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Informazioni e consigli sulla crescita e la salute del bambino, scritti esclusivamente da medici pediatri e professionisti qualificati.

Antibiotici e bambini: quando servono, come usarli in modo corretto

Che cos’è un antibiotico

L’antibiotico è un farmaco utilizzato per  curare un’ infezione provocata da batteri patogeni (in grado cioè di provocare una malattia).

Gli antibiotici  possono uccidere i batteri (battericidi) o bloccarne la riproduzione (batteriostatici).
Alcuni antibiotici sono in grado di agire contro molti batteri (ad ampio spettro di azione), altri sono efficaci solo su pochi batterispecifici(a spettro ristretto).

Gli antibiotici sono in grado di curare le infezioni causate da batteri ma non sono in grado di curare infezioni provocate da virus.

La scoperta del primo antibiotico moderno, la penicillina isolata dalla muffa, è avvenuta nel 1928 ad opera del biologo inglese Alexander Fleming che ricevette il premio Nobel per la medicina nel1945.

La ricerca ha portato successivamente alla scoperta e alla sintesi di nuovi antibiotici.

Gli antibiotici maggiormente utilizzati in pediatria appartengono ai seguenti gruppi:

  • penicilline;
  • cefalosporine;
  • macrolidi;
  • aminoglicosidi e chinolonici (che si utilizzano molto più raramente e in casi selezionati).

Penso di poter affermare che gli antibiotici sono le scoperte che, insieme con i vaccini, hanno contribuito in modo più significativo alla salvaguardia della salute fisica degli esseri umani: il loro utilizzo permette la prevenzione e la cura di malattie che mietevano migliaia e migliaia di vittime in tutto il pianeta nei secoli scorsi e che ancora continuano a farlo nei paesi poveri dove questi preziosi rimedi non sono disponibili.

Quando e come utilizzare gli antibiotici nei bambini

Nell’esperienza comune di noi pediatri i genitori si pongono spesso con due atteggiamenti completamente diversi nei confrontidegli antibiotici: alcuni genitori vorrebbero utilizzare sempre gli antibiotici, somministrandoli al loro bambino non appena compare la febbre, con la convinzione di accelerare il processo di guarigione e di ridurre il periodo di disagio causato dalla malattia; altri non vorrebbero utilizzare mai gli antibiotici perché  preoccupati per i possibili effetti collaterali e per il  timore che la somministrazione di antibiotici indebolisca le difese immunitarie del bambino, favorendo altre infezioni nei mesi successivi.

Entrambi gli atteggiamenti sono errati: l’uso degli antibiotici non deve essere frutto dell’improvvisazione.

Solo il pediatra possiede le conoscenze e l’esperienza che permettono di decidere se prescrivere o meno un antibiotico, secondo linee guida elaborate dalla comunità scientifica internazionale dopo anni di studi e ricerche, e avvalendosi delle informazioni raccolte durante la visita e, se necessario, dei risultati di alcuni esami diagnostici (come tampone faringeo, esame urine e urinocoltura, antibiogramma ,PCR, conta dei globuli bianchi e formula leucocitaria, radiografie) per cercare  di  capire se l’infezione è di tipo virale – e può quindi essere trattata solo con farmaci sintomatici (ad esempio antipiretici) – oppure se è batterica. In caso di infezione batterica sceglierà, nel rispetto delle linee guida esistenti, l’antibiotico più adatto tenendo conto del tipo di infezione da curare, dell’età del bambino e della sua capacità di assumere il farmaco prescritto.

