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Pitiriasi rosea (di Gibert), alba e versicolor: come riconoscerle e curarle

Con il termine generico di pitiriasi si intende una serie di malattie molto differenti tra loro ma che hanno in comune una fine desquamazione della pelle.

Le tre forme più comuni sono la pitiriasi rosea (o di Gibert), la pitiriasi alba e la pitiriasi versicolor.

Pitiriasi rosea di Gibert

La pitiriasi rosea è una malattia cutanea benigna, la cui causa è ancora poco conosciuta. Si pensa possa essere scatenata da una infezione di natura virale o batterica. Colpisce in prevalenza bambini al di sopra dei 10 anni e giovani adulti prevalentemente in periodo primaverile o in autunno. Il nome deriva dal colorito delle lesioni cutanee e da quello del suo scopritore, un dermatologo francese.

Come si manifesta

Inizialmente è presente una unica lesione di forma ovale o rotondeggiante, chiamata “chiazza madre”. Le dimensioni di questa lesione sono variabili, da 2-3 cm fino a 8-10 cm; il colorito è roseo con una zona centrale più chiara rispetto al bordo, che spesso appare più rosso, finemente desquamato e leggermente rilevato. La chiazza madre in genere dà poco fastidio (lieve prurito) e spesso passa inosservata. A volte la sua comparsa è preceduta da segni di malessere generale (stanchezza, febbricola, dolori muscolari).

Dopo alcuni giorni, fino a 2-3 settimane dopo, compaiono tante piccole lesioni ovalari sempre di colorito roseo ma con dimensioni di 5-10 mm poco o per nulla pruriginose.  Sono localizzate in particolare su tronco e addome, parallelamente le une alle altre, e si dispongono a volte con un aspetto “ad albero di Natale”. Nei bambini di pelle scura le lesioni sono spesso di colorito differente (violacee o rosso-marroni), si localizzano a livello di collo, inguine, ascelle e, una volta risolte, possono lasciare delle aree di cute ipopigmentata (più chiara).

Queste lesioni possono durare un tempo variabile che va da poche settimane a 3-4 mesi e si risolvono spontaneamente.

Anche se raramente, la pitirasi rosea può recidivare. Le recidive si presentano entro 18 mesi dal primo episodio e si caratterizzano per l’assenza della chiazza madre. Compaiono, dunque, solo le piccole lesioni ovalari che tuttavia sono minori per numero e dimensione rispetto all’episodio iniziale.

Come si fa la diagnosi

La diagnosi è essenzialmente clinica, anche se non sempre semplice, in particolare quando non si riesce a riconoscere la “chiazza madre”.

Nei casi dubbi o in quelli che persistono oltre i 3 mesi, va posta diagnosi differenziale con altre malattie della pelle ed in particolare forme da funghi, eczema nummularepsoriasi:

  • le forme da funghi (tinea) sono spesso confuse con la pitiriasi rosea, in particolare con la chiazza madre; tuttavia la lesione della tinea ha una forma più tipicamente ad anello, solo raramente si accompagna a eruzioni cutanee così diffuse. La conferma può essere ottenuta con l’esame microscopico che mostra per le forme da funghi  la presenza delle ife (filamenti tipici del corpo dei funghi);
  • anche l’eczema nummulare può simulare la chiazza madre della pitiriasi, ma solitamente è molto più pruriginoso ed è ricoperto da croste e squame;
  • le lesioni della psoriasi, invece, si contraddistinguono per la presenza di squame biancastre che aderiscono tenacemente alla cute sottostante.

Anche alcuni farmaci possono provocare una reazione cutanea che simula la pitirasi rosea; in questi casi con la sospensione del farmaco si assiste alla risoluzione della lesione.

Come si cura

È importante riconoscere questa malattia per evitare terapie inutili: non c’è una terapia specifica. La risoluzione delle lesioni  è spontanea e avviene al massimo in 2-3 mesi, bisogna solo avere la pazienza di aspettare. A volte il pediatra potrà prescrivere una terapia con antistaminici per via orale, nel caso sia presente prurito.

Non viene considerata una malattia contagiosa e quindi non sono necessarie particolari precauzioni per i contatti.

Pitiriasi alba

La pitiriasi alba è un disordine cutaneo molto diffuso che colpisce in genere bambini in particolare tra 6 e 12 anni e giovani adulti. L’origine non è ben conosciuta, forse è una conseguenza di alcune malattie infettive.

