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Areosol nei bambini: quando serve davvero e che apparecchio utilizzare

Immagine che mostra come funziona l'aerosol per bambini

La terapia con areosol è molto utilizzata in Italia rispetto ad altri Paesi europei, non sempre però in modo appropriato. Cerchiamo allora di fare chiarezza su quando l’aerosol è realmente indicato, quali dispositivi preferire e quali errori evitare.

A cosa serve l’areosol

Da un punto di vista fisico, l’aerosol è la dispersione di particelle solide o liquide in un gas (aria o gas propellente).

Questo principio viene sfruttato nell’aerosolterapia, che consiste nella somministrazione di soluzioni acquose (fisiologica, ipertonica, acqua termale) e\o di farmaci (broncodilatatori, cortisonici, mucolitici, antibiotici) tramite un apposito dispositivo chiamato nebulizzatore.

Quando fare l’areosol ai bambini

Sì per le patologie delle basse vie respiratorie

Nelle malattie che interessano i polmoni e i piccoli bronchi (basse vie respiratorie), l’aerosolterapia ha lo scopo di far arrivare il farmaco direttamente dove serve, evitando la somministrazione per bocca.

Questo permette di ottenere l’effetto terapeutico desiderato con dosi molto più basse di farmaco e con minori effetti indesiderati.

In genere, l’aerosol è utilizzato per somministrare farmaci broncodilatatori e antiinfiammatori in caso di:

  • bronchite asmatica
  • bronchiolite
  • asma bronchiale

Più raramente, la via aerosolica viene impiegata per somministrare farmaci (broncodilatatori e/o cortisonici e/o mucolitici a seconda dei casi) in situazioni particolari e molto poco frequenti, come la displasia broncopolmonare, la fibrosi cistica o la broncopneumopatia cronica.

No per le patologie delle alte vie respiratorie

La terapia con aerosol non è indicata per curare (o prevenire) le comuni infezioni delle alte vie respiratorie come tosse e raffreddore.

In questi casi è sufficiente una buona idratazione della mucosa nasale (assumere liquidi in abbondanza, praticare un semplice suffumigio in condizioni di sicurezza, usare spray nasali a base di soluzione fisiologica) e imparare a soffiare bene il naso.

In alcuni casi particolari (rinosinusite, otite catarrale cronica, laringite), su consiglio del pediatra o dello specialista otorino può esse utile l’utilizzo della terapia aerosolica tramite mascherina o doccia nasale.

Aaerosol nei bambini: meglio il nebulizzatore o il distanziatore?

Sebbene in Italia sia ancora molto diffuso l’uso del nebulizzatore tradizionale, le evidenze scientifiche indicano che sarebbe da preferire il distanziatore. Questo sistema si è dimostrato infatti più efficace, più rapido e più pratico, soprattutto nei bambini piccoli.

È importante però ricordare che, se il bambino respira in modo molto superficiale (ad esempio in caso di grave compromissione respiratoria o di scarsa collaborazione) e non riesce ad attivare con gli atti respiratori la valvola di erogazione del distanziatore, è più indicato ricorrere al nebulizzatore.

Aerosol: la tabella per un uso corretto

Quando non è indicato
Pulizia quotidiana del naso o semplice raffreddore: preferire soluzione fisiologica spray o siringa con oliva nasale o atomizzatore.
Prevenzione generica di tosse o raffreddore: non raccomandato.
Aerosol con miscele casalinghe o farmaci non prescritti: non raccomandato.
“Blow-by” (aerosol vicino al volto senza mascherina): inefficace.
Quando è indicato
Laringospasmo o laringite acuta (croup): somministrazione di adrenalina e/o cortisone con mascherina, solo su prescrizione medica.
Asma: somministrazione di broncodilatatori nebulizzati in caso di broncospasmo se il bambino non riesce ad usare spray + distanziatore.
Stridore post-estubazione o edema vie aeree superiori (in ambiente ospedaliero).
Somministrazione di farmaci specifici per nebulizzazione (terapie antibiotiche o mucolitiche) in casi selezionati (es. fibrosi cistica, bronchiectasie), quando indicato dal pediatra.
Quando è da valutare
•  Bronchiolite: uso selettivo di broncodilatatori o soluzioni saline sotto controllo medico.
•  Asma: nei bambini che non riescono a usare spray + distanziatore.
•  Rinosinusite acuta o cronica: in casi selezionati, tramite rinowash su indicazione specialistica.
•  Patologie croniche respiratorie (es. fibrosi cistica) secondo piani terapeutici specialistici.
•  Bambini con difficoltà respiratorie o neuromuscolari: da eseguire in ambiente controllato.

Farmaci per aerosol: in soluzione o in sospensione

I farmaci utilizzati per aerosol possono presentarsi in due forme:

  • in soluzione: il farmaco è sciolto in soluzione fisiologica o altro liquido, formando una insieme omogeneo; ciò significa che, una volta miscelato con l’aria o il gas propellente le goccioline di “nebbiolina” conterranno tutte farmaco e liquido in proporzioni costanti;
  • in sospensione: il farmaco non si scioglie nel liquido, ma si disperde in piccolissime “isole” sospese (un po’ come l’olio quando lo si miscela con l’acqua). La miscela aerosolica sarà quindi costituita da goccioline non omogenee, con quantità di farmaco variabili da gocciolina a gocciolina.

Questa distinzione è importante, perché non tutti i nebulizzatori sono adatti alle sospensioni. In particolare, gli apparecchi per aerosol a ultrasuoni possono nebulizzare solo il liquido, lasciando il farmaco nell’ampolla. Inoltre, il surriscaldamento può alterare il principio attivo, soprattutto nel caso dei cortisonici.

Pediatra di Famiglia a Santa Maria Capua Vetere (CE) – ASL Caserta – Regione Campania

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