Una volta scelto l’antibiotico il pediatra indicherà:

  • la dose per singola somministrazione che va rispettata accuratamente (ad es. 10 ml di sospensione, 1 pastiglia da 50 gr. ecc.). L’aumento della dose non migliora l’efficacia e non accelera la guarigione, può invece causare maggiori effetti collaterali e, per alcuni farmaci, anche  tossicità. La diminuzione del dosaggio può rendere inefficace la terapia e favorire il fenomeno dell’antibiotico-resistenza (i batteri sopravvissuti sintetizzano fattori di resistenza e quel farmaco non funzionerà più in caso di successivo utilizzo);
  • orari e numero di somministrazioni nelle 24 ore: saltare somministrazioni o cambiare gli intervalli fra una dose e l’altra può compromettere l’efficacia della terapia;
  • i giorni di durata della terapia: capita spesso che i genitori sospendano la somministrazione del farmaco alla scomparsa dei sintomi; questo può causare una recrudescenza della malattia in forma più grave e favorire la formazione di ceppi batterici resistenti a quell’antibiotico (fenomeno conosciuto come antibiotico-resistenza).

E’ importante ricordare che batteri diventati resistenti per un uso scorretto degli antibiotici possono essere trasmessi ad altre persone determinando un danno non solo per il singolo individuo ma per l’intera collettività. Il  fenomeno della antibiotico-resistenza obbliga ad un uso attento e responsabile di questi preziosissimi farmaci salvavita per far sì che possano conservare la loro efficacia per i nostri bambini e per le generazioni che verranno.

Utilizzo degli antibiotici a scopo preventivo

In alcune situazioni gli antibiotici possono essere prescritti dal Pediatra per prevenire possibili infezioni o  recidive di patologie ricorrenti già trattate.

Queste sono le situazioni più frequenti:

  • bambini che sono stati morsi da un cane o da un altro animale per prevenire possibili infezioni dovute al morso;
  • bambini con ferite a rischio di infezione;
  • bambini che devono essere sottoposti ad una procedura diagnostica invasiva (ad esempio la cistografia ) per evitare di diffondere una possibile infezione durante la procedura diagnostica.

Gli antibiotici possono essere pericolosi per i bambini?

Se gli antibiotici vengono assunti su indicazione del medico e secondo le modalità previste sono farmaci efficaci e sicuri, generalmente ben tollerati e con pochi effetti collaterali. Possono essere utilizzati fin dai primi giorni di vita dei bambini per curare infezioni perinatali e sono i farmaci non sintomatici di gran lunga più prescritti durante l’infanzia utili per combattere infezioni batteriche molto comuni durante l’infanzia non gravi (come tonsilliti, otiti, infezioni delle vie urinarie) o più pericolose (come la meningite).

Se invece vengono assunti senza prescrizione medica o in modo non corretto, possono diventare inefficaci o addirittura pericolosi per la salute del bambino.

Effetti collaterali più comuni degli antibiotici nei bambini

Diarrea

La diarrea è uno degli effetti collaterali più comuni. E’ dovuta al fatto che l’azione battericida dell’antibiotico nei confronti dei batteri patogeni (“cattivi”) si attua anche nei confronti dei batteri “buoni” normalmente presenti nell’intestino che svolgono un’azione positiva nei processi digestivi nel nostro corpo.
Lo squilibrio che si crea determina la comparsa  di una diarrea transitoria; la flora intestinale può essere ricostituita con la somministrazione di fermenti lattici per alcuni giorni a fine terapia.

Infezioni da candida

La candida è un fungo che normalmente è presente nel cavo orale e nell’intestino a basse concentrazioni e viene tenuta sotto controllo proprio dalla presenza dei batteri buoni. Le terapie antibiotiche, riducendo la presenza di batteri buoni, consentono alla candida di prendere il sopravvento favorendo la comparsa di mughetto nel cavo orale o più frequentemente di una dermatite nell’area del pannolino dove l’umidità e il calore costituiscono ulteriori fattori che favoriscono la crescita di questo fungo. Questa dermatite si presenta con papule rosso vivo, non dolenti, prima separate e poi confluenti.

