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Vaccino nasale contro l’influenza: cosa occorre sapere

La vaccinazione antinfluenzale è sempre una fondamentale misura di prevenzione e controllo dell’influenza, soprattutto nei soggetti a rischio in cui l’influenza può dare serie complicanze. Quest’anno in particolare la vaccinazione antinfluenzale è raccomandata anche per facilitare la diagnosi dei casi di infezione da Covid, visto che probabilmente i due virus avranno un picco di diffusione durante la stagione invernale e si manifesteranno, nei casi non gravi, con sintomi simili. A differenza degli altri anni, quest’anno il Ministero della Salute consiglia la vaccinazione antinfluenzale anche nei bambini in età compresa tra 6 mesi e 6 anni.

La necessità di consentire di vaccinare un gran numero di persone in breve tempo ha spinto i responsabili sanitari a introdurre da quest’anno anche in Italia il vaccino LAIV (Live Attenuated Influenza Vaccine) – già in uso negli Stati Uniti, in Canada, in UK, Finlandia e altri paesi europei – che viene somministrato per via nasale invece che intramuscolare.

Particolarità del vaccino intranasale

Si tratta di un vaccino influenzale quadrivalente, cioè contenente 4 ceppi di virus influenzali (2 di tipo A e 2 di tipo B) quindi in grado di dare protezione adeguata verso i possibili ceppi virali influenzali circolanti nella stagione 2020-2021.

I ceppi virali contenuti nel vaccino LAIV – a differenza del “classico” vaccino somministrato per iniezione intramuscolare – sono vivi, anche se la loro aggressività è molto ridotta rispetto ai virus influenzali naturali. In particolare, i ceppi virali contenuti nel vaccino sono inattivi alla temperatura corporea di 37 gradi. Ciò significa che

  • alla temperatura interna del corpo (ad esempio a livello dei polmoni) il virus è inattivo:
  • alle più basse temperature del naso e delle prime vie respiratorie il virus è in grado di moltiplicarsi (e quindi di stimolare le difese immunitarie dell’organismo).

In un soggetto sano, quindi, il vaccino non può produrre polmonite come il virus influenzale naturale.

Il vaccino viene somministrato per via nasale, cosa che consente di stimolare la produzione di anticorpi contro i virus influenzale non solo nel sangue, ma anche e soprattutto a livello delle prime vie respiratorie, la porta di entrata dei virus influenzali naturali, creando quindi una barriera immediata contro l’influenza.

Quali vantaggi presenta?

Il vantaggio principale è la maggiore facilità di somministrazione del vaccino sotto forma di spray nasale rispetto all’iniezione intramuscolare. Oltre ad essere più veloce (uno spruzzo per narice) soprattutto in un bambino piccolo, risulta certamente meno traumatico rispetto ad un’iniezione.

Chi può farlo

Il vaccino può essere somministrato a soggetti da 2 a 18 anni di età secondo foglietto illustrativo (ma negli USA viene somministrato anche fino a 49 anni di età). In Italia in particolare viene raccomandato in bambini di età compresa tra 2 e 6 anni.

Chi non può farlo

Non può essere vaccinato con il vaccino nasale chi:

  • ha meno di 2 anni o più di 18 anni;
  • ha avuto una reazione grave ad una precedente dose del vaccino, o ad una componente del vaccino (vetro, polipropilene, polietilene, gomma sintetica e butilica, gelatina idrolizzata e purificata di origine animale);
  • è allergico all’uovo o ha  avuto in passato una grave reazione allergica all’uovo;
  • è gravemente immunodepresso, per cause congenite o acquisite (ad esempio recente trapianto di midollo o terapia antitumorale o immunosoppressiva in corso, comprese terapie ad alte dosi  e per almeno una settimana di cortsonici per bocca);
  • sta assumendo una terapia con acido acetilsalicilico;
  • ha in corso un accesso asmatico o ha avuto in passato gravi accessi asmatici richiedenti terapia intensiva;
  • convive strettamente con una persona gravemente immunodepressa;
  • è in gravidanza.

Quando il vaccino va rimandato

Il vaccino deve essere rimandato se il bambino:

  • ha in corso un’infezione acuta con febbre (non in caso di sintomi lievi e senza febbre);
  • ha in corso un forte raffreddore, con naso chiuso e scolo abbondante nasale (in tal caso il vaccino potrebbe non attecchire e essere quindi poco efficace).

