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Marsupio e fascia portabebè: quando e come utilizzarli

Molto spesso in occasione della prima visita viene chiesto al Pediatra da quando è possibile iniziare ad utilizzare il marsupio (una sacca in tessuto solitamente lavabile che il genitore  può posizionare davanti al proprio corpo e stabilizzare utilizzando  bretelle agganciate alle spalle e cinghie intorno ai fianchi) o la fascia portabebè (un telo che, opportunamente legato al corpo del genitore, svolge la stessa funzione del marsupio) e se il loro utilizzo  può comportare dei rischi per la schiena del bambino.

Marsupio e fascia offrono indiscutibili vantaggi pratici su percorsi accidentati all’aria aperta e nelle città dove sono difficili gli spostamenti  per la presenza di scale o l’assenza di marciapiedi ma il timore di molti genitori è che possano provocare danni all’apparato scheletrico del bambino (schiena, collo).

Da che età è possibile utilizzare il  marsupio

Il marsupio può essere utilizzato già nelle prime settimane di vita: non provoca alcun danno alla schiena del neonato.

Il marsupio infatti sostiene il peso del bimbo con una struttura ergonomica, stabile ed elastica, ed è progettato proprio per assecondare la posizione in sui si troveranno la schiena, la testa e le gambe del bambino durante il trasporto.

Perché il marsupio non danneggia la spina dorsale

Considerate che il bambino è stato per nove mesi nel grembo materno in posizione fetale, con la schiena curva. Alla nascita non c’è motivo per cui la colonna vertebrale debba “improvvisamente” assumere una posizione diritta. Il processo di maturazione della colonna vertebrale procederà nei primi mesi di vita in modo graduale, man mano che maturano le competenze neuromotorie del bambino (controllo del capo intorno ai 2-3 mesi, posizione seduta intorno ai 6 mesi, posizione eretta intorno agli 11 mesi, primi passi a partire dai 12 mesi).

Benefici del marsupio sullo sviluppo neuromotorio

Inoltre, poiché stando nel marsupio il bambino è costantemente in movimento, l’organo dell’equilibrio (posto all’interno dell’orecchio) è maggiormente stimolato rispetto a quando il piccolo è in posizione sdraiata nella carrozzina: questo favorisce il suo sviluppo neuromotorio.

Infine l’uso del marsupio favorisce il corretto sviluppo delle anche (poiché le gambe restano divaricate nella posizione “a ranocchio”) e riduce l’appiattimento del capo (plagiocefalia) dovuta all’appoggio prolungato del capo quando il piccolo è in posizione sdraiata nella culla o nella carrozzina.

E’ importante utilizzare un modello adatto, della giusta misura e, nelle prime settimane (fino a che il bambino non impara a tenere il capo diritto), dare  un sostegno ulteriore al capo con le mani dell’adulto quando si compiono movimenti più accentuati, come ad esempio salire  e scendere le scale.

Quali caratteristiche deve avere il marsupio

Per svolgere correttamente la sua funzione di sostegno, il marsupio deve avere alcune caratteristiche:

  • la seduta deve essere di larghezza non inferiore ai venti centimetri per permettere una comoda ma non eccessiva apertura delle gambine;
  • deve essere regolabile in altezza (attraverso le bretelle che sono agganciate alle spalle del genitore) per fare in modo che le gambe del piccolo non urtino contro quelle dell’adulto durante la passeggiata;
  • lo schienale deve avere un’altezza adeguata a consentire un corretto appoggio della nuca e il controllo e il sostegno del collo;
  • deve poter consentire di regolare lo spazio fra il corpo del bambino e il corpo del genitore, in modo che aderiscano il più possibile e la schiena del piccolo non assuma posizioni innaturali.

Il marsupio aiuta l’attaccamento bambino-genitore

Il marsupio non è solo un oggetto comodo e poco ingombrante, che permette di spostarsi con il proprio bimbo senza doverlo sostenere con le braccia, che restano quindi  libere di svolgere altre attività: offre inoltre al piccolo la possibilità di stare a stretto contatto con il corpo del genitore e di essere piacevolmente cullato dai movimenti ritmici della camminata.