Come si manifesta

Si presenta come una o più chiazze ipopigmentate (cioè più chiare rispetto alla cute circostante) in particolare al volto, ma anche su braccia e gambe. La forma delle chiazze è in genere ovale o tondeggiante, spesso è presente una lieve desquamazione e la cute è generalmente secca. E’ più evidente dopo il periodo estivo per la presenza di chiazze più chiare rispetto alla pelle abbronzata.

Come si fa la diagnosi

La diagnosi è prevalentemente clinica, va comunque differenziata da altre manifestazioni cutanee in particolare da funghi, dalla vitiligine e da altre forme di dermatite con ipopigmentazione come la pitiriasi versicolor.

Come si cura

Non c’è una terapia specifica; a volte è utile l’applicazione di creme idratanti eventualmente prescritte dal pediatra.

La pitiriasi alba non è contagiosa e guarisce spontaneamente, anche se può recidivare.

Pitiriasi (o tinea) versicolor

La pitiriasi versicolor è un’infezione della pelle dovuta a un fungo, Malassezia furfur (o Pytirosporum orbicolare), che può manifestarsi sia con macchie chiare sia con macchie scure. Normalmente questo fungo è presente sulla cute di persone sane. Questa malattia si presenta tipicamente nell’età adolescenziale, probabilmente perché la sopravvivenza e la eccessiva riproduzione del fungo sono favorite da una sostanza oleosa (sebo) rilasciata dalle ghiandole sebacee e negli adolescenti spesso la produzione di sebo è aumentata. Si presenta soprattutto in estate, poiché anche la sudorazione eccessiva e in generale i climi caldo-umidi sono fattori di rischio per l’infezione. Anche frequentare la piscina, dato l’ambiente umido, può essere un fattore di rischio.

Come si manifesta

Il nome “versicolor” è dovuto proprio al fatto che le lesioni possono cambiare colore presentandosi,

  • in inverno, come macchioline marroncine a bordi ben definiti;
  • in estate invece, con l’abbronzatura, la cute circostante si scurisce e le macchioline appaiono più chiare (perché non si abbronzano).

Le lesioni si localizzano prevalentemente sulla parte alta di torace, schiena e collo (raramente volto e braccia), sono di piccole dimensioni variabili (in genere pochi centimetri), hanno forma rotondeggiante o ovalare, possono essere coperte da piccole squame e talvolta provocano lieve prurito.  

Come si fa la diagnosi

La diagnosi è prevalentemente clinica, possibilmente accompagnata da un esame con luce di Wood che permette di evidenziare meglio la presenza del fungo, che si presenterà con una fluorescenza giallo-verde. Questo esame permette inoltre la diagnosi differenziale con altre patologie cutanee. In alcuni casi per confermare la diagnosi è necessaria una consulenza dermatologica e praticare un esame microscopico delle squame per la ricerca del fungo.

Come si cura

Il trattamento principale si basa sull’utilizzo di farmaci antimicotici (attivi contro i funghi) oppure a base di selenio sulfide, prescritti dal Pediatra o dal dermatologo. Possono essere utilizzate creme (per aree poco estese), schiume (in caso di aree più ampie), lozioni o shampoo (soprattutto quando le lesioni si localizzano a livello di collo e all’attaccatura dei capelli). Solo in casi particolari, in forme estese e resistenti al trattamento, potrebbe essere necessaria anche una terapia con antimicotici per bocca. Si consiglia di evitare, durante e dopo il trattamento, l’esposizione al sole in modo da facilitare una più rapida ripresa del normale colore della pelle (l’esposizione è possibile se si utilizzano creme solari con fattore di protezione almeno di 30). 

È importante sottolineare che potrebbero essere necessari alcuni mesi prima che la pelle torni al suo colorito normale, anche se ormai l’infezione è scomparsa ed il fungo è morto. La pitiriasi inoltre spesso può recidivare. Non sono necessarie particolari misure di isolamento, perché difficilmente si trasmette da una persona all’altra , ma è comunque consigliata una adeguata igiene e l’uso di indumenti intimi e asciugamani personali.

Per la prevenzione viene consigliato l’uso di detergenti a pH acido e l’uso di indumenti in cotone per prevenire la sudorazione.


Articolo scritto in collaborazione con la d.ssa Angela Maria Caprio


Pediatra di Famiglia a Santa Maria Capua Vetere (CE) – ASL Caserta – Regione Campania

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