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Prelievo di sangue nei bambini: come si svolge e come gestire il dolore (e la paura!)

Prelievo di sangue nei bambini

Il prelievo di sangue può essere un’esperienza stressante per molti bambini (ma anche adulti). Tuttavia, esistono diversi modi per aiutare sia loro che voi genitori a vivere questo momento con la maggiore serenità possibile. Vediamo quali sono.

Come si svolge il prelievo di sangue nei bambini

Per un genitore, sapere come si effettua un prelievo di sangue nei bambini può essere utile per tranquillizzarsi ed essere più preparato ad aiutare il proprio piccolo.

È importante, infatti, che mamma e papà abbiano un atteggiamento calmo e sereno il giorno dell’esame, soprattutto durante le procedure con cui l’infermiere lo preparerà e lo eseguirà.

D’altra parte, queste informazioni possono essere utilizzate per preparare i bambini più grandi alla procedura.

Prelievo di sangue venoso

Viene eseguito da un infermiere esperto e ha una durata di pochi minuti. Durante il prelievo, l’infermiere esegue le seguenti operazioni:

1.     pulisce e disinfetta la pelle dove effettuerà il prelievo (solitamente la piega del gomito o il dorso della mano);

2.     applica un laccio emostatico intorno al braccio, in modo da rallentare il flusso del sangue nella vena e favorire poi il prelievo;

3.     inserisce un ago, nel caso del bambino solitamente ha due alette laterali (e per questo viene detto “butterfly”, termine inglese che significa “farfalla”). Qualche volta è necessario ripetere questa fase perché risulta particolarmente difficile reperire la vena;

4.     lascia defluire il sangue nella siringa o nella provetta collegata all’ago;

5.     slaccia il laccio emostatico;

6.     toglie l’ago e copre la zona del prelievo con del cotone e un cerotto, per arrestare la fuoriuscita di sangue.

Prelievo capillare

È così definito perché il sangue viene prelevato dai vasi sanguigni più fini, detti appunto capillari. La procedura consiste nel pungere con un piccolissimo aghetto (la lancetta) la pelle di uno dei polpastrelli della mano o, nei neonati e nei bambini molto piccoli, del tallone.

In questi casi la quantità di sangue prelevata è una goccia o poco più ed infatti questa metodica viene solitamente utilizzata per test “rapidi” fattibili nell’ambulatorio del pediatra.

I passaggi sono i seguenti:

1.     anche in questo caso l’infermiere pulisce e disinfetta la pelle dove avverrà il prelievo;

2.     con la lancetta (o con un dispositivo che regola automaticamente la profondità della punturina) punge la pelle facendo uscire una goccia di sangue;

3.     la quantità di sangue necessaria viene aspirata in un piccolo tubicino di vetro o di plastica;

4.     sulla zona del prelievo viene applicato del cotone e un cerotto, per arrestare la fuoriuscita di sangue.

Come tranquillizzare i bambini prima del prelievo

Perché i bambini possano affrontare questo esame nel migliore dei modi è importante innanzitutto prepararli in modo adeguato alla loro età. Vediamo come comportarsi.

Bambini molto piccoli

Nel caso dei bambini molto piccoli non sono necessarie troppe parole, ma è soprattutto opportuno mostrarsi sereni e tranquilli, partendo dalla consapevolezza che si tratta comunque di una procedura non troppo dolorosa e comunque utile (a volte indispensabile) per la loro salute.

Bambini più grandicelli

Spiegate in anticipo cosa succederà

Sapere cosa aspettarsi può aiutare il bambino ad affrontare questo momento più serenamente.

Nei bambini in età prescolare sarà sufficiente che i genitori spieghino ciò che avverrà senza troppo anticipo, in prossimità della data del prelievo o il giorno stesso.

Nei bambini più grandi, invece, sarà opportuno farlo con qualche giorno di anticipo.

Non è necessario poi continuare a parlare della cosa, soprattutto se il bambino tende ad andare in ansia e ad agitarsi, ma è importante mostrarsi disponibili a tornare sull’argomento se il bambino lo richiede. 

