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Come fare per rispettare la distanza minima di un metro (per arginare il coronavirus)

Vi è una sola possibilità di arrestare la diffusione del coronavirus: adottare tutti e subito (compresi i nostri figli, piccoli o grandi che siano) comportamenti consapevoli e responsabili. Le misure di contenimento emanate dal Governo, valide per tutto il territorio italiano, sono ormai note a tutti. Queste misure hanno come unico obiettivo quello di limitare il più possibile i contatti tra le persone, ovvero le occasioni di contagio, portando quindi il virus ad “estinguersi”. Un po’ come avviene con le vaccinazioni: più ostacoli incontra il virus alla sua diffusione, meno riesce a diffondersi, finendo per non essere più una minaccia per la collettività (si tratta della cosiddetta “immunità di gregge”).

Col passare dei giorni, e l’aggravarsi della situazione sanitaria, le restrizioni alla mobilità delle persone si sono fatte sempre più rigide, anche per la scarsa adesione di molti cittadini alle indicazioni delle autorità sanitarie. Ecco quindi spiegata ad esempio l’indicazione perentoria di uscire di casa solo per una reale necessità.

Ricordate quindi: la prima regola per evitare il contagio è restare a casa e uscire sono per reali necessità. Non si tratta di una restrizione “eccessiva”, è l’unica misura efficace per limitare la diffusione del contagio.

Alla luce di questo, facciamo  alcuni esempi, per riuscire davvero, nella vita di tutti i giorni, a contribuire ad arginare (e sconfiggere) il virus.

Un metro … o due metri?

Con la tosse, gli starnuti, anche solo parlando, le goccioline che trasportano il virus possono arrivare fino ad una distanza massima di 2 metri. Idealmente quindi, e quando si può, meglio osservare questa distanza rispetto ad altre persone, soprattutto se manifestano sintomi respiratori come tosse e raffreddore. In ambienti chiusi tuttavia è praticamente impossibile rispettare questa distanza: ecco perché, anche nelle raccomandazioni “ufficiali”,  il metro è considerata una  distanza sufficientemente sicura per evitare di trasmettere la gran parte della carica virale.

Devo spostarmi per lavoro, o per un’emergenza, o perché ho una visita medica che non posso spostare.

Mi munisco di un’autocertificazione, utilizzando il modulo previsto dall’ultimo Decreto disponibile sul sito del Ministero dell’Interno. La esibisco alle forze dell’ordine preposte ai controlli.

Sto andando in farmacia, un amico mi incontra, vuole darmi la la mano o vuole abbracciarmi.

Gentilmente mi scuso e lo saluto con un gesto della mano o a mani giunte, stando a distanza di almeno un metro. Evito comunque contatti, neppure con i piedi e con i gomiti…

Vorrei portare a passeggio la mia piccolina di pochi mesi con la carrozzina o il passeggino.

Verificate le indicazioni nella vostra regione e nel vostro comune, dove potrebbero essere in vigore norme più restrittive di quelle nazionali:  secondo l’ultima circolare del Ministero degli Interni sono consentite le passeggiate all’aria aperta, da soli o con i propri bambini (un solo genitore), in prossimità della propria abitazione e possibilmente in campagna e non in strade affollate dove è più facile incontrare persone. Evito quindi di fermarmi a chiacchierare, stando comunque a distanza… e se una conoscente vuole vedere la bimba… al massimo prendo in braccio la bimba e gliela faccio vedere da lontano!

Entro al supermercato, c’è molta gente, troppa per consentire la distanza minima di un metro con altre persone.

Segnalo la cosa al gestore o al direttore, in modo gentile ma fermo, ricordando l’ordinanza (che tra l’altro prescrive la chiusura di un locale se non si organizza, ad esempio con personale di sicurezza all’entrata, per evitare un accesso eccessivo), e… vado in un altro supermercato.

Un mio amico mi ha chiesto di andare a fare due passi insieme.

