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Otite media: cause, sintomi e cure

orecchio di un neonato

Cos’è l’otite media?

E’ l’infezione dell’orecchio medio, cioè di quella parte dell’organo dell’orecchio posta dietro il timpano.

L’orecchio medio è una piccola cavità posta all’interno del mastoide (l’osso che sporge dietro il padiglione auricolare), che contiene normalmente aria. L’aria, posta dietro al timpano, consente a questo di vibrare all’arrivo delle onde sonore proprio come la pelle di un tamburo. Le vibrazioni del timpano vengono trasmesse attraverso una catena di piccolissimi ossicini al nervo acustico, che a sua volta trasforma le vibrazioni in impulsi elettrici da inviare alla parte del cervello incaricata di percepire i suoni.

La cavità dell’orecchio medio comunica con il naso attraverso un piccolo canale detto “tuba uditiva”, che ha la funzione di mantenere sempre dietro il timpano una quantità d’aria sufficiente perché esso possa vibrare e svolgere la sua funzione. Anche ad esempio quando, a causa di un repentino cambiamento di altitudine, la pressione d’aria tra i due lati del timpano si squilibra: masticando e sbadigliando, e quindi riaprendo la tuba uditiva, facciamo affluire aria nell’orecchio medio, ripristinando l’equilibrio originario, consentendo al timpano di tornare a vibrare liberamente e a noi stessi di tornare a sentire come prima. Una delle tante meraviglie di cui è fatto l’organismo umano…

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Una meraviglia che però presenta anche il suo punto debole: la tuba uditiva, infatti, proprio per il fatto di comunicare con il naso, può facilmente essere coinvolta nelle infezioni delle prime vie respiratorie così frequenti nel bambino, che per di più presenta una tuba uditiva più corta e meno obliqua rispetto all’adulto. Ecco quindi che l’infiammazione si propaga facilmente all’orecchio medio, producendo catarro che va  a sostituirsi all’aria dietro il timpano, complice anche la chiusura della tuba provocata dall’infiammazione stessa. Il catarro può quindi permanere nell’orecchio medio ben oltre la durata del banale raffreddore che aveva dato inizio al tutto; talora, soprattutto se gli episodi di raffreddamento si ripetono spesso, anche per mesi, provocando un calo dell’udito: si parla in tal caso di otite media effusiva o glue ear.

A volte poi il ristagno del muco facilita il moltiplicarsi di virus e batteri, che peggiorano la situazione, dando origine ad un’otite media acuta. Nella maggior parte dei casi sono in causa dei virus, e l’infezione tende spontaneamente a risolversi. Più pericoloso il caso in cui siano i batteri a proliferare portando alla formazione di pus che, spingendo sul timpano, provoca dolore e talora anche la perforazione del timpano stesso. La perforazione è solitamente una micro perforazione, che in poco tempo si rimargina, e a questo punto la fuoriuscita del pus può portare alla risoluzione dell’infezione, che però più spesso torna ad attivarsi. Inoltre la piccolissima cicatrice esito della perforazione, che non interferisce con la funzione timpanica, rimane per un certo tempo un punto debole, dove il pus può tornare a farsi strada più facilmente in caso di nuove otiti. Solo raramente la perforazione può essere così estesa da non rimarginarsi se non dopo molto tempo o addirittura mai. Un’altra possibile complicazione è la propagazione dell’infezione all’osso mastoideo (mastoidite) e di qui, sia pure molto raramente, alle meningi (meningite).

I sintomi dell’otite media

Nell’otite media effusiva il sintomo predominante è il calo dell’udito (ipoacusia), soprattutto per i toni alti. Solitamente il calo è intermittente, migliora nell’intervallo tra un raffreddore e l’altro, o nel periodo estivo, per poi tornare a peggiorare d’inverno e con la frequenza alla scuola materna. Talora però l’ipoacusia permane per lunghi periodi: è questa una situazione che va monitorata nel tempo perché il calo persistente dell’udito interferisce inevitabilmente con il linguaggio, la vita sociale e l’apprendimento del piccolo. Il bambino inoltre può frequentemente presentare dolore (otalgia), non così intenso solitamente come nell’otite media acuta, ma comunque fastidioso: è dovuto al fatto che il timpano viene stirato verso l’interno dal catarro e dall’assenza dell’aria.

Il dolore invece è molto forte, acuto, lancinante, in caso di otite media acuta. E’ spesso intermittente, ma le fitte molto intense tormentano il bambino, che, se troppo piccolo per descrivere il dolore, lo manifesta però piangendo e portando bruscamente la mano all’orecchio e stirando all’indietro la testa. Può essere presente febbre. Talvolta nel condotto uditivo esterno (il canale che si apre all’esterno nel padiglione auricolare) compare del liquido, talora francamente purulento  e qualche volta misto a sangue, segno che il pus si è fatto strada perforando il timpano: il dolore spesso a questo punto si placa, e così la febbre. Molto spesso però la tregua è solo temporanea, e i sintomi si ripresentano, oppure il pus continua a fuoriuscire.

Come si arriva alla diagnosi?

Fondamentale per la diagnosi di otite media acuta è l’esame otoscopico, condotto dal pediatra o dallo specialista otorinolaringoiatra (ORL), mediante un apparecchio chiamato appunto otoscopio, con cui, introducendolo nel condotto uditivo esterno, è possibile esaminare il timpano, valutandone l’integrità e l’eventuale arrossamento od opacamento, la sua retrazione verso l’interno o viceversa la sua sporgenza verso l’esterno (estroflessione). Un tipo particolare di otoscopio, detto otoscopio pneumatico, consente anche di valutare la mobilità della membrana timpanica, che può essere compromessa dalla sua retrazione e soprattutto dalla presenza di catarro al posto dell’aria nell’orecchio medio.

Se dal condotto uditivo esterno fuoriesce del pus, segno che è avvenuta una perforazione del timpano, si può cercare di individuare il battere responsabile mediante un tampone auricolare.

Molto importanti per diagnosticare e seguire nel tempo un’otite media effusiva e soprattutto il conseguente calo dell’udito sono l’esame impedenzometrico e audiometrico.

Come si cura

L’otite media  acuta nella maggior parte dei casi è di natura virale e quindi tende a regredire spontaneamente senza terapia, se non con l’impiego di un antidolorifico. In alcuni casi però si rende necessaria una terapia antibiotica, anche per evitare complicanze come la perforazione del timpano o, più raramente ma anche molto più pericolosamente, una mastoidite (infezione dell’osso mastoideo, cioè dell’osso in cui è contenuto l’orecchio medio) o una meningite (infezione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello).

L’otite media effusiva, meno pericolosa e fastidiosa dell’otite media acuta, ma più subdola e persistente, richiede un’attenzione prolungata nel tempo e uno stretto coordinamento tra pediatra e specialista ORL.

Prevenire è meglio…

La pulizia nasale accurata e frequente, mediante lavaggio nasale nel bambino piccolo e soffiando correttamente il naso nel bambino grandicello e collaborante, è il “farmaco” principale e più utile per prevenire l’accumulo di catarro nel naso e il conseguente coinvolgimento della tuba uditiva e dell’orecchio medio.

Pediatra di Famiglia a Bergamo (BG) – Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo, Regione Lombardia. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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