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Tetano: perché è pericoloso, come prevenirlo

Il tetano è una malattia gravissima, spesso mortale, causata da un batterio (il Clostridium tetani), le cui spore sono molto diffuse nell’ambiente e in particolari condizioni (ferite profonde) liberano una tossina, detta tossina tetanica.

In Italia, prima dell’introduzione della vaccinazione di massa (resa progressivamente obbligatoria per varie categorie di soggetti nel corso degli anni ’60) si contavano annualmente circa 700 casi di tetano.

Dalla fine degli anni ’60 in poi le infezioni sono andate gradatamente diminuendo fino a giungere a valori odierni di poco superiori al centinaio di casi all’anno (tutti comunque a carico di persone adulte non vaccinate o incompletamente vaccinate); per contro, non si registra più alcun caso di tetano in individui al di sotto dei 20 anni di età (quando appunto è ancora attiva la copertura vaccinale).

Come si trasmette

Il tetano si contrae per contaminazione di una ferita ad opera di spore del batterio, diffusissime praticamente dappertutto, e soprattutto nel suolo, nella cenere, nelle feci umane e di animali, sulla pelle e sulle superfici arrugginite di oggetti metallici come rasoi, chiodi, aghi ecc.. Se queste spore penetrano in una ferita profonda, dove non arriva l’ossigeno dell’aria, il batterio si moltiplica e immette in circolo nell’organismo la  tossina responsabile dei sintomi. Particolarmente pericolose sono le ferite penetranti e i tagli profondi, soprattutto se provocate da oggetti sporchi o contaminati con terriccio o polvere, o da morsi di animali. Del tutto inoffensivi, invece i graffi o le piccole ustioni, cioè le lesioni ben esposte all’aria.

Pur non essendo quindi trasmessa da persona a persona (a differenza da altre malattie infettive), il rischio di contrarre il tetano può essere considerato quotidiano.

Nei paesi in via di sviluppo il tetano può colpire le donne non vaccinate infettatesi durante il parto oppure i loro neonati per infezione del cordone ombelicale (tetano neonatale, oggi del tutto scomparso in Occidente).

Come si manifesta

A distanza di pochi giorni dalla ferita responsabile (l’incubazione dura da 3 a 21 giorni), la tossina tetanica produce violente contrazioni muscolari, chiamate spasmi. Altri sintomi possono essere febbre, sudorazione, ipertensione arteriosa e tachicardia.

Gli spasmi possono interessare le corde vocali e i muscoli respiratori, tanto da mettere in seria difficoltà la respirazione. Le contrazioni possono essere così violente da produrre anche fratture ossee.

In circa il 30% dei casi si può avere un esito mortale.

Come si diagnostica

La diagnosi è clinica (cioè si basa sulla sintomatologia), ed abbastanza semplice, soprattutto se si è a conoscenza di una ferita nei giorni precedenti, ma purtroppo è tardiva poichè avviene una volta che i sintomi si sono manifestati.

Terapia

Una volta manifestatosi, il tetano è scarsamente curabile, se non con provvedimenti di supporto tendenti a mantenere le funzioni vitali e ad alleviare i sintomi.

Prevenzione

L’unica modalità preventiva efficace è la vaccinazione. La vaccinazione è obbligatoria per tutti i nuovi nati già dai primi mesi di vita ma è fondamentale rispettare le scadenze dei richiami volontari (ogni 10 anni) successivi all’ultimo richiamo  obbligatorio (previsto tra i 12 e i 18 anni) per prolungare la copertura vaccinale.

Altrettanto importante è una tempestiva valutazione del medico (entro 48-72 ore), in caso di ferita (soprattutto se profonda, contaminata da terra o sporco che andranno accuratamente rimossi) e la disinfezione con acqua ossigenata.

Se l’ultimo richiamo del vostro bambino risale a più di 5 anni prima, il medico valuterà se procedere ad un richiamo anticipato (portate con voi la scheda vaccinale del bambino!). In caso di vaccinazione non eseguita da più di 10 anni invece potrebbe essere necessaria, oltre al richiamo vaccinale, anche la somministrazione di immunoglobuline antitetaniche per stimolare una pronta risposta immunitaria da parte dell’organismo.