Mi scuso e gli dico che si deve uscire solo per necessità e comunque non insieme ad altri.

Vorrei leggere un giornale.

Le edicole sono aperte. Se possibile, per evitare di uscire per prendere il giornale,  mi abbono alla versione online del giornale (adesso poi ci sono anche delle facilitazioni e offerte di abbonamenti gratis per diversi quotidiani e periodici).

Devo entrare dal panettiere: stanno servendo altri clienti.

Meglio attendere all’esterno che escano gli altri clienti prima di entrare.

Ho letto che bisogna fare attenzione alle pulsantiere dei citofoni

Vero. Meglio disinfettare le mani dopo aver premuto i pulsanti del citofono. In alternativa si può usare la punta di una penna per pigiare i pulsanti …

Devo prendere l’ascensore.

Meglio di no, se possibile utilizzo le scale. L’ascensore è un importante veicolo di trasmissione, sia perché il virus rimane in sospensione nell’aria, dopo che qualcuno vi ha tossito, o starnutito, o parlato, anche fino a 3 ore, sia perché è uno spazio ristretto in cui è facile che mani e vestiti entrino a contatto con le superfici contaminate da altre persone. Pertanto, se non è possibile evitare di usare l’ascensore occorre:

  • usarlo uno alla volta o al massimo in due (ad esempio con un bambino);
  • indossare sempre la mascherina quando lo si utilizza;
  • evitare di tossire, starnutire o parlare al suo interno;
  • evitare di sedersi ed appoggiarsi alle pareti o di appoggiare a terra o sui sedili sacchetti o borse;
  • se si è con un bambino, tenerlo in braccio o badare a che non si appoggi o tocchi le pareti;
  • disinfettare le mani con gel disinfettante idroalcoolico prima e dopo averlo utilizzato.

Devo utilizzare l’auto per necessità.

Come tutti gli ambienti chiusi e ristretti, l’auto può essere un veicolo di trasmissione del Coronavirus. L’utilizzo dell’auto per gli spostamenti deve avvenire solo per necessità, e mai se siete in quarantena.

  • Non condividete l’auto con amici e parenti al di fuori del nucleo familiare.
  • Se possibile, utilizzate i mezzi aperti, come bici o scooter, rispetto alle automobili.
  • Se la vostra famiglia ha a disposizione più mezzi di locomozione (auto o scooter), è preferibile che ogni membro familiare utilizzi sempre lo stesso mezzo, soprattutto se ha sintomi respiratori.
  • Se tra i membri familiari una persona ha tosse o raffreddore, deve utilizzare l’auto solo per necessità, indossare la mascherina, disinfettare con un gel idroalcolico le mani e la maniglia interna ed esterna della portiera prima e dopo avere utilizzato l’auto, applicare sul sedile un telo di plastica lavabile e disinfettabile dopo l’uso, evitare di toccare oggetti o altre superfici e parti dell’auto. Gli altri membri familiari prima e dopo l’utilizzo dell’auto si disinfettino le mani e disinfettino la maniglia della portiera e indossino la mascherina.

Devo utilizzare i mezzi pubblici per necessità.

Come tutti gli ambienti chiusi, e in questo caso sicuramente con presenza di altre persone, i mezzi pubblici sono potenziali mezzi di trasmissione del Coronavirus. L’utilizzo dei mezzi per gli spostamenti deve avvenire solo per necessità, soprattutto se avete sintomi respiratori, e mai se siete in quarantena.

  • Disinfettate le mani prima e dopo avere utilizzato un mezzo pubblico.
  • Indossate la mascherina prima di salire e tenetela fino a dopo essere scesi. Maneggiatela con attenzione e disinfettate le mani con un gel idroalcolico prima e dopo averla indossata.
  • Una volta saliti possibilmente state in piedi, rispettando la distanza di un metro da altri viaggiatori e senza rivolgere parola ad altri.
  • Toccate o appoggiatevi a pareti , maniglie o altre superfici il meno possibile.

