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Vaccino Covid: le domande dei genitori, le risposte del pediatra

Il vaccino contro il Covid-19 è finalmente disponibile, dopo solo un anno dalla comparsa del virus (in tempo di record, quindi, considerando che abitualmente ci vogliono anni perché un vaccino venga ideato, sperimentato, approvato e infine commercializzato). L’inizio della campagna vaccinale contro Covid-19 genera speranza ma desta anche perplessità e diffidenza.

In particolare, molti temono che una sperimentazione così rapida renda il vaccino scarsamente efficace, poco sicuro o addirittura pericoloso. Questi timori sono infondati, in quanto:

  • tutte le fasi sperimentali prima della commercializzazione sono state rispettate e completate, secondo rigidi standard stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità;
  • i risultati della sperimentazione, sia in termini di efficacia che di sicurezza (grazie anche all’ideazione, progettazione e realizzazione di vaccini con tecniche estremamente innovative e a sforzi scientifici ed economici senza precedenti) sono positivi;
  • le fasi iniziali della vaccinazione di massa in diversi paesi, Italia compresa (con milioni di persone già vaccinate), ad oggi confermano le premesse sperimentali.

Vediamo perciò di chiarire – per quanto possibile – alcuni dubbi, in modo da arrivare alla vaccinazione nel modo più sereno e convinto possibile, perché vaccinarsi contro il Covid-19 non è solo una forma di protezione individuale, ma ha anche un profondo significato sociale e solidale verso gli altri e soprattutto verso le categorie più deboli della popolazione.

Quali vaccini sono attualmente disponibili?

I primi vaccini ad aver superato – in Unione Europea, Gran Bretagna e USA – tutte le fasi sperimentali e ad essere autorizzati per la commercializzazione sono il vaccino Comirnaty di Pfizer-Biontech, e il vaccino Moderna (vaccini a mRNA). A questi si è aggiunto il vaccino anglo-svedese di AstraZeneca (vaccino a DNA con vettore virale).

Non sono invece disponibili in Unione Europea lo Sputnik V russo (distribuito oltre che in Russia anche in alcuni paesi dell’America Latina), il CanSinoBio e altri vaccini cinesi, commercializzati in questi paesi ancora prima che l’ultima fase sperimentale sull’uomo si concludesse.

Per chi è particolarmente indicato il vaccino?

Per chi è più esposto al contagio, come gli operatori sanitari, e per chi, in caso di Covid, rischia conseguenze più gravi, come anziani over 65, degenti presso RSA, portatori di malattie croniche come diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, tumori, ecc.

Può essere somministrato anche ai bambini?

Gli studi fino ad ora prodotti in fase sperimentale riguardano gli adulti (stanno per essere avviati anche studi sugli adolescenti), per cui il vaccino non può attualmente essere somministrato a soggetti in età inferiore a 12 anni.

D’altra parte, le attuali conoscenze sul Covid-19 fanno pensare che i bambini,

  • si ammalano molto meno seriamente degli adulti;
  • sono più facilmente contagiati dagli adulti che viceversa,

e quindi la vaccinazione dei loro familiari e in genere degli adulti che li circondano li proteggerà in modo indiretto.

Il vaccino può essere somministrato in gravidanza o durante l’allattamento?

Sebbene i dati attualmente disponibili sui vaccini anti-Covid19 siano derivanti solo da studi su modelli animali e non siano disponibili dati di sicurezza ed efficacia nelle donne in gravidanza e allattamento, per ciò che riguarda i vaccini ad mRNA (Pfizer e Moderna), che non sono vaccini vivi, ed in cui le particelle di mRNA vengono rapidamente degradate, si ritiene che essi possano essere considerati sufficientemente sicuri nelle donne in gravidanza e in allattamento (in caso di vaccinazione, non occorre sospendere l’allattamento al seno).

Le società scientifiche italiane dei ginecologi (SIGO, AOGOI, AGUI, AGITE) e le società scientifiche dei neonatologi (SIN), dei pediatri (SIP), di medicina perinatale (SIMP), degli embriologi (SIERR) e dalla federazione nazionale degli ordini della professione di ostetrica (FNOPO) sostengono che la vaccinazione anti-Covid può essere eseguita anche durante la gestazione e l’allattamento.

