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Covid-19 e vacanze al mare: cosa occorre sapere

Ora che con l’apertura delle Regioni inizia la fase 3, molte famiglie sceglieranno di trascorrere alcune giornate di vacanza al mare.

Il Governo e le Regioni hanno stabilito alcune misure di sicurezza cui i gestori degli stabilimenti balneari dovranno attenersi per limitare le occasioni di contatto stretto tra le persone.

Anche noi però possiamo fare la nostra parte, adottando anche al mare comportamenti prudenti e responsabili per ridurre il rischio di contagio per noi e i nostri bambini.

Mantenere le distanze, anche al mare!

Da sempre la convivenza in spiaggia ci espone a frequenti occasioni di contatto stretto con le altre persone: basti pensare ai giochi nell’acqua e alle passeggiate sul bagnasciuga, ai capannelli per acquistare un gelato, alle partite a carte sotto l’ombrellone. Nulla di tutto questo potrà e dovrà avvenire: sono infatti previste regole di distanziamento tra gli ombrelloni, percorsi regolamentati di accesso agli stessi stabilimenti (preferibilmente su prenotazione), e soprattutto l’obbligo di mantenere sempre e comunque la distanza interpersonale di almeno un metro tra i bagnanti, di indossare la mascherina quando non si sta nella propria area ombrellone, di evitare assembramenti e condivisione di aree ombrelloni. Il senso di tali provvedimenti è ovvio: evitare almeno la diffusione virale tra un gruppo familiare e l’altro.

In particolare bisognerà fare attenzione ai bambini, spiegando ai più grandicelli l’importanza del rispetto delle regole di distanziamento sociale e facendo attenzione ai più piccoli, per evitare che condividano spazi e giochi con altri bambini.

Il mare genera un “effetto aerosol” che aumenta il rischio di contagio?

Covid-19 si trasmette principalmente con i droplets, cioè le goccioline di saliva contenenti il virus emesse da una persona infetta con  la respirazione, la tosse, gli starnuti, la conversazione ed inalate da altre persone, determinandone il contagio.

Al mare, la normale ventilazione e l'”effetto aerosol” generato dalle onde possono aumentare tale rischio?

No, non vi sono evidenze per ora che la ventilazione e “l’effetto aerosol” causato dalle onde aumenti tale rischio.

Sulla spiaggia e in mare il rischio di contagio è simile a qualsiasi altro luogo aperto.  Al mare quindi, come sempre quando si sta all’aperto se si rispetta una corretta distanza interpersonale, è minore il rischio di trasmettersi il virus rispetto ai luoghi chiusi.

Trasmissione per contatto in spiaggia

Una via di contagio possibile è anche quella del contatto indiretto, che nel caso del mare potrebbe ad esempio verificarsi venendo a contatto con superfici toccate da persone infette, come ombrelloni, sdraio, lettini, palloni, secchielli e palette, pedalò, ecc. Ecco perché sono importanti le norme imposte ai gestori degli stabilimenti balneari, come la sanificazione di lettini, ombrelloni, sdraio e cabine ad ogni cambio di utente, il divieto di condividere cabine tra nuclei familiari diversi.

Il rischio di contagio attraverso la sabbia e l’acqua, sulla base dei dati attualmente disponibili, non sembra significativo.

Anche in questo caso tuttavia possiamo  fare la nostra parte:

  • evitando la condivisione con altri di asciugamani, accappatoi e altri oggetti di comune impiego in spiaggia, come salvagenti e braccioli;
  • utilizzando frequentemente gel disinfettanti quando si toccano superfici alle docce o in cabina o al bar;
  • portandoci magari per prudenza un po’ di alcool o candeggina da utilizzare per sanificare a nostra volta la postazione ombrellone al primo utilizzo, se riteniamo che le misure igieniche del gestore non siano adeguate.

Attenzione agli ambienti chiusi!

Molto della vita quotidiana al mare si svolge all’aperto, e questo è un bene. Anche al mare tuttavia è necessario fare attenzione al rischio di contagio negli ambienti chiusi, come ristoranti, alberghi e luoghi di shopping, soprattutto se aerati in modo artificiale e forzato invece che naturalmente. In questi contesti quindi sono ancora più importanti le precauzioni come indossare la mascherina, rispettare le distanze, utilizzare frequentemente gel disinfettanti (soprattutto prima e dopo aver utilizzato la toilette!), lavarsi frequentemente le mani.

Spiaggia libera, attenzione e responsabilità maggiori!

In spiaggia libera conta ancora di più l’atteggiamento responsabile e attento di chi la frequenta. Comportiamoci quindi con attenzione ancora maggiore, nel rispetto degli altri e nella prudenza (che al limite deve spingerci ad abbandonare la spiaggia se constatiamo che non vi sono condizioni di sicurezza sufficienti).

Devo procurarmi un passaporto sanitario?

Gli esami diagnostici per il Covid-19 possono accertare se una persona è positiva al momento dell’esame (tampone) oppure se ha gli anticorpi contro il Covid-19 ed è quindi è entrata in contatto con il virus in un momento precedente all’esame (test sierologico).

Nessun esame però può attestare che una persona è “sicura” è perché:

  • nessun esame può garantire che una persona è immune (anche chi si è già ammalato di Covid-19 potrebbe essere nuovamente infettato);
  • nessun esame può garantire che una persona non possa infettare (anche chi ha eseguito un tampone o un test sierologico negativi potrebbe successivamente entrare in contatto con il virus e diventare portatore del virus).

Non servono quindi i “passaporti sanitari” di cui tanto si è sentito parlare.

Piuttosto, è importante che anche in vacanza chi ha sintomi respiratori (raffreddore, tosse, febbre) eviti di uscire di casa.