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La vaccinazione contro l’epatite B

siringa e medicinali attorno alla scritta hepatitis B virus

Cos’è l’epatite B

E’ l’infezione del fegato ad opera di un virus (detto virus dell’epatite B e indicato anche con la sigla internazionale HBV), che può portare a danneggiamento e distruzione delle cellule epatiche. Tende più facilmente a cronicizzare, L’epatite cronica B è un grave problema di salute pubblica, soprattutto in paesi a basso livello socio-sanitario, anche perché comporta un maggior rischio di sviluppare cirrosi epatica e cancro al fegato.

Il vaccino antiepatite B

Il vaccino antiepatite B è compreso nella vaccinazione esavalente, obbligatoria sin dai 2 mesi di vita, insieme ad altri 5 vaccini (vaccino esavalente).

E’ disponibile anche il vaccino monovalente, prodotto da due diverse aziende e, sebbene il contenuto di antigene sia diverse, i due vaccini sono del tutto equivalenti ed interscambiabili. Esiste anche il vaccino bivalente, che abbina l’antiepatite B all’antiepatite A.

Chi vaccinare

  • Tutti i nuovi nati, a partire dai 2 mesi di vita;
  • i neonati da madre infetta (HBsAg positiva) subito dopo la nascita;
  • i bambini e gli adolescenti che non sono stati vaccinati nel primo anno di vita.

Chi non vaccinare

  • Le persone che hanno avuto una seria reazione allergica a precedenti dosi di vaccino contro l’epatite B o componenti del vaccino;
  • le persone che sono moderatamente o seriamente malate dovrebbero consultare il loro medico prima di prendere qualsiasi vaccino.

Dosi e calendario

  • Nei bambini si somministrano tre dosi di vaccino ai 3, 5 e 11 mesi di vita.
  • Nei neonati da madre infetta (HBsAg positiva) si somministrano quattro dosi a 0, 1, 2 e 11-12 mesi di vita; assieme alla prima dose di vaccino si somministrano anche le immunoglobuline.
  • Negli adolescenti e negli adulti si somministrano tre dosi (ai tempi 0, 1 e 6 mesi).

Efficacia

I vaccini antiepatite B sono efficaci al 95%. Il vaccino è in uso da quasi 15 anni, e gli studi condotti confermano che l’immunità dura per tutta la vita.

Effetti collaterali

La maggior parte delle persone che ricevono il vaccino dell’epatite B (65%) non presenta alcun effetto collaterale. Tra quelli che hanno reazioni avverse, la maggior parte avrà una reazione molto lieve.

Le reazioni lievi comprendono dolore, rossore e gonfiore nel punto dove l’iniezione è stata eseguita e febbre. Questi eventi avversi possono verificarsi subito dopo la vaccinazione e durare fino a un paio di giorni.

In caso di reazioni lievi:

  • dare da bere molti liquidi;
  • non vestire troppo il bambino se è caldo;
  • usare farmaci a base di paracetamolo (non a base di acido acetilsalicilico) o panni freddi , se necessario, per ridurre la febbre o il dolore;
  • nel caso in cui i sintomi si protraggano per più di due giorni, può essere opportuno consultare il vostro medico per verificare che non si tratti di un comune effetto collaterale ad una vaccinazione ma i sintomi si riferiscano ad un’altra malattia che deve essere riconosciuta e trattata.

In casi molto rari (meno di un bambino ogni 10.000, circa lo 0,002%) i bambini possono presentare un’importante reazione allergica che si può presentare con alcuni di questi sintomi: difficoltà del respiro, asma, orticaria, pallore o stanchezza, battito cardiaco accelerato.

Se si verifica una reazione grave, dovete rivolgervi immediatamente al vostro medico o al Pronto Soccorso.

E’ stato ipotizzato che il vaccino contro l’epatite B potesse causare sclerosi multipla. Autorevoli istituzioni di ricerca, prima, e l’Organizzazione mondiale della Sanità più recentemente (1998) hanno concluso che il vaccino contro l’epatite B non causa la sclerosi multipla.

Pediatra di Famiglia a Cantù (CO) - Agenzia di Tutela della Salute dell'Insubria, Regione Lombardia. Tutor di Pediatria per il corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia – Università degli Studi di Milano Bicocca.

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