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La vaccinazione contro il tetano

neonato guarda mentre gli viene somministrato un vaccino tramite siringa

Cos’è il tetano

Il tetano è una malattia gravissima causata da un batterio (il Clostridium tetani), le cui spore sono molto diffuse nell’ambiente. Se queste spore penetrano in una ferita, soprattutto se profonda, dove non arriva l’ossigeno dell’aria, il batterio si moltiplica e immette in circolo una tossina (cioè un veleno), che a distanza di pochi giorni (in media 8) può provocare anche la morte. Il tetano non viene trasmesso perciò da persona a persona, ma il pericolo di contrarlo è costante e l’unico modo per prevenirlo è la vaccinazione.

Il vaccino antitetanico

Il vaccino antitetanico, disponibile fin dal 1920, è costituito da anatossina tetanica, cioè dalla tossina originaria resa innocua mediante procedimenti chimici che conservano però la sua capacità di stimolare la produzione di anticorpi protettivi (analogamente a quanto accade per l’anatossina difterica).
Il vaccino antitetanico è disponibile variamente associato ad altri vaccini obbligatori o raccomandati (antidifterico, antipertosse acellulare, antihemofilo, antiepatite b, antipolio IPV) o a anche in forma singola.

In Italia, prima dell’introduzione della vaccinazione di massa (resa progressivamente obbligatoria per varie di soggetti nel corso degli anni ’60) si contavano annualmente circa 700 casi di tetano.

Dalla fine degli anni ’60 in poi le infezioni sono andate gradatamente diminuendo fino a giungere a valori odierni di poco superiori al centinaio di casi all’anno (tutti comunque a carico di persone adulte non vaccinate o incompletamente vaccinate); per contro, non si registra più alcun caso di tetano in individui al di sotto dei 20 anni di età.

Chi vaccinare

La vaccinazione contro il tetano, obbligatoria sin dai primi mesi, viene solitamente eseguita a partire dai 2 mesi di vita in associazione agli altri vaccini obbligatori e raccomandati; deve essere rinnovata con i richiami a 6 e 15 anni di età, poi volontariamente ogni 10 anni

Chi non vaccinare

Solitamente il vaccino antitetanico viene somministrato in associazione ad antidifterico e antipertosse acellulare (DTPa). Non devono ricevere il vaccino DTPa i bambini con:

  • reazioni moderate o serie dopo aver utilizzato in passato il vaccino DTP o DTPa;
  • reazioni allergiche gravi a componenti del vaccino;
  • problemi neurologici non stabilizzati.

Questi bambini possono essere vaccinati con il solo vaccino Difterite-Tetano (DT)

Le persone che sono moderatamente o seriamente malate devono riferirlo al medico prima di eseguire qualsiasi vaccino.

Dosi e calendario

Il ciclo di base è costituito da tre dosi di vaccino, da praticare entro il primo anno di vita del bambino (al terzo, quinto e undicesimo mese) contemporaneamente alle altre vaccinazioni infantili. Sono previsti richieami in associazione con antipertosse acellulare e antidifterico nel sesto anno di vita, a 15 anni e poi, volontariamente, con cadenza decennale.

Efficacia del vaccino

La vaccinazione antitetanica, a ciclo ultimato, conferisce una protezione pressoché totale.

La durata della protezione nel tempo è molto lunga e ulteriormente garantita dall’esecuzione dei richiami decennali.

Tuttavia, in caso di ferita, soprattutto se profonda e/o sporca, e se l’ultimo richiamo del bambino risale a più di 5 anni prima, è bene rivolgersi al medico perché valuti se procedere ad un richiamo anticipato (portate con voi la scheda vaccinale del bambino!). Se invece non sono stati effettuati richiami da più di 10 anni potrebbe essere necessaria, oltre al richiamo vaccinale, anche la somministrazione di immunoglobuline antitetaniche. E’ importante per questo che la valutazione da parte del medico avvenga non oltre le 48-72 ore da quando il bambino si è ferito.

Effetti collaterali

Circa la metà dei bambini che ricevono il vaccino DTPa non ha nessuna reazione avversa e la maggior parte degli altri bambini ha solo reazioni lievi.
Le reazioni lievi comprendono dolore nel punto dove l’iniezione è stata eseguita, febbre, irrequietezza riduzione dell’appetito, stanchezza e vomito. Alcuni bambini possono sviluppare un gonfiore temporaneo del braccio o della gamba dove l’iniezione è stata eseguita. Questa reazione è più comune dopo la quarta dose di DTPa e può verificarsi subito dopo la vaccinazione e durare fino a un paio di giorni.

In caso di reazioni lievi:

  • dare da bere molti liquidi;
  • non vestire troppo il bambino se è caldo;
  • usare farmaci a base di paracetamolo (non a base di acido acetilsalicilico) o panni freddi , se necessario, per ridurre la febbre o il dolore;
  • nel caso che i sintomi si protraggano per più di due giorni può essere opportuno consultare il vostro medico per verificare che non si tratti di un comune effetto collaterale ad una vaccinazione ma i sintomi si riferiscano ad un’altra malattia che deve essere riconosciuta e trattata.

In rari casi (circa l’1%) il bambino ha una reazione moderata. Le reazioni moderate comprendono pianto prolungato, febbre oltre i 40°C, convulsioni, oppure il bambino inizia a zoppicare, impallidisce ed è meno vigile.

In casi estremamente rari (molto meno di 1 ogni 10.000, cioè in circa 0,003%) i bambini possono avere reazioni gravi, che comprendono difficoltà respiratorie e shock, severo interessamento cerebrale (convulsioni prolungate, perdita di coscienza).

Se si verifica una reazione moderata o grave, dovete rivolgervi immediatamente al vostro medico o al Pronto Soccorso.

Pediatra di Famiglia a Cantù (CO) - Agenzia di Tutela della Salute dell'Insubria, Regione Lombardia. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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