Occorre anche considerare che la gravidanza, in particolare se la donna presenta patologie come ipertensione o diabete, è una condizione di rischio per la donna in caso di infezioni respiratorie virali e quindi anche in caso di Covid.

Considerando anche il fatto che attualmente il vaccino per il Covid è riservato a altre categorie, come ospiti delle RSA ed operatori sanitari, la decisione se vaccinare o meno una donna in gravidanza deve essere presa considerando vari fattori, tra cui eventuali patologie della gravida, il fatto che la gravida sia un’operatrice sanitaria, e il grado di rischio di contrarre il Covid in base alla situazione epidemiologica della zona in cui la donna vive. Se la donna scopre di essere gravida dopo aver ricevuto il vaccino può tranquillamente continuare la gravidanza.

Come viene somministrato il vaccino?

Viene somministrato, come il vaccino antinfluenzale, per iniezione intramuscolare al deltoide (spalla). Come abitualmente dopo qualsiasi tipo di vaccino, è necessario attendere nella sede della vaccinazione per almeno 15 minuti dopo la somministrazione.

Quante dosi sono necessarie?

La gran parte dei vaccini anti Covid-19, sia quelli ancora in fase di sperimentazione sia quelli attualmente in commercio, prevedono due dosi, a distanza variabile da 3 a 4 settimane l’una dall’altra.

Se vengo vaccinato, che probabilità ho di ammalarmi?

In base ai dati preliminari della fase sperimentale su volontari, il rischio di ammalarsi (per chi ha completato il ciclo di due somministrazioni e per i vaccini attualmente in distribuzione) è basso, dell’ordine del 5-10%.

Quando il soggetto vaccinato comincia ad essere protetto?

Pur con una certa variabilità da vaccino a vaccino, mediamente 1 settimana dopo la seconda dose.

Quanto dura la protezione?

E’ plausibile che la protezione duri per almeno 9-12 mesi (ma i dati sperimentali forzatamente non vanno oltre i 3 mesi dalla somministrazione).

Se chi viene vaccinato contrae il Covid-19, non trasmette il virus?

Se chi viene vaccinato contrae il virus, non sviluppa sintomi o ha un decorso lieve.

Per ora non è possibile stabilire con certezza se possa o meno trasmettere il virus, per cui anche in caso di contatto con una persona vaccinata contro Covid-19 è necessario mantenere ugualmente le precauzioni anti-Covid (distanziamento e mascherina).

Le varianti “inglese”, “sudafricana” e brasiliana”, recentemente segnalate, renderanno il vaccino meno efficace?

Sembrerebbe di no, soprattutto nel caso della variante inglese,  ma non è possibile affermarlo con certezza allo stato attuale. Del resto, poiché altre varianti (più o meno modificate rispetto al virus originale), inevitabilmente compariranno, è possibile (e anche probabile) che sia necessario riformulare e ripetere periodicamente il vaccino anti-Covid-19 (analogamente a quanto avviene per la vaccinazione antinfluenzale).

A che distanza da altri vaccini può essere somministrato?

Per i vaccini attualmente somministrati, si raccomanda un intervallo rispetto ad altri vaccini di almeno 2 settimane.

Quali effetti avversi causa il vaccino?

Negli studi della fase sperimentale sono stati descritti solo reazioni lievi, come dolore nella sede di iniezione, malessere generale, cefalea, febbre, dolori muscolari, brividi. Dopo l’inizio della fase di vaccinazione di massa, ovviamente, sono cominciate le segnalazioni di reazioni avverse, in alcuni casi anche di reazioni allergiche gravi. E’ questa la fase importantissima in cui si definirà la tollerabilità del vaccino.

Come segnalare una reazione avversa?

Segnalando la cosa al proprio medico o all’ASL, oppure compilando i moduli pubblicati sul sito AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco).

Il vaccino può provocare tumori o malattie genetiche?

No. Nel caso dei vaccini a mRNA (vaccini cioè che utilizzano una parte del materiale genetico del virus)  il materiale genetico virale iniettato col vaccino resta nel citoplasma delle cellule del soggetto vaccinato solo il tempo necessario per produrre le molecole che devono innescare la risposta immunitaria del soggetto, per poi rapidamente degradarsi e sparire, senza lasciare tracce nel corredo genetico cellulare. Anche i vaccini a DNA (in cui parte del materiale genetico del Covid-19 viene “incorporato” nel DNA del virus vettore per poi entrare nelle cellule del soggetto vaccinato e diventare parte del loro DNA) sono sicuri.