Condivido l’uso di un telefono, per lavoro, con altre persone.

Disinfetto la cornetta prima e dopo l’uso: la cornetta del telefono è uno dei principali veicoli di trasmissione delle infezioni respiratorie.

Un collega o un amico mi chiede, per una questione molto urgente, di prestargli il cellulare

Il motivo deve essere davvero urgente … Nel caso comunque voi e il collega disinfettate le mani con un gel idroalcoolico prima e dopo il passaggio del cellulare, chiedete al collega di usare la mascherina mentre parla,  pulite e disinfettate accuratamente cellulare e cover prima e dopo l’impiego.

Sono in coda allo sportello postale.

Rispetto la distanza di almeno un metro rispetto agli altri utenti, chiedendo gentilmente a chi mi è vicino di fare altrettanto. Se ciò non è possibile, segnalo la cosa allo sportello e rimando l’operazione allo sportello ad un altro momento.

I miei figli non vanno a scuola perché le scuole sono chiuse, ma vorrebbero trovarsi con amici.

Gli adolescenti tipicamente tendono a sottovalutare il pericolo e a non ascoltare quanto detto dai genitori, ed è difficile comunicare con loro in queste situazioni. Tuttavia anche per loro per loro vale la regola di non uscire se non per necessità! Ricordo loro la situazione e il fatto che certe precauzioni servono non solo a proteggere loro, ma anche i nonni e le altre persone cui vogliono bene.  Do anche e innanzitutto io il buon esempio…

Mia moglie dice che i bambini possono uscire a giocare nel cortile, anche se ci sono altri bambini, perché ha sentito dire che i bambini non prendono il Coronavirus

Ha capito male. I bambini hanno in genere sintomi lievi, ma probabilmente si infettano e trasmettono il virus come gli adulti. Quindi aspettiamo che gli altri bambini rientrino in casa e li facciamo uscire nel cortile, ma controlliamo che non arrivino altre persone, nel qual caso li faccio rientrare in casa.

Una persona si avvicina troppo e nel parlarmi mi tocca o afferra per un braccio.

Le chiedo gentilmente di stare a distanza di almeno metro e di non toccarmi.

Ho un po’ di raffreddore e tosse, senza febbre, devo andare dal panettiere.

Se possibile mi organizzo diversamente (ad esempio chiedendo ad un amico sano di farlo per me, o ricorrendo ai servizi del comune o dei supermercati per la spesa a domicilio). Se proprio devo uscire, indosso la mascherina,  applico sulle mani un gel disinfettante, evito di toccare in giro se non è necessario e rispetto la distanza con altre persone. Se non ho la mascherina, evito qualsiasi contatto con le altre persone e resto in casa fino a che i sintomi non sono cessati.

Che stress… ma neppure una passeggiata?

Le indicazioni attuali nascono da un’esigenza da anteporre a qualsiasi altra cosa: limitare il contagio tra persone. Ciò costa sacrifici, che bisogna sopportare per il bene di tutti. Detto questo, fatte salve ulteriori restrizioni decise a livello della vostra regione o del vostro comune, che è consigliabile verificare, secondo l’ultima circolare del Ministero degli Interni sono consentite le brevi passeggiate all’aria aperta, da soli ed eventualmente con i bambini (un solo genitore) e in prossimità della propria abitazione e a patto che  si eviti gli assembramenti, non ci si fermi  a chiacchierare e comunque si rispettino le distanze di sicurezza rispetto ad altre persone. E portate con voi  l’autocertificazione relativa (passeggiata …).

Meno male che si può portare fuori il cane …

Posso farlo però solo rimanendo negli immediati dintorni dell’abitazione. E al ritorno gli lavo le zampe, perché possono essere entrate a contatto con secrezioni di persone infette.

Vorrei uscire a correre o in bici o per andare a camminare in montagna.

