Dengue nei bambini: sintomi e cure

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Con il termine di Dengue si intende una malattia di origine virale che può manifestarsi con sintomi simili ad una malattia influenzale, ma anche in forma molto più grave.
Vediamo di che cosa si tratta, come si trasmette e come si manifesta, insieme alle misure per prevenirla e alle possibili terapie.
Dove è presente la Dengue
La Dengue è una malattia particolarmente frequente nelle zone subtropicali di Africa, Asia e America Latina durante o dopo la stagione delle piogge, soprattutto nelle aree urbane, e colpisce circa 50 milioni di persone ogni anno (dati OMS).
In seguito ai cambiamenti climatici ed alla facilità di spostamento delle persone, numerosi casi di Dengue sono stati segnalati anche in Europa, in particolare in persone di ritorno da soggiorni dalle zone tropicali o subtropicali.
In Italia dal 01 gennaio al 07 novembre 2024 sono stati segnalati 678 casi di Dengue, con il maggior focolaio di infezione in un comune delle Marche (Istituto Superiore di Sanità 07 novembre 2024).
Come si trasmette la Dengue
Il virus della Dengue (ne sono conosciute quattro varietà molto simili tra loro) viene trasmesso all’uomo tramite punture di zanzara. Il virus circola quindi nel sangue della persona infetta per circa una settimana ed in questa fase una nuova zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad un altro soggetto.
La trasmissione quindi non avviene direttamente da uomo ad uomo, ma sempre tramite la puntura della zanzara (generalmente la Aedes aegypti e più raramente la Aedes albopictus o zanzara tigre).
Di conseguenza, la Dengue è una malattia infettiva (perché causata da un virus), ma non contagiosa (nel senso che non si trasmette direttamente da persona a persona).
Quali sono i sintomi e quando compaiono
Dopo un periodo di incubazione di 4-10 giorni dalla puntura della zanzara infetta possono manifestarsi i seguenti sintomi, che possono durare alcuni giorni:
- febbre elevata (anche fino a circa 40°C)
- mal di testa intenso
- nausea, vomito
- dolori muscolari e alle articolazioni
- dolori dietro agli occhi
- lieve sanguinamento (dal naso, dalle gengive)
- rash cutaneo (irritazione della pelle)
Questi sintomi, tipici negli adulti, non sono sempre così chiaramente presenti nei bambini.
Nei casi severi e più gravi, dopo alcuni giorni dall’inizio dei sintomi, si possono verificare segni di peggioramento quali:
- dolore addominale intenso, vomito
- persistenza di febbre elevata
- emorragie interne ed esterne
- stanchezza marcata e difficoltà respiratoria
- shock
Questa forma è conosciuta come Dengue emorragica e può portare anche alla morte.
Come si fa la diagnosi
I sintomi della Dengue, in particolare nei bambini, possono essere simili a quelli di altre infezioni virali. Per questo motivo, in ogni caso di sospetta malattia (o per la presenza di familiari infetti o per storia di soggiorni in zone ad elevato rischio) è necessario eseguire un prelievo di sangue per:
- ricercare materiale genetico del virus (mediante PCR specifica o con test antigenico NS1);
- eseguire un dosaggio di anticorpi specifici contro il virus (la positività delle IgM confermano una malattia recente);
- effettuare un emocromo completo (per seguire la gravità e la progressione della malattia).
Come prevenire la Dengue
Non è disponibile una prevenzione specifica contro il virus della Dengue da applicare su larga scala.
La prevenzione consiste quindi nel seguire tutti i consigli utili per prevenire la puntura delle zanzare, come l’uso di:
- abbigliamento idoneo con maniche lunghe;
- zanzariere;
- repellenti antizanzare idonei in base all’età.
In aggiunta, è disponibile anche un vaccino specifico contro la Dengue che tuttavia presenta numerose limitazioni (età non inferiore ai 9 anni, vivere in zone ad alto rischio ed aver già contratto la malattia).
Terapia della Dengue
Non esiste una cura specifica, ma una terapia di supporto legata ad attenuare i sintomi:
- riposo ed una adeguata alimentazione
- reidratazione con uso di soluzioni reidratanti orali
- farmaci antifebbrili (paracetamolo)
Nei casi di Dengue emorragica è indispensabile il ricovero in ambiente Ospedaliero.