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Polmonite nel bambino: cause, sintomi, diagnosi e cura

Cos’è la polmonite

La polmonite è un’infezione acuta delle vie respiratorie inferiori che interessa uno o entrambi i polmoni, caratterizzata da febbre, tosse e altri sintomi respiratori.

La polmonite, se correttamente curata, guarisce rapidamente e in modo completo; genera però ancora nei genitori e nei nonni una grande apprensione che nasce dal fatto che le polmoniti erano estremamente pericolose nelle generazioni passate (quando non erano disponibili i farmaci antibiotici).

Le cause della polmonite

La polmonite può essere causata da un gran numero di microrganismi come virus, batteri e funghi.

Poiché nella stragrande maggioranza dei casi la polmonite viene curata con successo e ha un andamento favorevole dopo l’inizio delle cure, spesso non è necessario identificare l’agente patogeno responsabile della malattia (poiché questo comporterebbe indagini invasive e costose).

E’ possibile tuttavia ipotizzare gli agenti responsabili in base all’età dei bambini colpiti dalla malattia.

Entro i primi 2 anni di vita le polmoniti sono causate soprattutto da virus che hanno provocato una precedente infezione delle vie aeree superiori  (Virus Respiratorio Sinciziale, Rhinovirus, virus influenzali A e B, virus parainfluenzali).

Le forme più impegnative, che sono più frequenti dopo i 2/3 anni, sono provocate da batteri:

  • lo Streptococco pneumoniae è quello maggiormente implicato in tutte le fasce d’età;
  • il Mycoplasma pneumoniae e la Chlamydia pneumoniae sono più frequentemente chiamati in causa  nelle forme che interessano bambini più grandi  e adolescenti (5-16 anni), ma è possibile che infettino anche bambini più piccoli (1-3 anni).

Un certo numero di polmoniti  è causato da infezioni miste di virus e batteri ma anche di diversi tipi di batteri.

L’introduzione della vaccinazione ha portato ad una notevole riduzione delle forme dovute all’Haemophilus Influenzae e allo Pneumococco.

Quali sono i sintomi della polmonite

In tutti i gruppi di età i segni clinici che possono caratterizzare le polmoniti sono:

  • febbre;
  • tosse;
  • aumento della frequenza respiratoria (tachipnea);
  • respiro affannoso con difficoltà del bambino a piangere o parlare;
  • retrazioni costali  (dovute a eccessivo impegno dei muscoli intercostali);
  • raramente cianosi (colore bluastro della pelle dovuto alla diminuita ossigenazione del sangue);
  • qualche volta dolore al collo e dolore addominale (dolore irradiato in caso di polmonite al lobo superiore e lobo inferiore).

Quali possono essere le complicanze delle polmoniti

Le complicanze possono essere:

  • localizzate ai polmoni (pleurite, ascesso polmonare, polmonite necrotizzante);
  • localizzate a distanza  (ascesso  cerebrale, endocardite, artrite settica);
  • generalizzate (setticemie).

Le complicanze, quando presenti, vanno gestite a livello ospedaliero e richiedono quindi un ricovero del bambino.

Diagnosi

Diagnosi clinica

Per diagnosticare la polmonite, il pediatra visita il bambino per ricercare eventuali segni di espansione dei polmoni o la presenza di rumori caratteristici che percepisce con l’utilizzo dello stetoscopio (ronchi, crepitii, soffio bronchiale).
Questi reperti (cioè quanto rilevato durante la visita) tuttavia non permettono di differenziare clinicamente una polmonite batterica da una virale.

Nei casi più lievi e nelle fasi iniziali, inoltre, è difficile distinguere le forme di infezione in cui vi è un interessamento del polmone da quelle che sono limitate alla trachea o ai bronchi.
In presenza di forme più lievi, il modo più semplice e attendibile per differenziare i casi con patologia polmonare è quello di valutare la frequenza respiratoria poiché questa aumenta in modo sensibile solo quando il polmone è coinvolto da patologie importanti: si può sospettare un  interessamento polmonare nei casi in cui la frequenza respiratoria è superiore ai 60 atti al minuto nei bambini di età inferiore ai 2 mesi, a 50 in quelli tra i 2 e i 12 mesi e a 40 dopo il primo anno.

Diagnosi di laboratorio o strumentale

Visti  i numerosi episodi infettivi delle vie respiratorie a cui i bambini vanno incontro nei primi anni di vita, per evitare di esporre i bambini a dosi eccessive di radiazioni, la radiografia del torace viene prescritta solo nei casi con elevata probabilità di grave interessamento polmonare o di complicanze o in cui si è verificato un fallimento della terapia antibiotica.

Come si cura

Quasi tutti i bambini affetti da polmonite possono essere curati a domicilio.
Il ricovero in ospedale è riservato ai soggetti a rischio, ai casi che non rispondono alle terapie antibiotiche e a quelli in cui si sospettano complicanze.   

Poiché non è possibile distinguere con certezza le forme virali da quelle batteriche e data l’elevata frequenza di infezioni miste, tutti i bambini con diagnosi clinica di polmonite vengono trattati con terapia antibiotica.

L’antibiotico di prima scelta è l’amoxicillina+ acidoclavulanico che va somministrato per bocca per 8-10 giorni al dosaggio prescritto dal pediatra.

Nei casi in cui la somministrazione orale risulti difficoltosa è possibile utilizzare cefalosporine (ceftriaxone) per via intramuscolare.

A qualsiasi età, quando non si ottiene risposta con la terapia di prima scelta o quando si sospetta una polmonite da Mycoplasma o Chlamydia pneumoniae, il pediatra potrò valutare l’opportunità di associare un altro antibiotico appartenente alla classe dei macrolidi.

Prevenzione

L’introduzione del vaccino antipneumococcico e anti Haemophilus Influenzae ha ridotto in modo significativo le  polmoniti nei primi anni di vita: un’ottima misura di prevenzione è pertanto la vaccinazione contro pneumococco e Haemophilus Influenzae.

Il vaccino antinfluenzale è inoltre indicato per alcune categorie a rischio  (pazienti con patologie respiratorie ad andamento cronico come l’asma , prematuri, cardiopatici, immunodepressi): per questi bsmbini può essere richiesta la somministrazione gratuita da parte delle ASL.

L’allattamento al seno riduce l’incidenza di polmonite nei lattanti.

L’esposizione al fumo passivo rappresenta un fattore di rischio nell’insorgenza di affezioni respiratorie di qualsiasi natura, comprese le polmoniti: à importante evitare di esporre i bambini al fumo passivo.

Consigli per i genitori: quando preoccuparsi

E’ necessario far valutare con una certa urgenza il proprio bambino da un Pediatra in presenza dei seguenti segnali:

  • febbre che si mantiene elevata per più di tre giorni
  • bambino che respira in modo più affannoso, cioè con atti respiratori più veloci e più corti; in alcuni casi è possibile  notare un infossamento sulla gabbia toracica o sul giugulo, segno di una maggiore difficoltà respiratoria.
  • a questi sintomi di solito si accompagnano tosse persistente ed un generale stato di spossatezza e inappetenza.