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Il mio bambino dorme
poco durante il giorno. E' normale?
I
nostri bambini non devono essere costantemente stimolati, hanno
bisogno di calma di serenità e di stabilità; oggi,
più che qualche decennio fa, bisogna imparare a rispettare
i loro ritmi e farli vivere in un ambiente protetto. Maggiori stimoli
avranno, più saranno irrequieti, agitati e iperattivi durante
il giorno.
Perché i bambini dormono tanto?
Una
delle funzioni del sonno nel bambino è la maturazione del
cervello, nel sonno vengono prodotti ormoni fondamentali per la
crescita del bambino, nel sonno si consolidano le informazioni ricevute
durante il giorno e si apprende. Il neonato è un essere straordinario
in uno stato di continuo apprendimento. Questo elevato bisogno di
sonno è parallelo all'intensa crescita che si verifica a
questa età.
Dove
e come deve dormire il mio bambino?
Nei
primi mesi della vita il bambino in genere dorme in una culla accanto
al letto dei genitori. La cameretta è troppo lontana e i
risvegli per le poppate sono frequenti. Esistono diverse scuole
di pensiero sul fatto di far dormire il bambino nel letto dei genitori;
molti genitori hanno paura di fargli del male involontariamente
durante la notte; alcuni ricercatori sostengono tuttavia che il
dormire insieme alla madre a contatto fisico migliora lo sviluppo
psicofisico del bambino e previene le "morti bianche o morti
in culla". E' buona regola, una volta deciso il posto dove
farlo dormire, mantenere lo stesso per il sonno diurno e notturno
(es. non farlo dormire nel passeggino di giorno e nel lettino di
notte).
E' opportuno inoltre che il bambino nei primi mesi sia messo a dormire
su un fianco o sulla schiena, evitate la posizione a pancia sotto,
a meno che non ci siano indicazioni specifiche; tra il quarto e
il settimo mese il bambino avrà la capacità di muoversi
e girarsi e sceglierà la posizione più giusta per
dormire
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Perché
alcuni bambini dormono tutta la notte ed altri si svegliano continuamente?
Esiste
certamente una componente genetica :chiedete ai nonni come eravate
voi genitori da piccoli e spesso vi sentirete raccontare l'esperienza
che vivete voi adesso. Come negli adulti, esistono anche bambini
che hanno bisogno di meno sonno (brevi dormitori) e quelli che hanno
bisogno di più sonno (lungo dormitori); esistono bambini
che sono meno attivi la sera e che la mattina si svegliano pieni
di energia e bambini che invece non vorrebbero mai andare a dormire
la sera e la mattina hanno difficoltà a svegliarsi.
Quando il bambino si sveglia è estremamente importante avere
pazienza: non precipitatevi subito ma aspettate; valutate l'intensità
del pianto e cercate di resistere. Quando andate vicino al bambino,
non accendete luci, non prendetelo in braccio, cercate di calmarlo
con voce bassa e cullatelo un po' nel lettino; se non c'è
proprio bisogno non dategli da bere latte o altre cose, evitate
camomille o cose simili; andate via dalla stanza prima che il b.
sia completamente addormentato; non diventate voi l'unico mezzo
per farlo addormentare.
A che età il bambino inizia a dormire
senza svegliarsi la notte?
In
generale intorno ai 4-6 mesi, ma c'è una grande variabilità.
La cosa più importante a questa età è di regolarizzare
gli orari, ora in cui metterlo a dormire, ora in cui svegliarlo,
orario dei pasti regolare; un'altra cosa molto importante è
esporlo alla luce durante il giorno e giocare in queste ore mentre
si dovrebbe ridurre le attività verso sera e cercare di evitare
luci intense.
Perché
il bambino inizia a piangere in maniera inconsolabile la sera?