Favorire l’attaccamento bambino-genitore tramite il contatto fisico diretto è ormai universalmente ritenuta una delle priorità per lo sviluppo neuropsichico del neonato: anche per questo l’uso del marsupio è utile già dalle prime settimane di vita. Non è un caso infatti se ai bambini nati prematuri viene praticata la marsupio-terapia (o Kangaroo Mother Care), che consiste nel creare un contatto fisico stretto tra il bambino e il genitore (proprio come i cuccioli di canguro nella tasca della mamma canguro) per favorire la regolazione delle funzioni vitali del piccolo.

Il bambino ha bisogno di cure per manifestare in maniera ottimale il suo potenziale; l’interazione genitori-bambino nel primo anno di vita, sin dalla nascita, è fondamentale per un armonico sviluppo del piccolo. L’abilità dei genitori nel rispondere ai bisogni e ai messaggi del bambino e la qualità e la natura delle loro interazioni condizionano il suo sviluppo psicomotorio e l’attaccamento bambino-genitori. Il marsupio assolve quindi una importante funzione: il contatto fisico tra genitore e bambino.

Meglio verso il genitore o girato verso l’esterno?

Fino a circa 3-4 mesi il bambino deve essere messo nel marsupio girato verso il genitore. La posizione “fronte mondo” è sconsigliata nel marsupio, che non è generalmente strutturato per questa modalità di trasporto e sollecita troppo la schiena del genitore (costretto a mantenere una posizione anomala, in ipertensione della colonna vertebrale). Quando il bambino crescendo desidera essere trasportato guardano verso l’esterno, meglio utilizzare la fascia porta-bebè o il passeggino o lo zainetto con il bimbo sulla schiena.

La fascia porta-bébé: una valida alternativa al marsupio

Un’alternativa al marsupio è rappresentato dalla “fascia” che è un supporto idoneo per il neonato sin dai primi giorni ma anche per bambini più grandi (fino a due-tre anni), perché si adegua perfettamente al corpo e alla crescita del bambino. Come il marsupio, anche la fascia consente un contatto fisico stretto tra il genitore e il bambino e favorisce quindi l’attaccamento genitore-bambino.

Fascia lunga elastica, lunga rigida o ad anelli: quale scegliere?

In commercio sono disponibili 3 tipi di fascia:

  • fascia lunga elastica: realizzata in materiale sintetico, può raggiungere la lunghezza di 5,5 metri. E’ possibile utilizzarla dalla nascita fino a quando il bambino raggiunge il peso di 8-10 kg. L’ elasticità del tessuto permette un perfetto adattamento al corpo del genitore e un ottimale contatto con il corpo del bambino ma comporta una certa cedevolezza (e quando il bambino raggiunge un certo peso obbliga molto spesso a risistemare la fascia);
  • fascia lunga rigida: realizzata in lino, cotone o canapa in tre diverse lunghezze, è molto robusta e consente di portare bambini anche grandicelli senza che il tessuto si deformi. Inizialmente il suo uso risulta un più difficoltoso e richiede un pò più di pratica. Questo tipo di fascia  permette legature sul davanti, sul fianco e sulla schiena garantendo sempre un ottimo confort al bambino;
  • fascia ad anelli o ad amaca: è composta da una parte di tessuto che passa attraverso 2 anelli in metallo anallergico formando una sorta di amaca in cui viene adagiato il bambino. E’ la fascia più semplice da indossare, si può utilizzare e a partire dal quarto/quinto mese, preferibilmente sul fianco e consente di allattare con facilità. La distribuzione asimmetrica del peso ne sconsiglia un uso prolungato per evitare problemi alla schiena della mamma.

Tenendo conto del fatto che le esigenze del bambino e della mamma cambiano nel tempo si può consigliare di utilizzare la fascia elastica nei primi mesi di vita e di alternare la fascia rigida e quella ad anelli nei mesi successivi, a seconda delle situazioni che si propongono nel corso della giornata e di quanto tempo il bambino deve restare nella fascia.