Nè corsa né bici né camminate in montagna. L’ultima circolare del Ministero degli Interni consente di svolgere attività motoria all’aperto, escludendo però jogging e purché nelle vicinanze dell’abitazione e per brevi periodi, e portando con sé l’autocertificazione che attesti la motivazione dell’uscita (passeggiata, ecc.). Tuttavia è consigliabile verificare se ulteriori restrizioni non sono state decise nella regione e/o nel comune di residenza.  Meglio comunque, in generale, tapis roulant e rulli, per chi li ha, salto della corda ginnastica, yoga e palestrina in casa. Ci sono corsi o filmati in Internet o YouTube.

Sono malato. Ho chiesto ad un amico sano di andare a farmi la spesa.

Gli chiedo di lasciarmi la spesa sul pianerottolo o lo ricevo sulla soglia di casa indossando la mascherina e dopo aver applicato sulle mani il gel disinfettante. Non lo faccio entrare e lo saluto stando a distanza.

Sto andando al supermercato. Incontro una persona che ha raffreddore e tosse, non ha la mascherina e si ferma a parlarmi.

Gli sto a distanza di almeno 2 metri. Mi scuso e rimando la conversazione ad un altro momento.

Una famiglia di amici ci invita a cena.

Gentilmente rispondo che in questo periodo è meglio di no; ci vedremo non appena possibile.

Ci mancano molto le serate trascorsi con gli amici e i figli giocando ai giochi di società.

Potremmo organizzare partite online, sfruttando le facilitazioni alla connessione internet messe a disposizione dei cittadini in questo periodo. Esistono versioni online di molti giochi di società e piattaforme di gioco online gratuite.

Vorrei andare a trovare i miei famigliari che abitano in un altro paese.

E’ assolutamente vietato. Posso mantenere i contatti via skype o altra piattaforma di connessione (ora gratis per le facilitazioni previste).

Le scuole sono chiuse, mio figlio è stato invitato a giocare alla Play Station a casa di un suo amico.

Gentilmente contatto i genitori dell’amico e proviamo insieme ad aiutare i nostri figli a trovare giochi di gruppo online adatti alla loro età.

Oggi potremmo trovarci  al parco con degli amici.

Non si può. Sarà per un’altra volta.

I nonni vogliono vedere i bambini.

Meglio di no, per proteggere i nonni, che sono molto più a rischio di ammalarsi anche in modo serio.

La nonna vive da sola: deve stare in casa perché ha qualche problema di salute e voglio proteggerla ma anche aiutarla a non deprimersi troppo.

Mi organizzo per portarle la spesa e per le altre faccende domestiche e per tenerle un po’ di compagnia. Organizzo però anche un modo per farlo in sicurezza: non vado a trovarla se sono malato, le faccio indossare la mascherina sempre quando apre la porta, uso e le faccio usare correttamente il disinfettante in gel prima e dopo la visita. Disinfetto bene e periodicamente gli ambienti in cui soggiorna di più. Le insegno ad adattare le stesse misure per qualsiasi visita.

In casa viene una colf per fare le pulizie o una baby sitter per tenere i bambini.

Per le pulizie meglio arrangiarsi da soli: mi faccio aiutare dai  bambini più grandi e da mio figlio o figlia adolescente. Affido i bimbi piccoli a mia figlia o a mio figlio grande. Se proprio devo ricorrere a una colf o a una baby sitter, mi assicuro che stia bene, che non abbia avuto contatti a rischio, e le insegno e verifico che segua tutte le indicazioni e precauzioni per limitare il rischio di contagio.

Tutto il giorno a casa con i bambini: mi chiedono di andare al parco giochi.

Parchi, ville, aree di gioco e giardini pubblici, con decreto del 20 marzo, sono chiusi al pubblico.  Si può uscire invece per una breve passeggiata (un solo genitore), a patto di non mettersi in gruppo con altri genitori con bambini e di rispettare le distanze di sicurezza rispetto ad altre persone