dalla classe III elementare alla classe V in due istituti romani, uno nella periferia est di Roma ed uno di Ostia. Il progetto era così strutturato: far scrivere a mano agli alunni tutti i giorni, da gennaio ad aprile, un pensiero fra le quattro e le sei righe in base all’età. Il testo doveva essere più neutrale possibile per evitare coinvolgimenti religiosi o sociali.

Il risultato è stato sorprendente! Gli alunni inizialmente scrivevano testi con un linguaggio povero ed una scarsa sintassi, dovevano utilizzare più parole per esprimere un concetto, ma con il passare dei giorni tutto questo è migliorato: il linguaggio è diventato sempre più ricco, è migliorata la sintassi, così come gli errori di ortografia sono notevolmente diminuiti.

Gli stessi insegnanti si sono sorpresi dei risultati ottenuti dai loro alunni; hanno potuto verificare sul campo i grandi miglioramenti ottenuti dai bambini, che erano partiti con un impoverimento iniziale dovuto ad uno scarso esercizio grafo motorio a favore di un maggior uso del tablet, che aveva appiattito le loro capacità generali di apprendimento, lessicali e di pensiero.

Sempre più insegnanti lamentano un continuo aumento di casi di bambini con difficoltà di scrittura e, in generale, una ridotta capacità di percepire e coordinare i movimenti fini della mano. I tempi della tecnologia sono molto veloci, ben diversi dai tempi di apprendimento di un bambino della scrittura a mano. Ma è bene essere consapevoli chel’abbandono dell’insegnamento della scrittura a mano nei bambini non è privo di conseguenze sullo sviluppo cognitivo e sulle capacità di apprendimento.

La scrittura a mano non è un semplice atto motorio, ma coinvolge più abilità, aumenta l’area visiva, migliora e stimola la concentrazione necessaria per poter avere un apprendimento migliore.

bambina con le trecce concentrata scrive con la matita

Perché il carattere corsivo?

Dell’importanza dello scrivere a mano si è detto. Ma perché è importante imparare a scrivere in corsivo?

Le ragioni sono molteplici:

  1. l’etimologia della parola corsivo deriva dal latino currere: scrivere in corsivo permette di avere una velocità di scrittura che lo stampatello non permette;
  2. legare le lettere in corsivo fra loro consente di avere un pensiero più ricco, articolato, scorrevole;
  3. il corsivo favorisce le abilità motorie, la coordinazione dei movimenti occhio-mano, la percezione corporea, la gestione della pressione sul foglio;
  4. il corsivo sviluppa la memoria a breve termine;
  5. il corsivo potenzia e favorisce una maggiore concentrazione;
  6. il maggior tempo di apprendimento richiesto dal corsivo rispetto allo stampatello equivale a un miglior ricordo;
  7. la scrittura in corsivo favorisce una migliore conoscenza di sé e della propria individualità.

Nelle mani dei nostri bambini c’è il loro futuro, il loro pensiero: la padronanza di uno strumento grafico e la capacità di saper scrivere con la propria mano non può essere delegata a uno strumento tecnologico esterno, per quanto utile possa essere in molti casi, pena l’impoverimento del loro stesso pensiero.

Aiutiamo i nostri bambini a ritrovare il piacere di scrivere, a lasciare una traccia di sé e a trovare una propria individualità: intratteniamoli, invece che con un tablet o un cellulare, con matite colorate e fogli, per stimolare la loro fantasia, la coordinazione occhio-mano e la motricità fine.

Buona scuola e buona scrittura a tutti!

Grafologa professionista abilitata alla consulenza grafologica in età evolutiva ed Educatore del gesto grafico e della scrittura per l'età evolutiva presso A.E.D. - Associazione Europea Disgrafie, Ente Qualificato dal MIUR per la formazione del personale della scuola. Sito web: http://www.periziegrafologichesavona.it/

Le informazioni di tipo sanitario contenute in queste pagine non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico; per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio Pediatra. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica e revisione continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. amicopediatra.it non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.