Create aspettative realistiche

Nel decidere cosa dire e che parole utilizzare, si dovrà naturalmente tenere conto dell’età del piccolo. Indipendentemente da questo, tuttavia, è importante essere sinceri.

Evitate perciò frasi come “non sentirai niente” o “sarà velocissimo”, per non “giocarvi” la fiducia del bambino. Piuttosto dite: “sentirai come un pizzicotto”.

Se lo ritenete opportuno, al bambino più grandicello potete anche spiegare più nel dettaglio come si svolge la procedura del prelievo. Parlargli sinceramente lo aiuterà a sentire che si tratta di sensazioni assolutamente alla sua portata e lo metterà di fronte ad attese realistiche, e tutto ciò rafforzerà in lui la capacità di vivere questa esperienza.  

Come gestire il dolore e la paura durante il prelievo

Bambini molto piccoli

Nel caso di bambini molto piccoli l’elemento più rassicurante è il contatto fisico con la mamma o il papà. Tenetelo in braccio, coccolatelo e dategli il ciuccio da succhiare; se il tipo di esame lo permette (chiedetelo in anticipo al pediatra o all’operatore che eseguirà il prelievo), attaccatelo al seno oppure offritegli il biberon. 

Bambini più grandicelli

Aiutate il bambino a distrarsi

Prima del prelievo, preparate qualche strategia per distrarre l’attenzione del bambino. Ad esempio, invitate il vostro piccolo a respirare profondamente, cantate, leggete o raccontategli una storia con tono tranquillo; intrattenetelo con un gioco o il peluche preferito oppure lasciategli guardare un video sul telefonino o sul tablet.

Mettetelo in una posizione comoda

Concordate con l’infermiera addetta al prelievo la posizione più confortevole e rassicurante, e al tempo stesso più sicura, in cui tenere il bambino.

Spiegategli cosa sentirà

Descrivete poi le sensazioni che il bambino sta per provare, ad esempio durante l’applicazione del laccio emostatico (sentirai stringere un po’, ma non dovrebbe farti male), o del disinfettante (sentirai un po’ freddo e bagnato).

Coinvolgetelo nella procedura

Chiedetegli se vuole contare fino a 10 prima che l’infermiere inserisca l’ago o se preferisce distrarsi e/o distogliere lo sguardo. Questo gli darà la sensazione di poter mantenere un certo controllo sulla procedura, rafforzando la sua autonomia.

Anche in questa fase è bene mantenere un linguaggio onesto e realistico, coinvolgendo il bambino nella procedura e invitandolo a collaborare (ad esempio stando fermo per favorire il deflusso del sangue nella siringa). Meglio evitare inoltre frasi tipo “tutto finito!” prima che la procedura sia del tutto completata.

Chiedete se è possibile usare un anestetico

Per ridurre la sensazione dolorosa, soprattutto se il bambino deve effettuare il prelievo più volte, è possibile (previa consultazione del pediatra) ricorrere ad un anestetico locale da applicare con un certo anticipo sulla sede del prelievo.

Si è inoltre dimostrato efficace nel ridurre il dolore della puntura il cosiddetto “Buzzy”, un piccolo dispositivo a forma di ape che, vibrando sul braccio del bambino, è in grado di interferire con la trasmissione degli impulsi al cervello da parte delle terminazioni nervose dolorose.  

Come tranquillizzare i bambini dopo il prelievo

Anche la fase dopo il prelievo ha la sua importanza, perché aiuta il bambino ad elaborare l’esperienza e ad attribuire un nome e un peso alle sensazioni vissute.

Evitate di sgridarlo o di prenderlo in giro se ha pianto o si è divincolato o agitato.

Aiutatelo invece, parlandogli con calma, a rivivere l’accaduto in modo realistico e sereno. Lodatelo se è stato collaborativo o comunque ha cercato di controllare le sue paure, premiandolo anche con un “diploma di coraggio”.

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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