Quante dosi

  • Chi è stato già vaccinato negli anni precedenti con vaccino antinfluenzale (di qualsiasi tipo) deve ricevere una sola dose.
  • Chi ha almeno 9 anni, anche se non è mai stato vaccinato in precedenza contro l’influenza, deve ricevere una sola dose.
  • Chi ha meno di 9 anni e non è stato vaccinato in precedenza contro l’influenza ed è un soggetto a rischio deve ricevere due dosi (la seconda ad almeno 4 settimane dalla prima dose).
  • Chi ha meno di 9 anni e non è stato vaccinato in precedenza contro l’influenza ma è sano e non è un soggetto a rischio, può ricevere una sola dose. Infatti, anche se il foglietto illustrativo del vaccino consiglia per questa categoria di soggetti due dosi, gli esperti stimano che la seconda dose aumenta di poco l’efficacia della vaccinazione rispetto alla dose singola.

Quando farlo

Consideriamo che la vaccinazione provoca la produzione di anticorpi contro il virus influenzale a partire da 2 settimane dopo la somministrazione, per cui:

  • chi deve ricevere due dosi di vaccino (che devono essere distanziate di almeno 4 settimane), dovrebbe assumere la prima dose a partire da metà ottobre, in modo da completare il ciclo vaccinale entro massimo fine novembre;
  • chi deve ricevere una sola dose di vaccino può assumerla nel mese di novembre.

Come si somministra

Il vaccino è confezionato sotto forma di spray predosato, che viene somministrato mediante uno spruzzo per narice.

Non è necessario ripetere la somministrazione se in parte lo spray fuoriesce dalla narice, oppure se il bambino dopo la somministrazione starnutise o soffia il naso o ha scolo nasale

Chi lo può somministrare

La somministrazione deve essere fatta da un medico. Data la necessità attuale di riuscire a vaccinare in poco tempo un gran numero di bambini, in alcune regioni viene valutata la possibilità che il vaccino venga somministrato presso le farmacie. Anche se la disponibilità del vaccino sul libero mercato molto probabilmente sarà nulla o scarsissima (in quanto le dosi di vaccino sono riservate ai servizi sanitari regionali), è bene ricordare che è da evitare la somministrazione “fai da te” da parte dei genitori.

Effetti collaterali

La vaccinazione causa abbastanza frequentemente lieve febbre, malessere generale, scolo nasale liquido, mal di testa, inappetenza, che in genere si risolvono spontaneamente entro 48 ore dalla somministrazione. Questi sintomi possono essere alleviati somministrando paracetamolo al bisogno. Estremamente rare le reazioni allergiche gravi.

Conservazione e scadenze

Il vaccino deve essere conservato ad una temperatura compresa tra + 2 e + 8 °C e al riparo dalla luce. Una volta tirato fuori dal frigo, può rimanere a temperatura ambiente (a non più di 25°C) per non più di 12 ore.

Avvertenze speciali

Terapie cortisoniche topiche

Se il bambino sta  assumendo corticosteroidi sotto forma di spray nasali o spray/inalatori per l’asma, la vaccinazione può essere praticata, a patto che l’asma sia ben controllata.

Allergia al lattice

Il vaccino può essere somministrato senza problemi a chi è allergico al lattice.

Pregresso Covid-19

Se il bambino ha avuto il Covid-19 oppure è stato a stretto contatto con un caso confermato di Covid-19, una volta scomparsi i sintomi e esaurito il periodo di quarantena o isolamento fiduciario, può essere vaccinato.

Motivi religiosi

Pazienti musulmani e ebrei potrebbero obiettare alla somministrazione del vaccino in quanto tra le sue componenti vi è la gelatina, che viene ottenuta dal maiale.

Aerosol ambientale

La somministrazione del vaccino per via nasale non provoca la diffusione del virus stesso nell’ambiente circostante, per cui non vi è rischio che altre persone nelle vicinanze del bambino vaccinato possano contrarre il virus vaccinale.

Trasmissione ad altre persone del virus vaccinale

Poiché i virus contenuti nel vaccino sono vivi, anche se attenuati, il soggetto vaccinato può diffondere nell’ambiente il virus, attraverso secrezioni, starnuti, tosse, o semplicemente parlando, per 1-2 settimane dopo la somministrazione. Ciò non costituisce un rischio per conviventi e contatti, tranne che per chi sia portatore di una grave immunodeficienza o stia assumendo farmaci immunosoppressori. Nel caso non sia possibile evitare tale rischio, i familiari del soggetto con deficit immunitario non dovrebbero essere vaccinati col vaccino per via nasale.

Se il vaccino per via nasale non è praticabile

L’alternativa più consigliabile è il vaccino “classico” per via intramuscolare, che essendo inattivato può essere ad esempio somministrato anche a persone con gravi immunodeficienze o ai loro conviventi.  In questi come in altri casi in cui il vaccino LAIV non può essere somministrato, rivolgetevi al pediatra, che valuterà l’alternativa più adatta al vostro bambino.