Respiro affannoso nei bambini: quando preoccuparsi

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Quando il bambino respira male
In presenza di sintomi come raffreddore, tosse secca e/o catarrale e febbre, è normale che i bambini tendano a respirare male e con difficoltà.
Questi disturbi sono generalmente provocati dal contatto con gli agenti responsabili delle infezioni respiratorie (generalmente virus, più raramente batteri) e, fortunatamente, nella maggior parte dei casi si risolvono in pochi giorni solo con terapie dette sintomatiche (riposo, bere molta acqua e bevande calde e dolci, praticare una scrupolosa pulizia nasale e farmaci antipiretici se necessari).
Tra i virus responsabili, quelli più frequenti sono il virus respiratorio sinciziale o VRS (responsabile della bronchiolite), gli adenovirus e i virus dell’influenza A e B. Attualmente, invece, è molto più raro che sia coinvolto il Covid 19.
Riconoscere i segni di peggioramento
È necessario che i genitori sappiano cogliere e comunicare al pediatra eventuali segni di peggioramento – in particolare di sofferenza respiratoria – che richiedono una visita più o meno urgente a seconda dell’età del bambino, della sua storia clinica e dell’entità del problema.
I bambini infatti, in particolare i neonati e i bambini fino a 1 anno di età, possono aggravarsi anche in tempi abbastanza rapidi.
Un dato molto utile che i genitori possono rilevare e comunicare al pediatra, è la misurazione della frequenza respiratoria.
La misurazione va effettuata quando il bambino è a riposo e tranquillo, contando gli atti respiratori per un minuto, oppure appoggiando una mano sul pancino e contando un respiro tutte le volte che questo si solleva, sempre per un minuto.
Va considerata un segnale di allarme una frequenza respiratoria a riposo elevata, cioè maggiore di:
* 60 respiri al minuto nei primi 12 mesi;
* 50 respiri al minuto tra 1 e 2 anni;
* 40 respiri al minuto dopo i 2 anni.
Respiro affannoso nei bambini: quando preoccuparsi
Esistono dei segni a cui i genitori devono fare molta attenzione, perché potrebbero essere il segnale di un “distress respiratorio”, ovvero di una difficoltà a respirare che potrebbe portare ad una situazione più grave di insufficienza respiratoria. Li trovate elencati di seguito, insieme ad alcuni video esemplificativi:
- il bambino ha il respiro “corto” o particolarmente difficoltoso;
- il bambino ha un respiro “affannoso” con difficoltà a piangere o parlare;
- le ultime costole sono tirate indietro ad ogni respiro (“retrazioni costali”) e il pancino si muove molto più rapidamente del solito, come mostrato in questo mini-video;
- sollevando un po’ il capo del bambino si vede una fossettina alla base del collo, proprio sopra lo sterno (“rientramento giugulare”), come mostrato in questo mini-video;
- il respiro è diventato rumoroso (con suoni tipo sibili);
- il respiro è molto più veloce del normale;
- le narici si aprono e si chiudono velocemente (“alitamento delle pinne nasali”);
- le labbra o il volto assumono un colorito violaceo.
Se possibile questi segni andrebbero valutati in un momento in cui il bambino è tranquillo e la febbre non è elevata: in caso di febbre alta, infatti, è normale che il respiro sia più corto rispetto alla norma.
In aggiunta, occorre osservare anche le condizioni generali del bambino e considerare eventuali altri segni che possono far preoccupare, come:
- febbre elevata e persistente con scarsa risposta ai farmaci antifebbrili;
- notevole riduzione dell’appetito e\o difficoltà ad alimentarsi;
- sonnolenza eccessiva.
Quando rivolgersi al pediatra
In presenza di uno o più dei segni sopra citati, è importante prendere al più presto contatto con il pediatra e riferire con precisione i sintomi presenti nel bambino.
Quando recarsi in Pronto Soccorso
Può essere necessaria una visita urgente in un pronto soccorso pediatrico quando il bambino mostra sintomi particolarmente preoccupanti o un rapido peggioramento delle condizioni generali.