Il vaccino può essere somministrato a soggetti allergici?

Sì, certamente, a meno che non abbiano già avuto reazioni allergiche gravi a precedenti dosi del vaccino per Covid-19. Se un soggetto ha  avuto in passato una reazione allergica grave in generale, deve consultare il medico per valutare il da farsi, come ad esempio effettuare la vaccinazione in ambiente protetto (Ospedale).

Il vaccino può essere somministrato a soggetti con malattie autoimmuni?

Negli studi sperimentali non sono stati segnalati problemi nei soggetti con patologia autoimmune rispetto agli altri.  Del resto vi è da considerare che il Covid-19, cioè la malattia naturale, espone chi colpisce ad un rischio sicuramente maggiore di sviluppare malattie autoimmuni.

Il vaccino può essere somministrato in persone con deficit immunitari?

Vi sono pochi dati in merito. In tali soggetti il sistema immunitario potrebbe rispondere al vaccino con minore efficacia, ma non vi è motivo per ritenere che il vaccino sia da evitare (con l’eccezione di eventuali futuri vaccini viventi attenuati, di cui esistono pochi progetti in fase di sperimentazione e comunque attualmente non disponibili). D’altra parte tali soggetti sono ad alto rischio in caso di infezione da Covid-19, per cui è utile vaccinarli comunque.

Il vaccino può essere somministrato in persone in terapia anticoagulante?

Trattandosi di un’iniezione intramuscolare, essa dovrebbe essere evitata in caso di terapia anticoagulante o malattia che comporta deficit di coagulazione (emofilia). In questi casi bisogna consultare il proprio medico curante.

I vaccini sono intercambiabili?

Per ora non ci sono dati sufficienti, per cui attualmente chi comincia con un vaccino deve fare la seconda dose con lo stesso vaccino.

Chi ha già contratto un’infezione da Covid-19 può vaccinarsi?

Non vi è controindicazione alla vaccinazione, in quanto essa semmai rinforza la difesa immunitaria generata nel soggetto dall’infezione naturale. Tuttavia, in caso di infezione recente, può essere opportuno soprassedere alla vaccinazione in quanto è presumibile che nel soggetto si sia sviluppata naturalmente una difesa contro nuove infezioni per almeno qualche mese. Se invece il tempo trascorso dall’infezione supera i 6 mesi, può essere utile effettuare la vaccinazione, che va eseguita a dose piena e, come per tutti, con due dosi. In ogni modo per la somministrazione è necessario attendere la negativizzazione del tampone per Covid-19 e la scomparsa dei sintomi.

Come si svolgerà la campagna vaccinale?

La priorità sarà data inizialmente al personale sanitario del Servizio Sanitario Nazionale e agli ospiti delle RSA, seguiranno poi gli over 65 e quindi le altre categorie di cittadini. La vaccinazione sarà gratuita per tutti e avverrà per offerta alle varie categorie, cui seguirà (in caso di risposta positiva dell’interessato), la convocazione alla esecuzione della vaccinazione.

E’ possibile vaccinarsi privatamente?

No, la distribuzione del vaccino viene fatta dal Servizio Sanitario Nazionale. E’ fondamentale evitare di procurarsi il vaccino per canali alternativi, compreso Internet, poiché si corre un grave rischio rischio di assumere prodotti non controllati e pertanto potenzialmente dannosi.

E’ possibile farsi vaccinare dal medico curante?

Attualmente no, anche perché le esigenze molto particolari di conservazione dei vaccini attualmente in distribuzione richiedono che il vaccino venga conservato e somministrato solo presso determinate strutture ospedaliere

Cosa bisogna portare con sé alla vaccinazione?

Tessera sanitaria, documento di identità ed eventuale documentazione utile al medico vaccinatore per valutare eventuali controindicazioni o precauzioni vaccinali.

Essere vaccinati consentirà di svolgere una vita normale, senza restrizioni?

No: la protezione vaccinale è molto buona ma ciò non esclude che chi è vaccinato possa comunque contrarre l’infezione (anche se il rischio sembra basso), né tanto meno è possibile sapere se chi è vaccinato non sarà contagioso in caso di infezione da Covid-19. Bene quindi mantenere comunque la abituali precauzioni sul distanziamento e la protezione individuale.

Pediatra libero professionista a Bergamo. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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