Reazioni allergiche

Reazioni di tipo allergico possono verificarsi ogni volta che introduciamo nel nostro corpo sostanze ad esso estranee e questo vale anche per gli antibiotici.  La reazione può essere immediata o necessitare di un processo di sensibilizzazione come avviene quasi sempre con gli antibiotici (in questo caso la prima volta che si somministra il farmaco non succede nulla mentre una successiva somministrazione causa una liberazione importante di istamina che provoca manifestazioni di tipo allergico come macchie sulla pelle, prurito e, nei casi più gravi, difficoltà respiratorie).
La maggior parte delle volte le reazioni allergiche  si risolvono sospendendo la somministrazione del farmaco che le ha provocate. Questi episodi vanno sempre segnalati al pediatra che, se necessario, prescriverà una terapia per contrastare la reazione allergica e terrà conto di quanto accaduto in caso di prescrizioni successive.

Aumento della sensibilità all’azione dei raggi solari

I principi attivi degli antibiotici raggiungono anche le cellule della cute. Alcuni di questi principi,  soprattutto quelli presenti nella  classe dei macrolidi,  possono determinare una fotosensibilizzazione. In questo caso quando la pelle viene esposta al sole l’azione dei raggi ultravioletti può causare irritazioni e macchie della pelle.
Come regola generale, a maggior ragione in corso di terapia antibiotica, sarebbe bene evitare l’esposizione diretta nelle ore più calde e senza fattori di protezione.

Terapia  antibiotica e allattamento al seno

Alcuni antibiotici hanno dimostrato di essere ben tollerati dal bambino se assunti dalla mamma durante l’allattamento al seno.  Sarà in ogni caso il  medico a decidere quando è necessario utilizzare il farmaco e quale scegliere.

La maggiore concentrazione di farmaco nel latte viene raggiunta dopo una/tre ore circa dall’assunzione del farmaco. Per ridurre il più possibile la quantità di antibiotico assunta dal bambino con il latte materno è opportuno che

  • la mamma assuma l’antibiotico subito dopo la poppata;
  • se possibile, aspetti alcune ore prima di riattaccare il bambino al seno.

In caso di assunzione di antibiotici in periodo di allattamento al seno, l’ AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) raccomanda di sorvegliare con particolare attenzione le condizioni del bambino allattato, di monitorare e segnalare qualsiasi  reazione avversa  che possa essere attribuita al passaggio dell’antibiotico attraverso il latte materno.

Terapia  antibiotica e alimentazione

Possono essere sfatati quei miti secondo i quali alcuni alimenti sarebbero da evitare in corso di terapia antibiotica. Se non esistono restrizioni alimentari dovute ad altri motivi, possono essere assunti tutti gli alimenti che fanno parte di una alimentazione equilibrata e adatta all’età del bambino malato.
La febbre, presente nella maggior parte delle malattie in cui si prescrive un antibiotico, comporta un dispendio maggiore di energie, così il corpo dei bambini consuma una maggior quota di glucosio rispetto alle condizioni normali. Questo può portare in breve tempo ad un esaurimento delle scorte di zuccheri presenti sotto forma di glicogeno nel fegato e nei muscoli, scorte di cui i bambini dispongono in misura ridotta rispetto all’adulto. A quel punto l’organismo comincia ad utilizzare i grassi innescando il meccanismo che provoca l’acetone.

Quando si sa di avere un bambino particolarmente predisposto alle crisi acetonemiche è bene seguire un’alimentazione ricca di carboidrati e povera di grassi.


Per riassumere

  • L’antibiotico è un importante farmaco salva-vita.
  • Va utilizzato solo in caso di effettiva necessità e dietro prescrizione medica (no fai-da-te!).
  • Se assunto correttamente, è un farmaco sicuro che non indebolisce il sistema immunitario del bambino e non lo predispone a successive infezioni.
  • Rivolgiti sempre al tuo pediatra se il tuo bambino non sta bene: non somministrare al tuo bambino un antibiotico di tua iniziativa.
  • Se il pediatra prescrive un antibiotico per il tuo bambino, rispetta le dosi, il numero di somministrazioni e la durata della terapia.

Pediatra Libero Professionista a Cantù (CO). Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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