Contemporaneamente
all'acquisizione di un ritmo circadiano e all'adattamento al ciclo
luce-buio, il bambino, che passa una giornata calma e regolare,
la sera si innervosisce ed inizia a piangere. Queste fasi vengono
comunemente identificate come dolori addominali o coliche gassose
del primo trimestre; non sappiamo se effettivamente ci sia un dolore
addominale ma è tuttavia chiaro che i bambini che presentano
questo disturbo in maniera intensa, saranno dei bambini che avranno
probabilmente maggior difficoltà nel sonno. Queste manifestazioni
sono legate alla maturazione dei meccanismi che predispongono al
sonno e sono la manifestazione della normale fase di iperattività
alla fine della giornata che corrisponde al periodo di massima vigilanza
dell'adulto; la comparsa tra 3 e 4 settimane di vita di una lunga
fase di veglia che si verifica tra le 17 e le 22 è il primo
segno che il bambino inizia ad assumere una ritmicità circadiana.
In alcuni bambini queste fasi sono lievi e di breve durata, in altri
sono prolungate e si possono protrarre a lungo, anche fino a tarda
notte; in altri ancora si verificano in orari più tardivi.
E' in questa fase che il ritmo circadiano del bambino si stabilizza
ed è perciò estremamente importante controllare questi
stati di agitazione; bisogna creare un ambiente tranquillo, poco
luminoso, senza stimolazioni ulteriori (tipo cullamento intenso);
lasciatelo nel lettino in camera per dargli la possibilità
di addormentarsi da solo.
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E'
giusto dare da bere o da mangiare ogni volta che piange?
Nelle
prime settimane di vita il ritmo del neonato è regolato dai
bisogni interni e può essere giusto alimentarlo ad ogni risveglio.
Dopo i 4-6 mesi di vita non ha più bisogno di mangiare durante
la notte se di giorno fa dei pasti regolari; quindi non si dovrebbe
dare da bere o mangiare se si sveglia; la grande quantità
di liquidi che alcuni bambini ingeriscono durante la notte, specie
se a base di tisane, aumentano la diuresi ed il bambino si bagnerà
più spesso, e di conseguenza tenderà a svegliarsi
più spesso e a piangere. Oltre al fatto che a lungo andare
il biberon diventerà il mezzo esclusivo per addormentarsi
e che il bambino si sveglierà perché "è
abituato a bere durante la notte".
E'
giusto usare sciroppi o tisane o erbe per farlo dormire?
No.
Sia i "cosiddetti rimedi naturali" che i farmaci sono
da evitare sotto i due anni di età. Spesso non risolvono
il problema o questo si ripresenta una volta interrotta la somministrazione.
Possono dare un effetto paradosso, cioè eccitare invece di
calmare. A questa età l'insonnia nella maggior parte dei
casi è legata ad un mancato adattamento ai ritmi normali
o a dei condizionamenti o circoli viziosi che vanno modificati per
poter risolvere il problema. Spesso poi si instaurano dei sensi
di colpa dei genitori in relazione alla somministrazione di un ipnotico
al bambino. Se usati sotto controllo medico possono essere utili,
e a volte indispensabili, per poter modificare alcune cattive abitudini.
Esistono
fasi dello sviluppo che sono momenti chiave per l'acquisizione di
un buon sonno?
Sì.
Due momenti dello sviluppo sono estremamente importanti per l'acquisizione
di un corretto ritmo circadiano e di un buon sonno.
- a
3-4 mesi quando il bambini inizia ad essere influenzato dagli
stimoli ambientali e gradualmente si adatta al ciclo luce-buio
di 24 ore. Il bambino va esposto alla luce solare di giorno e
mantenuto in penombra o al buio la notte; vanno ridotti gli stimoli
esterni mentre spesso la sera, con il papà e la mamma che
ritornano a casa dal lavoro, diventa invece una occasione di eccitazione
e di gioco. Cercate di stabilire degli orari fissi per l'addormentamento
e per il risveglio.
