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Morbillo

bambino asiatico con macchie rosse nelle braccia e nel torace causate dal morbillo

Cos’è il morbillo

E’ una malattia infettiva virale, talvolta pericolosa, molto contagiosa, che lascia una protezione permanente (immunità), per cui non ci si ammala una seconda volta.

Il morbillo è sempre meno frequente per l’estendersi della vaccinazione ed è molto raro prima dei 6 mesi di vita (perché, sempre che la mamma abbia in passato contratto la malattia, si è protetti dagli anticorpi materni trasmessi durante la gravidanza).

Ci si contagia con facilità parlando. giocando, venendo a contatto, anche per pochi attimi, con un soggetto affetto da morbillo, che è infettivo da 3 giorni prima dell’inizio della malattia fino a 5 giorni dopo la comparsa dell’eruzione cutanea.
Non è invece possibile venire contagiati “a distanza” , tramite oggetti o persone venuti a contatto con un malato.

In seguito a questo contatto, il virus penetra nell’organismo, si moltiplica per circa 10 giorni, senza dare significativi disturbi (fase di incubazione), poi la malattia si manifesta.

La riammissione in comunità non deve avvenire prima di 5 giorni dalla comparsa dell’esantema, quando il bambino torna a stare abbastanza bene.

I sintomi del morbillo

1. Dapprima compaiono malessere, febbre modesta, poi tosse stizzosa, congiuntivite (con lacrimazione, arrossamento degli occhi, fastidio alla luce) e raffreddore (con scolo nasale e sternuti), come in una comune influenza. Verso la fine di questa fase sono visibili, all’interno delle guance, delle macchioline bianche (macchie di Koplik); spariscono 2 giorni dopo l’inizio dell’esantema.

2. Dopo 3 giorni la febbre diventa alta e compare l’esantema:

  • macchie color rosso vivo, tendenti a confluire in larghe chiazze;
  • localizzate prima dietro le orecchie e nella parte alta della fronte, da cui poi si diffondono verso il basso al viso, al collo, al tronco e agli arti.

schiena di bambino coperta da macchie rosse causate dal morbillo

3. Quando l’esantema arriva al dorso del piede, comincia a schiarirsi, anche qui a partire dal volto; contemporaneamente la febbre cala e migliorano tutti i sintomi, tranne la tosse, che può persistere per oltre 1 settimana.

4. Frequenti e talvolta temibili sono le complicazioni, che insorgono verso la fine della malattia, anche se l’eruzione è stata modesta. Le più comuni sono:

  • l’otite, che si manifesta con mal d’orecchio e ripresa della febbre;
  • la broncopolmonite e la laringite, che causano peggioramento della respirazione e ripresa della febbre;
  • l’encefalite (infiammazione del cervello), che colpisce 1-2 bambini su mille ammalati: può essere mortale e lascia spesso danni neurologici permanenti.

Cosa fare

Non esistono cure specifiche, né per la malattia, né per prevenire le complicazioni. Ci si deve limitare ad alleviare i disturbi:

  • febbre: somministrate paracetamolo;
  • tosse: azionate l’umidificatore (se non siete allergici agli acari);
  • congiuntivite: abbassate la luminosità della stanza, per ridurre il fastidio agli occhi.

Quando consultare il medico

Consultate il medico immediatamente se il bambino:

  • fa fatica a respirare, anche dopo che avete pulito il naso;
  • è confuso o delira o è sonnolento e difficile da svegliare;
  • ha un forte mal di testa;
  • sembra stare molto male.

Consultate il medico senza urgenza se:

  • sospettate si tratti di morbillo, per la conferma della diagnosi e per le indicazioni terapeutiche;
  • il bambino ha dolore alle orecchie;
  • dall’occhio escono secrezioni gialle;
  • lo scolo nasale diviene giallo per più di 24 ore;
  • la febbre persiste oltre i 4 gg dall’inizio dell’eruzione o ritorna dopo una pausa di almeno 24 ore;
  • avete qualsiasi dubbio da chiarire.

Prevenzione

E’ altamente consigliata, data la potenziale gravità del morbillo, la vaccinazione.

Se il vostro bambino non è vaccinato e pensate che sia stato contagiato, informate tempestivamente il pediatra, perché talvolta la malattia può essere prevenuta.