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Calo ponderale del neonato: quando preoccuparsi

Una delle prime preoccupazioni dei neogenitori riguarda il calo ponderale del neonato. Con questo termine si intende la diminuzione di peso che presentano i neonati nei primi giorni di vita, rispetto al peso alla nascita. Vediamo quindi quando è normale (o fisiologico) e quando invece occorre preoccuparsi (calo patologico).

Il peso alla nascita: quando è considerato normale

Il peso alla nascita dipende da una serie di fattori:

  • razza,
  • sesso (i maschi in genere pesano più delle femmine),
  • fattori genetici familiari,
  • età gestazionale, ovvero a quale settimana di gravidanza è nato il bambino (quanto minore è l’età gestazionale, tanto minore è il peso del bambino),
  • gemellarità,
  • stile di vita della madre durante la gravidanza (es. fumo, uso di sostanze tossiche, stress, sono tutti fattori di scarso accrescimento del bambino).

In generale, un neonato a termine di una gravidanza normale, cioè tra le 38 e le 42 settimane di gestazione, ha un peso medio di circa 3,400 kg (maschi) e di circa 3,200 kg (femmine).

Ma attenzione: qualunque valore compreso tra 2,500 e 4,000 kg viene considerato entro i limiti della norma, per un neonato a termine di una gravidanza condotta regolarmente.

Un bambino nato a termine con un peso al di sotto dei 2,500 kg o al di sopra dei 4,000 kg viene considerato di peso basso o viceversa di peso alto rispetto alla sua età gestazionale.

Cos’è e come si calcola il calo ponderale del neonato

Nei primi giorni di vita, in genere tra il secondo ed il quarto giorno, si assiste fisiologicamente ad una diminuzione del peso, che in genere è attorno al 5-7% ma che può arrivare anche fino al 10%, rispetto a quello della nascita.

Vediamo due esempi:

  • un neonato di 3,500 kg alla nascita, se al controllo in terza giornata pesa 3,325 kg vuol dire che ha avuto un calo del 5% (-0,175 kg = 5%);
  • una neonata di 3,000 kg alla nascita se al controllo successivo pesa 2,700 kg vuol dire che ha avuto un calo del 10% (-0,3 kg = 10%).

Proprio perché interessa la maggior parte dei neonati, ed è quindi considerato un evento “normale”, viene chiamato calo fisiologico.

Quali sono le cause del calo ponderale (perché si verifica)

Nei primi giorni di vita il neonato, che fino ad allora era vissuto in un ambiente prevalentemente acquoso costituito dal liquido amniotico, inizia a vivere in un ambiente completamente diverso: perde i liquidi in eccesso che aveva alla nascita, inizia a respirare autonomamente, fa i suoi bisogni fisiologici (pipì e cacca).

D’altro canto nei primi giorni di vita il neonato allattato al seno assume il colostro, ricchissimo di sostanze nutritive e protettive per la salute, ma concentrate in piccolissime quantità (adeguate comunque alle sue necessità). Nei giorni successivi, se l’allattamento procede bene, verranno prodotte maggiori quantità di latte.

Il calo fisiologico: quando avviene, quando viene recuperato

Normalmente il calo raggiunge il picco massimo attorno ai 3-5 giorni di vita, mentre il peso alla nascita viene recuperato gradualmente entro le prime 2 settimane di vita, più raramente entro le prime 3 settimane.

Come verificare l’andamento della crescita del neonato

Esistono varie possibilità per monitorare l’andamento della crescita.

La più precisa è quella di un monitoraggio del peso su una bilancia di uso professionale (quella del pediatra, per intenderci).

Seguendo alcune regole, è però possibile un monitoraggio a casa:

  • bilancia ben tarata ed appoggiata su un piano rigido;
  • temperatura ambientale idonea (se il bambino ha freddo, trema e si muove e la misurazione non sarà accurata)
  • pesare il neonato possibilmente nudo, oppure solo con un body (sempre dello stesso peso ad ogni misurazione);
  • pesare possibilmente sempre alla stessa ora della giornata;
  • scegliere un momento di sonno o di veglia tranquilla, possibilmente poco prima della poppata (evitando i momenti di agitazione o di pianto).

Considerando che un accrescimento medio è tra i 20-30 grammi al giorno, si comprende bene come una misurazione errata possa portare a valori poco attendibili e preoccupare i genitori (non ha messo un grammo!, ha perso peso!…) o viceversa illudere (è cresciuto tanto da ieri ad oggi! …).

Tra gli errori che possono portare ad una errata valutazione del peso:

  • pesare il neonato mentre si agita o piange
  • effettuare una misurazione a digiuno ed un’altra subito dopo una poppata
  • pesare il neonato una volta nudo ed un’altra vestito o con il pannolino

La valutazione indiretta può essere fatta monitorando il numero di pannolini bagnati (5-7) ed il numero di evacuazioni (3-4) al giorno, tenendo presente però che questi valori dipendono anche dal tipo di allattamento e dalla caratteristica fisiologica del bambino: se il numero di pannolini bagnati e di evacuazioni è regolare, significa che il bambino sta assumendo una quantità adeguata di nutrimento.

Il calo patologico: quando preoccuparsi

Attualmente viene considerato patologico, cioè al di fuori della norma, un calo di peso superiore al 10% rispetto al peso della nascita (es. neonato di 3,200 kg alla nascita, dopo 4 giorni pesa 2,800 kg vuol dire che ha perso 400 gr rispetto alla nascita, cioè più del 10%).

Possibili cause di un eccessivo calo ponderale sono:

  • somministrazione eccessiva di liquidi alla madre durante il travaglio (passano dalla madre al feto attraverso la placenta e devono essere poi eliminati dal neonato);
  • ritardo della prima poppata;
  • difficoltà nell’attaccamento al seno;
  • difficoltà nella suzione;
  • orari rigidi delle poppate e mancanza della possibilità di rooming in;
  • errore nella rilevazione del peso alla nascita o nelle misurazioni successive.

Cosa fare in caso di calo eccessivo

Per valutare se la crescita è normale, non si parte dal peso alla nascita, ma dal peso più basso che ha raggiunto con il calo.

Come abbiamo visto, il calo avviene in quasi tutti i neonati, ma anche in caso di un calo più importante, questo non giustifica una interruzione dell’allattamento al seno, né automaticamente una integrazione con latte adattato, ma un attento monitoraggio. E’ necessario quindi cercare di identificare eventuali problemi e fare tutti i tentativi per favorire e supportare l’allattamento al seno, mentre una eventuale integrazione di latte in formula verrà valutata solo su indicazione del pediatra.

Se siete preoccupati per la crescita del vostro bambino dopo la nascita, rivolgetevi al punto nascita o al vostro pediatra di fiducia.


Articolo scritto in collaborazione con la d.ssa Angela Maria Caprio


Pediatra di Famiglia a Santa Maria Capua Vetere (CE) – ASL Caserta – Regione Campania

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