- a
8-9 mesi compare l'angoscia dell'estraneo e aumenta l'ansia di
separazione: è una fase evolutiva normale del bambino che
si accompagna ad aumento fisiologico dei risvegli (vedi la sezione
sull'ansia di separazione)
Cosa fare se il bambino
ha difficoltà ad addormentarsi?
Cerca
di instaurare un rituale fisso, che il bambino associerà
con il momento per rilassarsi ed andare a dormire. Cantare una ninna-nanna
o effettuare le operazioni di pulizia, (bagnetto, cambio pannolino,
ecc.) possono costituire un buon segnale per il bambino. Cercate
sempre di metterlo nel lettino o nella culla ancora sveglio. Lasciate
il tempo al bambino di addormentarsi da solo. Gia intorno ai 4-6
mesi si può iniziare con queste pratiche. Il muoversi o piagnucolare
o vocalizzare non significa che il bambino sia sveglio o voglia
essere preso in braccio; in questo caso l'attesa per vedere quello
che succede è fondamentale: bisogna dare il tempo al bambino
di farci capire cosa vuole. Spesso (si spera) il bambino si addormenterà
da solo senza aiuto. Se le difficoltà persistono e il bambino
"lotta contro il sonno" si può adottare la tecnica
dell'estinzione graduale (vedi sezione sui risvegli notturni).
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Cosa
fare se il bambino ha l'angoscia di separazione (paura di addormentarsi
e separarsi dalla madre)?
Intorno
agli 8-9 mesi si verifica un aumento fisiologico dei risvegli notturni
in relazione alla fase di sviluppo chiamata "angoscia dell'estraneo"
che corrisponde ad una angoscia di separazione dalla madre. Il b.
piange e si dispera se la madre è distante da lui e cerca
continuamente il contatto visivo o fisico. E' un momento estremamente
importante anche per acquisire un buon sonno.
Si può adottare la tecnica del "minimal checking"
che consiste nell'instaurare il solito rituale per l'addormentamento
e lasciare la stanza ma tornare a controllare il bambino ogni 2-3
minuti, anche se non piange o chiama; quando si entra nella stanza
bisogna tranquillizzarlo parlandogli dolcemente e uscire di nuovo
dalla stanza, senza aspettare che si addormenti; si deve continuare
fino a che non si addormenta. La stessa tecnica va adottata durante
i risvegli notturni, ma vedrete che non sarà necessario fare
molti controlli notturni.
Cosa
fare per i risvegli notturni?
E'
estremamente difficile adottare delle tecniche perché ogni
bambino e ogni genitore hanno un diverso modo di comportarsi al
momento dell'addormentamento e dei risvegli notturni; pertanto ogni
intervento va individualizzato sulla singola coppia genitore-bambino.
Oltre al minimal checking, una tecnica generale può essere
quella dell'estinzione graduale. Questa consiste nel cercare di
ottenere il comportamento desiderato tramite piccole conquiste successive,
come abituare il bambino alla progressiva distanza dai genitori
al momento di andare a letto o durante i risvegli.
Se il bambino comincia a piangere o a chiamare, aspettate 30 secondi
poi entrate nella stanza tranquillizzatelo con il minimo di interazione
reciproca ed uscite dalla stanza quando il bambino è ancora
sveglio. Ad ogni chiamata successiva allungate progressivamente
l'intervallo di tempo passando a 1 minuto, poi 2 minuti e così
via, finché il bambino si addormenta da solo. La notte successiva
raddoppiate il tempo di attesa e continuate così. Dopo una
settimana le cose dovrebbero migliorare. Mettete sempre una piccola
luce e date la possibilità al bambino di controllare l'ambiente
circostante. Non fatevi venire i sensi di colpa perché il
bambino piange e voi non intervenite. Non creerete nessun trauma
psicologico al vostro figlio. Se sarete costanti otterrete il risultato
aspettato.
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